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Alla COP25 c’è un brutto clima

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in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

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Madrid. Secondo gli organizzatori, ieri a protestare contro l’inazione dei governi di fronte all’emergenza climatica c’erano 500 mila persone. La protesta, tenutasi a pochi chilometri dalle sale della COP25, la conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite, ha visto la partecipazione numerosissima di giovani attivisti ambientalisti, che hanno portato in piazza anche le proprie famiglie. (DW)

Una seconda protesta si è svolta contemporaneamente anche a Santiago, sede originariamente prevista della conferenza. BBC News ha raccolto una galleria di foto dalle proteste cilene. (BBC News)

È più di un anno che organizziamo manifestazioni, e praticamente non è cambiato niente,” ha commentato Greta Thunberg incontrando gli attivisti di Madrid. “Ci sono persone che stanno soffrendo e morendo a causa dell’emergenza climatica, e non possiamo più aspettare.” La conferenza di quest’anno è particolarmente importante, perché è l’ultima prima dell’attivazione degli accordi climatici di Parigi. (CNN)

Il ritmo dei lavori è così lento che anche gli attivisti ambiscono a risultati in realtà piuttosto modesti, come orientare il dibattito, in vista della COP26 di Glasgow, verso una vera e sostanziale riduzione delle emissioni. Ma i grandi emissori — Stati Uniti, India, Brasile — sembrano non volerne sapere niente. (Politico)

L’obiettivo quest’anno sarebbe di codificare il mercato delle emissioni, in modo da regolamentare la cooperazione internazionale oltre gli schemi volontari per muovere singole industrie verso la neutralità carbonica. Ma al quinto giorno di lavori, una risoluzione positiva sembra essere molto difficile. (Nature)

È importante sottolineare che anche nella migliore delle soluzioni trovate alla COP25, regolamentare un mercato delle emissioni non è affatto una panacea alla crisi climatica. Si tratta, effettivamente, di una “falsa soluzione”: in passato è servito unicamente a permettere ai paesi che inquinano molto di continuare a farlo, accreditandosi anche le emissioni di paesi in via di sviluppo — una situazione che non solo non favorisce la limitazioni delle emissioni, ma si appoggia sulla ossificazione delle differenze tra primo e terzo mondo. Secondo Yamide Dagnet, della no profit World Resources Institute, “senza supervisione questi meccanismi possono creare vie di fuga — permettendo di fare greenwashing e ingannare i cittadini.” (the Verge)

Intanto, in Australia, l’emergenza degli incendi del bush ha raggiunto il proprio punto critico: secondo le autorità gli incendi continueranno a divampare per settimane, compreso un “mega–incendio,” più grande dell’intera Greater Sydney, che è diventato troppo grande per essere domato — si può solo cercare di contenerlo, finché non si spegnerà da solo. Questa stagione degli incendi è già costata la vita a sei persone, e ha distrutto più di mille case. In diverse regioni australiane sono previste temperature fino ai 44 gradi. (the Guardian)

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Mondo

Baghdad. Un gruppo di uomini non identificati ha preso d’assalto una palazzina dove erano accampati degli attivisti, li ha costretti ad uscire, e ha aperto il fuoco, uccidendo almeno 19 persone. L’attacco arriva solo un giorno dopo il caso degli accoltellamenti da parte di un gruppo paramilitare. La repressione delle proteste è stata violentissima in Iraq — i numeri attuali parlano di più di 400 morti e 20 mila feriti — ma gli incidenti degli ultimi due giorni sono un nuovo sviluppo. Finora i casi di violenza erano avvenuti in larga parte in momenti di scontro diretto durante le manifestazioni. (Al Jazeera)

Fatou Bensouda, procuratrice capa della Corte penale internazionale, nel proprio report annuale sulle aree di conflitto ha espresso la propria preoccupazione per le azioni di Israele nella direzione di annettere la valle del Giordano. Bensouda non si è sbilanciata neanche quest’anno, però, sulla decisione di perseguire le aggressioni israeliane nella West Bank come crimini di guerra. Secondo più di un commentatore l’inerzia su questo fronte da parte della Corte penale internazionale sarebbe dovuta a pressioni dell’amministrazione statunitense. (the Jerusalem Post)

Netanyahu ha preso molto bene le critiche, e ha dichiarato che Israele ha “tutto il diritto” di annettere la valle del Giordano. La zona del fiume interessa circa il 25% della West Bank, e comprende molte zone aperte ambite da Israele per continuare la propria operazione coloniale. (Al–Araby Al–Jadeed)

Un soldato saudita, in Florida per un programma di addestramento piloti presso una base militare statunitense, ha aperto il fuoco uccidendo tre persone e ferendone otto, prima di essere ucciso a sua volta dal vicesceriffo locale. La dinamica della sparatoria non è ancora chiara, ma ovviamente secondo il repubblicano del distretto Matt Gaetz, vi ricordete, quello del razzismo contro i bianchi, è già un “atto di terrorismo.” (the New York Times)

E ovviamente, Trump è immediatamente corso ai ripari, twittando di aver parlato al telefono con Salman, che avrebbe fatto le condoglianze alle famiglie dei defunti, garantendo che “questa persona non rappresenta in nessun modo i sentimenti del popolo saudita, che ama quello americano.” (Twitter)

Se il flusso costante di notizie sull’impeachment e la corruzione di Trump vi ha stancato, preparatevi per la settimana prossima: oltre a iniziare le deposizioni al Comitato giudiziario, lunedì sarà pubblicato il famigerato report del dipartimento di Giustizia che vorrebbe screditare le indagini dell’FBI sui rapporti tra Trump e la Russia. (CNN)

Francia. Malgrado lo sciopero degli insegnanti si fosse concluso giovedì — con una partecipazione del 70% — tantissimi docenti non sono tornati a lavorare per la giornata di venerdì. Insieme allo sciopero dei trasporti, che a Parigi continuerà fino a tutta la giornata di lunedì, l’accesso alle scuole e le lezioni difficilmente potranno riprendere prima di martedì. Ma probabilmente nuovi scioperi saranno indetti per i giorni immediatamente successivi. (France 24)

Lo scontro televisivo tra Corbyn e Johnson si è scaldato particolarmente dopo le pressioni del Primo ministro sul presupposto antisemitismo del leader laburista. Corbyn ha risposto spiegando cosa ha fatto il partito riguardo alla propria crisi interna, e poi ha attaccato Johnson, ricordandogli i pesanti commenti razzisti fatti negli anni. Altri due momenti topici: lo scontro tra socialdemocrazia e libero mercato; e quando Johnson ha dovuto commentare la pubblicazione dei documenti che dimostrano che sarebbe disposto a cedere parte del sistema sanitario alle aziende statunitensi, dicendo che si trattava di “roba da Triangolo delle Bermuda.” (the Guardian)

Italia

Ieri è stato pubblicato un rapporto CENSIS secondo cui la metà degli italiani pensa che il paese abbia bisogno di un “uomo forte” per uscire dall’impasse in cui si trova. Non è l’unica cattiva notizia contenuta nel voluminoso rapporto, ma ce ne sono anche alcune positive — in particolare, sembra che gli italiani siano almeno consci della deriva a destra e razzista del paese. (ANSA)

Gif di SpongeBob SquarePants

Sembrerebbe intanto che si stia finalmente arrivando in vista di un accordo tra le varie forze della maggioranza per chiudere la manovra finanziaria — anche se continuano le trattative dell’ultimo minuto. Per fugare ogni dubbio, comunque, il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato con la solita moderazione e realismo che il governo con questa manovra “ha scongiurato la recessione.” (la Repubblica)

Le tensioni, nelle scorse 24 ore, sono state forti soprattutto tra Partito democratico e Italia viva, con la seconda che minacciava di far cadere il governo se non fossero stati rispettati i suoi punti sulle tasse. Alla fine, pare che la sugar tax partirà il prossimo ottobre, mentre la plastic tax verrà ridotta e rinviata al prossimo luglio. (HuffPost)

Giuseppe Leogrande, avvocato esperto di diritto fallimentare, è stato nominato dal governo Commissario unico per la gestione di Alitalia. Nonostante la sua poco incoraggiante qualifica professionale, il Ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli ha dichiarato che “Assieme a Leogrande lo Stato dovrà agire per permettere il rilancio definitivo di Alitalia.” (Fanpage)

Milano

Trenord va avanti a suon di disagi e disservizi: ieri un guasto a un treno ha bloccato per ore la linea ferroviaria tra Milano e Mantova, in pieno orario di punta. (Altra Mantova)

In questa intervista surreale, l’assessore lombarda ai trasporti, Giulia Terzi, dà la colpa dei disagi a Trenitalia, proprietaria di una parte delle linee ferroviarie su cui corrono i treni gestiti da Trenord, dichiarando che “non c’è alternativa” alla gestione di Trenord stessa. Peccato che Trenitalia sia proprietaria al 5o% anche di Trenord. (la provincia di Como)

I lavoratori sono vittime di questo buco nero almeno quanto i pendolari, e il sindacato OrSA ha proclamato un nuovo sciopero il 15 di dicembre, per “rivendicare turni di lavoro che rispettino il Contratto nazionale e quello aziendale” e domandare “il riequilibrio delle attuali gravi iniquità economiche presenti tra lavoratore e lavoratore.” (Corriere della Sera Milano)

È comprensibile che non abbiate capito — questo nostro articolo dello scorso anno cerca di spiegare la situazione gestionale e societaria di Trenord, che nel frattempo non ha fatto altro che peggiorare.

Cult

Delusione: Elon Musk ha vinto la causa contro Vernon Unsworth, il sommozzatore che aveva salvato 13 bambini da una grotta in Thailandia lo scorso anno, e si era visto dare del “pedofilo” dal magnate sudafricano — il cui robottino non era riuscito nell’impresa di soccorso. Secondo la corte di Los Angeles, il fatto non costituisce diffamazione. (the Verge)

È il weekend: se non sapete cosa leggere o guardare, la lista delle “belle cose” dithe Outline è sempre una garanzia. Ce n’è per tutti i gusti — dalla versione del 1974 di Assassinio sull’Orient express a The Tall Man, un racconto-inchiesta sulla condizione degli aborigeni in Australia. Il magazine online fondato da Joshua Topolsky ha appena compiuto tre anni. (the Outline)

Gif da Murder on the Orient Express

Sapevate che gli antichi egizi si tatuavano? Come per la gente di oggi, poteva non esserci un unico motivo per cui lo facevano. Secondo l’antropologa dell’università del Missouri Anne Austin, la pratica potrebbe essere stata ancora più diffusa di quanto si immaginasse. (Science Alert)

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Gif di Apple Tv

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