Rafah border ceasefire
Foto: UN Photo/Mark Garten

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres è in visita in Egitto, e ha tenuto una conferenza stampa per tornare a chiedere un cessate il fuoco immediato sulla Striscia di Gaza dall’altra parte del confine di Rafah. Guterres non ha risparmiato parole forti nel condannare la crisi umanitaria artificiale in corso a Gaza: “È mostruoso che dopo così tante sofferenze e dopo così tanti mesi, i palestinesi di Gaza stiano passando il Ramadan sotto le bombe israeliane, tra i proiettili e i colpi di artiglieria, e con l’assistenza umanitaria che incontra ostacoli su ostacoli.” Guterres ha tenuto la conferenza stampa nei pressi di una lunga fila di mezzi che avrebbero dovuto portare cibo e aiuti umanitari dentro la Striscia di Gaza, ma erano chiusi fuori: “Tutto questo è più che tragico, è uno scandalo morale.” “Tutto il mondo è scandalizzato dagli orrori a cui stiamo assistendo in tempo reale. Mi faccio voce della stragrande maggioranza del mondo, che ne ha avuto abbastanza e che crede ancora che la dignità e la decenza umana debbano definirci come comunità globale.” “È il momento di inondare Gaza con aiuti salvavita; la scelta è chiara: scegliamo di aiutare, di stare dalla parte della speranza, e dalla parte giusta della storia.”

La visita di Guterres — un appuntamento annuale in occasione del Ramadan — arriva in un momento particolarmente difficile, anche nel contesto delle sofferenze causate dall’aggressione di Gaza. Questa settimana il numero di convogli UNRWA che ha raggiunto il nord della Striscia è stato: zero. Il commissario generale dell’agenzia ONU Philippe Lazzarini ha ripreso i dati settimanali degli ingressi dei convogli umanitari dentro la Striscia. In media, in questi mesi, sono entrati 150 camion al giorno di aiuti umanitari, quando prima dell’aggressione la media era tra 500 e 700 camion al giorno.

Lunedì il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà di nuovo per chiedere il cessate il fuoco a Gaza, e questa volta dovrebbe essere il turno degli Stati Uniti porre il veto. Secondo Washington qualsiasi risoluzione che effettivamente imponga il cessate il fuoco farebbe deragliare la trattativa in corso che comprende anche la liberazione dei prigionieri israeliani. Se domani sarà confermato il veto, sarà il secondo consecutivo giustificato allo stesso modo — nonostante i retroscena vogliano che la trattativa sia di nuovo ferma. Sotto pressione degli Stati Uniti, Tel Aviv avrebbe accettato di aumentare il numero di prigionieri palestinesi da liberare in cambio della liberazione dei prigionieri israeliani, ma resta da sciogliere caratteristiche e durate del cessate il fuoco — i rappresentanti di Hamas vogliano che sia messo nero su bianco che il cessate il fuoco deve portare alla fine dell’aggressione militare israeliana.

Le violenze, nel frattempo, continuano senza sosta: nel corso della scorsa giornata le IDF hanno ucciso più di 72 persone, causando anche 114 feriti in sette attacchi separati. Il governo di Gaza denuncia che le IDF avrebbero anche minacciato pazienti, sfollati e personale sanitario presenti all’ospedale al–Shifa, dicendo che avrebbero “distrutto gli edifici dell’ospedale con loro dentro.” L’alternativa, per le migliaia di persone che sono ancora nella struttura, è la fuga, mettendosi a rischio di “torture, indagini e esecuzioni.”


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