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L’equilibrio precario della Tunisia tra riforme e autoritarismo

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Il paese sta affrontando un percorso difficilissimo per rispondere alla crisi economica e politica, che vede però tutti i poteri concentrati nella figura del presidente Saied

L’11 ottobre 2021, dopo due mesi e mezzo di stallo dagli eventi dello scorso 25 luglio, ha prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica il nuovo governo guidato da Najla Bouden Romdhan, prima donna in assoluto a ricoprire la carica di Primo Ministro in un Paese dell’area arabofona. Un governo con il 33% di presenza femminile: dei 24 ministri, 8 sono donne.

Classe 1958, ed ingegnere di formazione, la neopremier è docente di scienze geologiche alla Scuola nazionale di ingegneri di Tunisi, con alle spalle una lunga esperienza accademica e nella ricerca, in particolare nel settore della valutazione sismica, della vulnerabilità degli edifici, e della gestione delle catastrofi.

Fino all’incarico da parte di Saied, è stata responsabile dell’attuazione del programma della Banca mondiale presso il ministero dell’Istruzione superiore e della ricerca scientifica, istituzione con la quale collabora da anni. Il programma finanziato dalla Banca mondiale dà sostegno alla riforma dell’istruzione superiore in corso in Tunisia.

Dal 2006 al 2016 è stata la principale consigliera di sette ministri dell’Istruzione superiore e della ricerca scientifica, oltre ad essere incaricata del controllo qualità presso lo stesso ministero, a partire dal 2011, dopo essere stata presidente dell’unità di gestione degli obiettivi. Ha istituito il primo programma di finanziamento competitivo e innovatore a sostegno dei progetti che vertono sulla garanzia di qualità, il buon governo, l’innovazione e l’imprenditoria.

Oltre alla sua missione accademica e ministeriale, l’ingegnere tunisina ha partecipato a diversi gruppi di lavoro e programmi nella regione del Sud Ovest Asiatico e del Nord Africa. Najla Bouden è anche co presidente del Gruppo consultivo mondiale sulla scienza e la tecnologia dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi.

È quindi abbastanza evidente che la scelta di Saied sia ricaduta su una personalità con un curriculum di eccellenza nel mondo accademico e ministeriale, ma possiamo dire che una rondine non fa primavera. La scelta di una donna per il ruolo di Primo Ministro serve ad offuscare la complessità politica che c’è dietro alla crisi istituzionale tunisina che si protrae dal 25 luglio 2021.

In questa puntata di Matassa cerchiamo di ripercorrere le tappe che, negli scorsi mesi, hanno portato alla situazione attuale.

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