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Il 10% degli italiani soffre di dermatite da contatto: quali sono i materiali a rischio?

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In Italia sono numerosi gli italiani che soffrono di una delle tante forme di dermatite da contatto, all’incirca il 10%, una condizione che può portare numerose problematiche alla cute. Ecco perché in questo articolo andremo ad approfondire quali sono i sintomi e le zone a rischio, insieme ai tessuti da evitare.

Informazioni, sintomi e zone a rischio

Esistono vari stadi che segnalano la presenza di una dermatite. Si comincia dal semplice prurito, scaturito in seguito al contatto o allo sfregamento della pelle con un certo tessuto o materiale. In genere dopo il prurito compaiono i primi segni di irritazione, come nel caso degli arrossamenti, che possono poi peggiorare e portare alla manifestazione di condizioni come l’eczema e la desquamazione cutanea.

Inutile specificare che la dermatite è una problematica non solo fastidiosa a livello fisico, ma anche sociale, dato che spesso la presenza delle chiazze fa sentire in imbarazzo chi ne soffre. Per quel che riguarda le zone maggiormente a rischio, spesso la dermatite da contatto tende a colpire soprattutto il volto, le mani, le ascelle e le intersezioni cutanee come l’inguine.

Al manifestarsi dei primi sintomi è molto importante rivolgersi quanto prima ad un dermatologo esperto, per capire se si tratta di dermatite da contatto o di una reazione allergica, visto che spesso i sintomi sono i medesimi. Il medico poi provvederà a stabilire un trattamento per poter alleviare i fastidi e per poter combattere la malattia.

I tessuti a rischio e l’importanza della scelta dell’intimo

Certi tessuti in particolare possono effettivamente aumentare le probabilità di irritazione della cute, e della comparsa della dermatite. Di solito si tratta dei tessuti poco traspiranti, che impediscono alla pelle di respirare, accumulando l’umidità corporea e impedendo la dissipazione del sudore. Tutti i materiali sintetici in genere sono da evitare, e si fa ad esempio riferimento al nylon, alla lycra, al polipropilene, all’acrilico e via discorrendo.

Per questo motivo è preferibile utilizzare materiali delicati, soprattutto quando si parla degli indumenti a stretto contatto con le zone più sensibili, come quelle intime: in questo caso, specialmente in estate, sono da preferire i tessuti naturali, come nel caso dell’intimo in cotone organico di Cotonella, ad esempio, azienda di intimo e maglieria made in Italy che utilizza materiali sicuri, dermatologicamente testati e anallergici.

Un discorso simile ai tessuti sintetici va fatto anche per i materiali tecnici, dunque per quegli indumenti che ad esempio si indossano di frequente quando si fa palestra o attività fisica in generale. Questi tessuti possono infatti irritare la cute anche a causa dello sfregamento, e provocare dunque delle conseguenze fastidiose alla salute della pelle. In conclusione, specialmente quando si soffre di problemi come la dermatite da contatto, è sempre il caso di scegliere con molta attenzione gli indumenti da indossare e la biancheria intima.

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