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È uscito Aletheia, il terzo album in studio di Izi

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Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai? È la domanda che ti devi porre dentro all’Aletheia Lab, il laboratorio con cui Izi ha deciso di presentare il suo album uscito oggi per Island Records.

Invece di una conferenza stampa, la presentazione consisteva in una esperienza immersiva. Divisa in due momenti: all’inizio in un ambiente buio due medici introducono un video che immortala tutte le storture della nostra società, i suoi limiti e gli aspetti più disturbanti. Poi offrono al pubblico una scelta: pillola rossa o pillola blu?

La seconda parte dell’esperienza consiste nel preascolto del disco: cuffie bluetooth e buio pesto — come dovrebbero essere tutti i preascolti. Ad occhi chiusi ho sentito “Volare II” e “Dolcenera,” poi li ho riaperti e c’era Izi che si aggirava tra le sedie nella stanza ancora al buio.

In molte interviste Izi ha raccontato del periodo buio che ha passato da dopo l’uscita di Pizzicato, il suo secondo album in studio. Depressione e crisi con cui convive ancora in alcuni momenti, ha detto a Rockol di recente. Ma la risalita è incominciata e Aletheia è il primo grande passo.

Sto sopra a un tetto a fumare, vieni presto che proviamo a volare

16 tracce che raccontano Diego dall’infanzia a oggi: uno degli ultimi brani, “Grande,” parla di un ragazzino che diventa adulto, ne parla in terza persona, ma sembra proprio parli di se stesso e del ragazzino che era. In un serratissimo ritmo sincopato si passa dalla strofa al ritornello: un botta e risposta tra “E come stai? Bene, io sto diventando grande” che ricalca il senso di tutto l’album, quello di delineare i sentimenti dell’aletheia di Izi, del suo svelamento, dischiudimento. Lui l’ha definito “il momento dell’illuminazione, il momento in cui ti accorgi che serve manifestarti per far manifestare gli altri” — in questi due anni tra il secondo e il terzo album, Izi ha detto più volte di essersi dedicato a letture di testi sacri e di averne iniziato a padroneggiare i pensieri e i linguaggi.

“È un disco su più livelli come lo sono i testi sacri. Ci sono più mondi da esplorare che anche io devo esplorare.” — ha detto.

Al di là delle interpretazioni (e delle over–interpretazioni), di sicuro Aletheia è un album ricco. C’è “Volare II,” il sequel di “Volare,” traccia prodotta da Sick luke per l’album Pizzicato, ci sono i feat. con Speranza e Sfera Ebbasta, c’è “San Giorgio,” dedicata al poeta Georges Brassens, feat. Heezy Lee e Josh. C’è l’inconfondibile voce di Izi che ormai ha imparato a sporcarla e distorcerla magistralmente, con o senza autotune. E c’è De Andrè. Nel 20esimo anniversario della sua scomparsa, Izi ha deciso di tirare fuori un inedito che teneva nel cassetto da tempo e che non pensava avrebbe mai pubblicato: “Dolcenera,” esibita in anteprima sul palco del Concerto del Primo maggio a Roma. In quell’occasione era vestito dei mestieri che ha fatto, da muratore e da saldatore, con un fiore bianco al bavero, altro tributo a De Andrè e, nello specifico, alla cover di Anime Salve, ma anche ai morti sul lavoro di cui il garofano bianco è il simbolo.

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