Domenica 3 e lunedì 4 ottobre si vota per le elezioni amministrative

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in copertina, foto di Luca Bernardo, via Facebook

La destra, già in difficoltà a causa degli scandali degli ultimi giorni, rischia di implodere nelle grandi città — che negli ultimi anni hanno votato sempre più spesso per il centrosinistra

Domenica 3 e lunedì 4 ottobre si voterà per le elezioni amministrative. In totale, andranno al voto 1.157 comuni, tra cui sei capoluoghi regionali: Bologna, Milano, Roma, Torino, Napoli, Trieste. Inoltre, si voterà anche nella regione Calabria. Le urne saranno aperte domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, e potranno votare tutti i cittadini che compiranno 18 anni di età entro domenica. L’eventuale ballottaggio — che in alcuni casi è già una certezza — si terrà domenica 17 e lunedì 18 ottobre. A mezzanotte è calato il silenzio elettorale — una misura che nell’epoca della politica online sembra sempre più anacronistica, ma che garantisce qualche giorno di pace.

Il voto è evidentemente importante, visto che si voterà nei primi quattro comuni italiani. Sembra che il centrosinistra sia in vantaggio a Milano, Bologna e Napoli, mentre le sfide per Torino e soprattutto Roma siano più aperte. Il segretario del Pd Letta è dunque pronto a intestarsi una serie di vittorie che confermerebbero soprattutto la concentrazione dell’elettorato del suo partito presso le città, in particolare nei centri storici: negli ultimi anni, com’è noto, queste zone sono diventate vere e proprie roccaforti del centrosinistra moderato. Viceversa, la contesa nella coalizione di destra è vissuta con un certo nervosismo, esacerbato dalle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto rispettivamente la Lega — con lo scandalo Morisi — e Fdi — con la vicenda di riciclaggio e neofascismo che ha coinvolto Carlo Fidanza.

Nel frattempo, la commissione Antimafia presieduta da Nicola Morra ha presentato una lista degli incandidabili a livello nazionale: sono solo dieci — quattro sono iscritti alle comunali di Roma, mentre in Calabria ce n’è solo uno. Ovviamente è Mimmo Lucano, in corsa per il consiglio regionale, incandidabile dopo la condanna dell’altroieri. Tutto bene, comunque: “Purtroppo” — ha fatto notare Morra — “vi sono stati casi in cui alcuni soggetti impresentabili sono stati poi sostituiti da congiunti o parenti, le cosiddette teste di legno, ma su quello formalmente non si può fare alcunchè, quindi sarà anche compito del cittadino elettore fare grande attenzione ai candidati che si sottopongono al suo vaglio.” In Calabria dovrebbe vincere il candidato di destra di Roberto Occhiuto.

La sfida più importante — e anche più avvincente — è quella che si sta consumando a Roma. Il candidato della destra, Michetti, sembra avere bruciato buona parte del margine di vantaggio che gli veniva assegnato nei mesi scorsi tra sproloqui sull’antica Roma, goffaggini e fughe dai dibattiti con gli altri candidati. La partita è apertissima: Calenda è convinto di vincere “con tutti” se dovesse riuscire ad arrivare al ballottaggio, provando a sottrarre elettorato non tanto a sinistra da Gualtieri quanto proprio a Michetti. La sindaca uscente Raggi sembra sempre più tagliata fuori: ieri al suo comizio di chiusura è intervenuto a distanza Beppe Grillo, che ha provveduto a… rassicurarla? “In qualsiasi modo possa andare questa elezione, io sono leale, ho proposto e sei stata votata nel comitato di garanzia del Movimento, quindi non sparirai.”

A Milano invece la corsa sembra favorevole a Sala, che spera addirittura in una vittoria al primo turno dopo che i problemi di Bernardo sono aumentati negli ultimi giorni — come riportavamo ieri, il comizio conclusivo ha visto un sostanziale battibecco tra Salvini e Meloni, la quale è arrivata in ritardo all’evento.

— Leggi anche: Molti tra i più poveri di Milano non potranno nemmeno votare

La sfida a Torino è più aperta e anche più “classica,” con destra e centrosinistra a contendersi la vittoria. Secondo la Stampa la partita si giocherà nei quartieri della periferia Nord, più soggetta all’immigrazione — e quindi alla propaganda di destra — e con il reddito pro capite più basso. A Napoli invece dovrebbe riuscire a vincere abbastanza agevolmente il candidato del centrosinistra Manfredi, così come Merola a Bologna. Trieste probabilmente vedrà la riconferma del sindaco di destra Dipiazza, che però potrebbe dover affrontare il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Russo.

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