Oggi è la giornata del Pride a Milano: il ritrovo è previsto per le 15 in piazza Duca d’Aosta, e il corteo sfilerà come da tradizione fino a piazza Oberdan, in Porta Venezia.

Ogni anno le manifestazioni coinvolgono più di trenta città, quest’anno saranno più di 40 — qui la mappa completa — e saranno distribuite abbastanza uniformemente nel territorio nazionale, con l’eccezione di qualche area scoperta nel Centro Italia. Le manifestazioni per i diritti LGBTQ+ sono iniziate lo scorso 11 maggio da Vercelli e continueranno almeno fino a metà settembre, alcuni appuntamenti potrebbero però aggiungersi nelle prossime settimane. 

In difesa dei diritti LGBTQ+ lo scorso 9 giugno hanno sfilato a Roma circa 700 mila persone. L’appuntamento di Milano — l’anno scorso sono scesi in piazza più di 200 mila manifestanti — è particolarmente importante sia perché cade esattamente a metà nel calendario di manifestazioni, ma soprattutto perché da molti anni la città rappresenta da questo punto di vista un simbolo positivo di apertura e inclusione. 

Nel 2018 ci aveva pensato Myss Keta a regalarci una playlist per goderci la giornata del Pride, e di playlist più o meno esaurienti intitolate al ciclo di eventi — tipo questa — a dire il vero è pieno Spotify e l’internet in generale. Per questo ci limitiamo a suggerirvi sette brani arcobaleno che per una volta non includono “You Make Me Fell (Mighty Real)” di Sylvester — l’avrete già ascoltata un milione di volte e non saremo di certo noi a farvela scoprire — ma che secondo noi sono fondamentali per festeggiare al meglio la giornata di oggi:

The Blaze — “Virile”

In questi anni il duo francese si è fatto notare per la qualità indiscussa dei video musicali che fin dall’inizio hanno accompagnato i loro brani. Il video di “Virile” si apre con una citazione di Nat King Cole: “You call it madness, but I call it Love.” Due ragazzi ballano in una stanza all’interno di un palazzo improvvisando una festa e incrinando lo stereotipo di mascolinità e di quello che generalmente potrebbe non essere considerato appunto “virile” o accettabile secondo i canoni della società occidentale — due ragazzi che, appunto, ballano tra di loro intimamente in una stanza.

Frank Ocean — “Thinkin Bout You”

È stato tra i primi artisti del mondo hip hop a fare coming out. Qualche giorno prima dell’uscita di Channel Orange, nel 2012, Frank Ocean dichiarò attraverso un post sul suo profilo Tumblr di essere bisessuale. Che siate dei cultori dell’hip hop o meno “Thinking Bout You” è già un classico della musica contemporanea.

Romina Falconi — “Magari Muori”

Da madrina del movimento LGBTQ+ l’artista si è esibita ieri cantando al Pride di Palermo. Romina Falconi accompagna da molti anni i concerti di Immanuel Casto, con il quale ha collaborato a singoli come “Crash” e “Sognando Cracovia”. “Magari Muori”, l’ultimo brano pubblicato dalla Falconi, è una perla di cinismo che rovescia i canoni del tormentone estivo candidandosi a inno del Pride 2019.

Mavi Phoenix — “Romantic Mode” 

Cresciuta con la madre a Linz, in Austria, e immersa nella cultura hip hop fin dall’adolescenza, Mavi Phoenix finora ha pubblicato due EP (Young Prophet EP e YOUNG PROPHET EP II) facendosi notare dal pubblico nel 2017 per il singolo “Aventura”, utilizzato da Desigual per uno spot pubblicitario. Se ancora non la conoscete sappiate che Mavi Phoenix è uno dei nuovi astri dell’hip hop e “Romantic Mode” è un inno all’amore e alla libertà.

Myss Keta — “Monica”

Porta Venezia è la fermata arcobaleno della metropolitana di Milano. Da Piazza Oberdan, percorrendo Corso Buenos Aires e le sue traverse, oppure spostandosi verso Dateo, si può seguire una parte del percorso del Pride milanese e ripercorrere molti dei luoghi citati dall’artista nelle sue canzoni. “Monica”, contenuto nel primo album di Myss Keta, è uno dei brani culto della diva mascherata, è stato presentato nel 2018 durante la Pride Week di Milano e anche quest’anno si conferma tra gli ascolti d’obbligo per chi intenda partecipare alla manifestazione di oggi.

Lykke Li — “I Follow Rivers”

Quando uscì nel 2011 il brano venne quasi ignorato, poi vennero pubblicati dei remix e da allora decollò diventando la colonna sonora perfetta per ogni festa — a partire da quella di compleanno di Adele nel film di Abdellatif Kechiche La vita di Adele. Ora “I Follow Rivers” è talmente sdoganata che puoi aspettartela nella selezione di un rooftop bar nel centro di Milano così come nella playlist del tuo supermercato. E va bene così.

Anna Calvi — “As a Man”

Parlando del suo ultimo album, Hunter, uscito l’anno scorso e accolto positivamente dalla critica, Anna Calvi ha dichiarato: “Sto combattendo contro la sensazione di essere un’emarginata e sto cercando un posto in cui sentirmi a casa. Credo che il genere non sia altro che un raggio di azione. Se ci fosse concesso di essere una via di mezzo tra il maschio e la femmina, saremmo tutti più liberi. Voglio ripetere le parole ‘ragazzo ragazza, donna uomo’ più e più volte, finché non avranno più senso in confronto alla vastità dell’esperienza umana… Voglio scoprire come essere qualcosa di diverso dal ruolo che mi è stato assegnato. Voglio esplorare la sessualità sovversiva, che supera ciò che ci si aspetta da una donna in questa società patriarcale. Mi sento forte, ma comunque vulnerabile. Indosso dei vestiti e la mia arte come un’armatura, ma so anche che essere sinceri con se stessi vuol dire concedersi la possibilità di essere feriti.”


Il corteo di Milano partirà alle 16 da Piazza Duca D’Aosta e terminerà il suo percorso in piazza Oberdan. Qui tutte le informazioni utili per la giornata. Ci vediamo là!

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