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Chi sono gli uomini che non volevano più vedere i comunisti a San Marino

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Il segretario di Stato John Foster Dulles è ossessionato dall’inazione dell’Italia contro il governo socialcomunista, e inizia a fare pressioni su Roma, che alla fine cede: l’ottobre 1957 si avvicina

Il 19 settembre 1957 a San Marino i capitani reggenti hanno accettato le dimissioni dei consiglieri socialcomunisti, sciogliendo il consiglio grande e convocando le elezioni. Questo gesto viene considerato illegittimo dalla nuova maggioranza, guidata dal democristiano Federico Bigi.

Bigi si dimostrerà abilissimo a tessere manovre occulte, coltivando rapporti con uomini potenti come il segretario di stato americano John Foster Dulles: un anticomunista di ferro, sostenitore della politica del Rollback e della possibilità dell’uso dell’atomica per dirimere questioni fastidiose — come quando propose ai francesi di compiere attacchi nucleari contro il Viet Minh. L’odio di Dulles verso il comunismo  lo spingono a interessarsi in maniera ossessiva alla faccenda sammarinese.

Gli americani dunque premono sul governo italiano perché rovesci con le buone o le cattive il governo socialcomunista sammarinese, una volta per tutte. Il governo italiano, però, guidato dalla Democrazia Cristiana, non sembra avere molta voglia di sporcarsi le mani con una questione che gli sembra davvero di poca importanza. Nonostante ciò, a San Marino la situazione sta per precipitare.

Testi di Peter Kleckner
con Laura Salvi e Peter Kleckner
registrazione Federico Cuscunà
produzione di Federico Cuscunà e Stefano Colombo

in copertina, John Foster Dulles, elaborazione da foto Encyclopædia Britannica

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