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foto CC BY-SA 3.0 portavoce IDF

Un nuovo report dell’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor denuncia che i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane sono vittima di torture, omicidi premeditati ed esecuzioni arbitrarie al di fuori della supervisione della legge e della giurisprudenza. L’Euro-Med Monitor chiede un intervento internazionale urgente per lanciare un’indagine che determini le persone responsabili e identifichi le vittime. Solo un’azione urgente può, insiste l’organizzazione, garantire la sopravvivenza delle migliaia di persone che sono trattenute nei centri di detenzione — in seguito ad arresti ma spesso anche in condizioni di sparizione forzata. Euro-Med Monitor scrive: “Le carceri e i centri di detenzione israeliani sono diventate repliche più brutali di Guantánamo. Maltrattamenti e disprezzo degradante per la dignità umana, negazione dei diritti più basilari, e orribili forme di tortura, comprese quelle che portano all’omicidio, sono state tutte documentate nonostante numerose condanne internazionali e richieste di garantire i diritti e la sicurezza di prigionieri e detenuti.” Secondo un report di Haaretz, dal 7 ottobre sono morti in custodia nelle carceri israeliane 27 detenuti di Gaza. Il quotidiano di Tel Aviv ha raccolto prove di pestaggi e forme di abuso da parte dei militari anche durante gli interrogatori.

Il Mossad ha confermato che sta continuando a trattare con Hamas per arrivare a un accordo per il cessate il fuoco e la liberazione dei prigionieri. Si tratta di una apertura da parte di Israele — nelle scorse settimane da Tel Aviv era sceso il silenzio totale sulla trattativa, dopo che Netanyahu aveva respinto le richieste di Hamas — ma sembra confermare in modo fermo che non ci sarà un accordo dell’ultimo minuto prima del Ramadan, durante il quale potrebbero scattare ulteriori violenze. Come ogni volta che si è parlato di trattativa in questi mesi, ogni menzione del cessate il fuoco da parte di funzionari israeliani si traduce in una intensificazione immediata degli attacchi sulla Striscia di Gaza: attacchi aerei e di artiglieria hanno colpito nei pressi del campo profughi di Nuseirat, in cui hanno perso la vita 13 civili. Nel nord della Striscia hanno perso la vita altre due persone per malnutrizione e disidratazione: un neonato di 2 mesi e una giovane donna di vent’anni hanno perso la vita a causa del blocco operato dalle IDF ai convogli che consegnano aiuti umanitari.

L’intensificazione delle violenze nella Striscia di Gaza e il montare dei casi di morte per malnutrizione hanno portato i governi di Canada e Svezia ad annunciare la cancellazione della sospensione del finanziamento dell’UNRWA. Dall’annuncio delle misure ad interim della Corte internazionale di giustizia, Israele ha avanzato ripetute accuse molto gravi contro l’agenzia ONU, ma ad oggi i funzionari del governo Netanyahu VI non sono riusciti a produrre pubblicamente prove a sostegno delle proprie accuse. La Svezia ha dichiarato che il proprio primo nuovo pagamento — da 20 milioni di dollari — partirà non appena riceverà garanzie dall’UNRWA sui controlli su spesa e personale.


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