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La confusa escalation al confine con l’Ucraina

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in copertina, foto: NATO

L’Unione europea non ha una strategia unitaria, Joe Biden dice che pensa che la Russia invaderà l’Ucraina, ma molti analisti ritengono impossibile prevedere le intenzioni di Vladimir Putin

Le informazioni sulla situazione dell’Ucraina, in bilico tra guerra e pace armata, sono confuse. Dal 2014 il paese è di fatto in guerra, con la zona orientale del Donbass in costante tensione. In queste ore si parla di una possibile forte mobilitazione militare dagli Stati Uniti ma anche dai paesi europei come Regno Unito e Olanda. Molti analisti sono arrivati alla conclusione che è impossibile prevedere le intenzioni di Vladimir Putin.

La visione ucraina

Il ministro della Difesa ucraino Oleksіj Reznikov ha dichiarato in un’intervista alla televisione Ictv di Kiev che “non esiste una minaccia di invasione da parte della Russia.”
“Ci sono scenari rischiosi, sono possibili in termini di probabilità in futuro,” ha aggiunto Reznikov, “ma ad oggi una tale minaccia non esiste.” Questa dichiarazione si aggiunge alla reazione del presidente Volodymyr Zelenskyj alle parole d Biden che aveva definito, correggendosi, l’invasione russa come “minor incursion”: “Vogliamo ricordare alle Grandi potenze che non ci sono ‘piccole invasioni’ e piccole nazioni.”

La visione della popolazione ucraina:

In un’intervista a Radio 3 Mondo di venerdì 20 gennaio, la giornalista ucraina Olga Tokariuk ha raccontato che  “l’ansia e la preoccupazione della cittadinanza stanno crescendo. Dal 1 gennaio è in vigore la legge sulla difesa territoriale in Ucraina. Vuol dire che più riservisti si stanno preparando per iscriversi in queste unità. La vita continua, andiamo a lavoro e mandiamo i nostri figli a scuola.” Ma in città al confine orientale la situazione cambia: “A 40 chilometri dal confine le scuole ricevono ordini di chiudere,” spiega la giornalista.

La visione russa

La Russia non ha mai minacciato esplicitamente di invadere l’Ucraina. Ma ciò non era accaduto nemmeno con l’invasione della Crimea, la regione sul mar Nero, annessa de facto a Mosca. La Russia chiede la fine dell’espansione della Nato  e la rinuncia dell’Ucraina a entrare nell’Ue e nel Patto Atlantico. Inoltre, Sergej Lavrov ha avanzato la richiesta di uscita di Romania e Bulgaria, due paesi dell’Unione europea, dal Patto atlantico. 

La visione europea

“Siamo uno stato sovrano,” la reazione del primo ministro bulgaro Kiril Petkov alle richieste di Lavrov. Le mire russe fanno pensare infatti a una ‘nuova guerra fredda’ o a una messa in discussione dell’espansionismo europeo a Est dei primi anni 2000, mai accettato dal Cremlino. L’Unione europea non ha una strategia unitaria, i Paesi più coinvolti nella crisi in Ucraina sono Francia e Germania. Vladimir Putin incontrerà “prima della fine della settimana” il presidente francese Emmanuel Macron, che nel suo discorso al Parlamento europeo ha chiesto una “strategia europea sulla sicurezza.”

La visione statunitense

Leggendo la stampa americana, si ha l’impressione che un’invasione russa in Ucraina sia imminente. Se ne parla da mesi, con indiscrezioni spesso non confermate dalla realtà. L’impegno americano nella Nato è aumentato dall’avvento alla presidenza di Joe Biden, che sembra voler supportare i suoi partner europei più di quanto avesse intenzione di fare Donald Trump. Gli Stati Uniti sono protagonisti di intensi colloqui diplomatici con Mosca, hanno richiamato le famiglie dei propri diplomatici da Kiev, e promesso il dispiegamento di migliaia di soldati, aviazione e navi nel mar Morto.

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