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Il nuovo governo spagnolo ha l’occasione di dimostrare che c’è vita a sinistra

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in copertina, foto via Twitter

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È (quasi) fatta: Pedro Sánchez ha passato il voto di fiducia ed è ufficialmente Primo ministro spagnolo per un secondo mandato. Ce l’ha fatta per il rotto della cuffia: con solo due voti e grazie a 18 astensioni, da parte dei parlamentari della Sinistra repubblicana della Catalogna e della coalizione basca Euskal Herria Bildu. Si apre così il primo governo di coalizione dai tempi della Seconda repubblica, prima del franchismo. (El País)

In apertura al dibattito — piuttosto breve, quello che c’era da dire si era già detto prima del voto di domenica, in cui Sánchez non era riuscito a ottenere la necessaria maggioranza assoluta di 176 voti — il Primo ministro si è impegnato a trovare “meccanismi per impedire che questo vuoto di potere si ripeta.” Negli ultimi quattro anni la Spagna ha avuto un governo saldo solo per un anno e mezzo. Il video del dibattito e del voto, su Twitter.

Nell’avanspettacolo della politica di questi anni, la scenetta della giornata è stata Suárez Illana del Partito popolare che incrocia le braccia e gira le spalle a Mertxe Aizpurúa, della Bildu, “come un bambino,” commenta Aora Moreno Durán — che sottolinea come questo governo dovrà convivere con un parlamento invaso dall’estrema destra, con una maggioranza di soli due voti. (infoLibre)

Per la formazione del governo, però, dovremo aspettare ancora un po’. Senza offrire spiegazioni — non un segnale particolarmente rassicurante sulla salute della coalizione — Sánchez ha dichiarato che avrà bisogno ancora di una settimana per completare la formazione della squadra. Secondo alcune fonti ci sarebbero dei fastidi perché i nomi del governo di Unidas Podemos sono stati fatti filtrare sui media nei giorni scorsi. Ma le cause non cambiano il dato di fatto: i nomi non ci sono ancora — e si tratta di una posizione particolarmente scomoda per Sánchez, che da settimane insiste sull’urgenza massima di votare la fiducia al governo. (Público)

I nomi filtrati ai media, oltre a quello di Pablo Iglesias, vicepresidente ai Diritti sociali, sono di Irene Montero, alle Pari Opportunità, Yolanda Díaz, al Lavoro, Alberto Garzón, ai Consumi, e Manuel Castells, all’Università. Andrés Gil ha intervistato Iglesias, per chiedergli come un partito di “disobbedienza” possa diventare un partito di governo. Il leader di Unidas Podemos non potrebbe essere più ambizioso, e dice che il governo con i socialisti deve diventare il punto di riferimento della sinistra europea e mondiale. (El Diario)

Juan Laborda e Andrés Villena scrivono che la sfida di questo governo, prima ancora dei risultati, sarà dimostrare che ha ancora senso “fare politica” nelle democrazie europee, sempre più schiacciate su politiche unicamente neo–liberiste, spacciate come “semplice” gestione fiscale. I due economisti la chiamano “sindrome Mitterand,” in cui la politica, anche progressista, ha accettato l’impossibilità di costruire alternative. (Contexto)

Il nuovo governo avrà l’occasione, invece, di invertire le politiche di austerity dominanti negli ultimi anni, con un programma ambizioso che punta, tra le altre cose, ad abrogare la riforma del lavoro varata dai Popolari nel 2012, aumentare il salario minimo fino al 33% e porre un argine all’aumento degli affitti. (Jacobin)

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Mondo

“Va tutto bene!” È il commento di Donald Trump all’attacco condotto dall’Iran contro “almeno due basi” aeree statunitensi in Iraq. Mentre scriviamo non è attestato un numero di vittime delle basi: i media di stato iraniani parlano di 80 morti, ma le basi colpite erano già in stato di massima allerta, per cui il numero confermato da fonti militari statunitensi potrebbe essere sostanzialmente più basso. (the New York Times)

Il ministro degli Esteri iraniano ha commentato che le misure di legittima difesa iraniane erano “concluse.” La posizione dell’Iran è che la propria risposta militare sia — a differenza dell’attacco statunitense — completamente nei confini della legge internazionale, e che non ci sia nessuna intenzione di far sfociare questi attacchi in una guerra. (Twitter)

Poche ore dopo l’attacco iraniano alle basi statunitensi si è schiantato nel sobborgo di Parand, nella provincia di Teheran, un Boeing 737 partito dall’aeroporto Imam Khomeini e diretto verso Kiev. Secondo la mezzaluna rossa iraniana non ci sono sopravvissuti. In questo momento le cause dell’incidente non sono chiare. Reza Jafarzadeh, portavoce dell’Organizzazione iraniana per l’aviazione ha dichiarato che le indagini sono già in corso. (Al Jazeera)

La processione per i funerali di Suleimani è finita in tragedia: nella calca sono morte schiacciate almeno 56 persone, e ci sono altri 200 feriti. I funerali sono stati rimandati. (Middle East Eye)

Le fazioni armate irachene hanno annunciato un meeting per organizzare un “asse di resistenza” contro l’occupazione militare statunitense. L’annuncio non elenca quali gruppi sono stati invitati all’incontro, ma si presume si tratti delle fazioni allineate all’Iran, per cui Suleimani costituiva una figura di riferimento fondamentale. Nasr al-Shammari, numero due del gruppo Harakat al-Nujaba, ha dichiarato di aver contattato Hezbollah in Libano a riguardo. (Al–Araby Al–Jadeed)

Per la serie “la Storia si ripete,” il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace ha annunciato che il personale militare del paese è mobilitato “in standby” pronto a intervenire in una finestra di tempo di 48 ore, nel caso l’Iran avesse ucciso civili o militari britannici. (the Guardian)

Continua l’opposizione alla riforma delle pensioni in Francia: i lavoratori delle ferrovie e dei trasporti pubblici parigini hanno portato la protesta alla sede di BlackRock della capitale francese. I lavoratori, che accusano BlackRock di essere una “lobby ombra” influente sul governo, sono entrati nella hall del quartier generale della società di investimenti pacificamente, per poi essere sgomberati dalla polizia. (HuffPost.fr)

In Austria è iniziato ufficialmente il mandato del governo Kurz bis, che vede un’inedita coalizione tra i Popolari (usciti da un’alleanza con l’estrema destra dell’FPÖ) e i Verdi. Per la prima volta, il numero delle ministre supera quello dei ministri (9 su 17). I dicasteri fondamentali restano in mano ai popolari, ma i Verdi ottengono la Giustizia e l’Ambiente, con il programma di rendere l’Austria a zero emissioni entro il 2040 — dieci anni prima della scadenza che si è imposta l’Unione europea per lo stesso traguardo. (DW)

Sull’immigrazione, il nuovo governo di Vienna non sarà molto diverso dal precedente: nel programma dei Popolari c’è l’estensione del divieto del velo per le studentesse dai 10 ai 14 anni e una forma di “detenzione preventiva” per chi viene giudicato “un pericolo per la società.” (the Local At)

Crisi climatica

Buongiorno: il fumo degli incendi in Australia è talmente tanto che ha raggiunto il Sudamerica, ingrigendo il cielo del Cile centrale e arrossando il tramonto a Buenos Aires. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, potrebbe aver raggiunto anche l’Antartide. (the Guardian)

Intanto, ma è proprio vero che sono state arrestate quasi 200 persone con l’accusa di aver deliberatamente appiccato incendi? Non proprio: le persone arrestate per aver effettivamente appiccato gli incendi sono soltanto 24, le altre hanno a proprio carico accuse di diverso tipo, legate ai divieti entrati in vigore in seguito agli incendi, ma non si tratta di “piromani.”

Gif di myles.

Italia

Il vertice straordinario dell’Unione europea sulla Libia, con i ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, si è risolto con una dichiarazione congiunta in cui si chiede una cessazione immediata delle ostilità e la fine della “indebita influenza” di attori esterni sulle “decisioni sovrane libiche,” anche se non si fa menzione esplicitamente della Turchia. (Eunews)

Di Maio ha detto che “bisogna parlare con tutti e convincerli a cessare il fuoco” e ha chiesto che “l’Europa sia protagonista.” Ma nei fatti la diplomazia europea si sta dimostrando debolissima, e al di là delle dichiarazioni di principio — che nessuno ascolta — non sa bene che pesci pigliare. (ANSA / Wired)

Il dialogo e il cessate il fuoco sembrano infatti molto lontani dall’orizzonte libico: le forze di Haftar e al-Serraj continuano a scontrarsi per il controllo di Sirte, mentre secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu la Russia avrebbe inviato due aerei carichi di mercenari provenienti dalla Siria per aiutare Haftar. (Corriere della Sera / Anadolu)

Effetti dei decreti sicurezza (che, ricordiamo, sono ancora pienamente in vigore): secondo un nuovo report di ActionAid e OpenPolis, il circuito dell’accoglienza in Italia ha subito “una trasformazione negativa e complessiva,” a causa del drastico calo di risorse che ha messo in seria difficoltà le prefetture e ha fatto andare deserti gran parte dei bandi. Su 1000 posti messi a bando, solo 564 sono stati assegnati. A Livorno, per esempio, dopo il fallimento del primo bando, la prefettura ha deciso di non pubblicarne altri, chiudendo i centri d’accoglienza e trasferendo altrove i migranti. (OpenPolis / Redattore Sociale)

I risultati dello studio non sono molto diversi da quelli già pubblicati dal Naga, di cui abbiamo parlato in una puntata di Trappist a dicembre.

Il tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso dei commissari straordinari dell’ex Ilva, concedendo una proroga all’uso del contestato altoforno 2. Secondo i giudici, il giudice monocratico Maccagnano — che aveva inizialmente respinto la richiesta di proroga — non avrebbe tenuto conto degli interventi effettivamente realizzati per la messa in sicurezza dell’impianto. La decisione permette di far ripartire la trattativa tra ArcelorMittal e il governo, ancora arenata sul nodo degli esuberi. (Corriere di Taranto / Corriere della Sera)

Si sono riuniti ieri i “probiviri” del Movimento 5 Stelle, per decidere il destino dei parlamentari “morosi.” Sarebbero in totale 47, che saranno soggetti a sanzioni commisurate al ritardo. Non si parla di espulsioni — che, specialmente al Senato, rischierebbero di mettere in difficoltà i numeri della maggioranza — ma nel dubbio qualcuno se n’è andato di sua iniziativa: è il caso del deputato Santi Cappellani, che ha lasciato il Movimento dicendo che “ci siamo imborghesiti, siamo finiti in una spirale di autoreferenzialità.” (la Repubblica / il Post)

Dopo le polemiche, la Rai ha ufficializzato il dietrofront su Rula Jebreal. La giornalista sarà sul palco dell’Ariston come co-conduttrice insieme ad Amadeus, ma i suoi interventi dovranno parlare di violenza sulle donne, “senza divagazioni.” Sottinteso: guai se si azzarda a parlare di cittadinanza e nuovi italiani. (Corriere della Sera)

Milano

Due giorni prima di Natale, Regione Lombardia ha fatto un bel regalo a Trenord: l’azienda gestirà il trasporto pubblico ferroviario regionale per altri nove anni, dal 2021 al 2030, con un affidamento senza gara da 5 miliardi — possibile perché Trenord è controllata proprio dalla Regione per il 57%, attraverso Fnm. La notizia non ha fatto felici i pendolari lombardi, abituati ai cronici disservizi di Trenord: diversi comitati hanno firmato un comunicato in cui si chiedono se questa fosse davvero l’unica possibilità. “Affidare per altri 10 anni a chi non sembra in grado di gestire oggi neanche l’esistente servizio a livelli di decenza, peraltro con un aumento della spesa pubblica, senza pretendere immediati e sensibili miglioramenti è, quantomeno, assai discutibile.” (MilanoToday / MB News)

Cult

Ivanka Trump ha partecipato a un panel al CES di Las Vegas per parlare del “Futuro del lavoro,” e ha detto sostanzialmente che andare all’università è sopravvalutato: “Quattro americani su dieci con una laurea fanno un lavoro che non ne richiede una” (non sappiamo quale sia la fonte di questi dati.) (Gizmodo)

In questo paesino in mezzo al deserto dell’Arizona, lungo l’iconica Route 66, si produce uno dei migliori sake che possiate bere al di fuori del Giappone. (Atlas Obscura)

Gif via Sakura Buckshot

Oh no, un fix un po’ frettoloso del millennium bug ha fatto sì che il problema si ripresentasse in molti computer con lo scoccare del 2020: prima del 2000, per evitare che la cifra “00” fosse trattata come “1900,” molti programmatori si sono accontentati di far considerare automaticamente tutte le date da 00 a 20 come parte del 2000. Così, ora capita che alcuni sistemi considerino il 2020 come il 1920. (New Scientist)

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Gif via Giphy

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