fbpx
 

La Sea Watch è libera, ma i decreti sicurezza sono ancora al loro posto

https://thesubmarine.it/wp-content/uploads/2019/12/EMJ9IpAWkAAzZIA-1280x853.jpg

in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Vi siete già iscritti al nostro canale Telegram? E alla nostra nuova newsletter settimanale gratuita?

Sea Watch ha vinto l’appello al Tribunale Civile di Palermo, ottenendo il dissequestro della nave Sea Watch 3: il tribunale, presieduto da Rachele Manfredi, non ha preso in esame il merito dell’infrazione al decreto “sicurezza bis,” ma si è limitato a sottolineare la mancanza di risposta da parte del prefetto di Agrigento, nei termini previsti di 10 giorni, all’opposizione presentata dai legali della Ong. “Questo sviluppo impone una riflessione seria e urgente ad un governo che ancora ammette l’esistenza di una legge in base alla quale una nave che ha soccorso vite umane in mare costituisce una minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico,” ha commentato la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi. (la Repubblica)

La nave era bloccata al porto di Licata, in provincia di Agrigento, dallo scorso luglio. Ma non è l’unica nave posta sotto sequestro attraverso il decreto simbolo di Salvini: restano ancora ferme le due navi di Mediterranea, che ha lanciato ieri una campagna rivolta alla ministra De Micheli e al ministro Guerini per chiedere la restituzione delle navi sequestrate. (Vita)

Intanto, sembra esserci una data probabile per la discussione al Senato della richiesta di autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri di Catania contro Matteo Salvini: il 20 gennaio. Salvini sta disperatamente cercando di scansare l’accusa da buon uomo forte, sostenendo che la decisione sulla Gregoretti sarebbe stata presa dopo “numerose interlocuzioni tra Viminale, presidenza del Consiglio e ministero degli Affari Esteri,” come si legge in una nota della Lega circolata sulle agenzie di stampa. Ma la tesi di Salvini è già stata rimbalzata da Palazzo Chigi, che sottolinea che la questione “non figura all’ordine del giorno e non è stata oggetto di trattazione nell’ambito delle questioni ‘varie ed eventuali’ nel citato Consiglio dei Ministri, né in altri successivi.” (il Sole 24 Ore)

Nelle carte dei magistrati catanesi si trovano accuse pesanti all’ex ministro, da cui emerge chiaramente la finalità politica e “senza cause di giustificazione” alla base della decisione di trattenere i migranti a bordo della nave. (la Repubblica, dietro paywall)

La cosa più divertente è che a Salvini viene contestata anche la violazione del suo stesso decreto: nel testo del decreto sicurezza bis, infatti, è disposta la possibilità di “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale.” Ma chissà se Salvini li ha mai letti, i suoi decreti. (Fanpage)

Certo, oggi il Movimento 5 Stelle e il presidente del Consiglio Conte hanno buon gioco a scaricare l’ex alleato, ma in quei giorni nessuno dei ministri competenti alzò un dito contro la decisione di Salvini, a parte un’ambigua dichiarazione di Di Maio che chiedeva di “non trattare come pirati” i militari della Guardia costiera. (il Post / il Fatto Quotidiano 31/07)

“Bloccare navi non risolve il problema,” ha detto ieri il papa incontrando a Roma alcuni migranti arrivati da Lesbo grazie a un corridoio umanitario. “È l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare.” (Fanpage)

Il governo, però, fa orecchie da mercante: delle modifiche promesse ai decreti sicurezza neanche l’ombra — pochi giorni fa le ha chieste al governo anche una pericolosa organizzazione di estrema sinistra come la Federazione nazionale del medici, secondo cui la norma limita il diritto alla salute per le persone più vulnerabili — mentre prosegue la repressione istituzionale e poliziesca a danno dei migranti “irregolari” in Italia: a pochi giorni dalla rivolta nel Cpr di Torino, tra martedì e mercoledì si sono ribellati i reclusi nel Cpr di Bari. 30 di loro sono stati trasferiti a Gorizia, mentre il personale che gestisce il centro di detenzione lamenta ritardi nel pagamento degli stipendi e condizioni di lavoro insostenibili. (Today, 16/12 / QI Bari)

* * *

Vuoi ricevere Hello, World! tutte le mattine direttamente via email? Sostieni the Submarine e abbonati alla newsletter. In cambio, oltre alla tua rassegna stampa preferita direttamente in inbox, riceverai link e contenuti extra, e la nostra eterna gratitudine.

* * *

Mondo

Nel corso della giornata di ieri la repressione delle proteste in India si è fatta particolarmente violenta. Sono almeno nove i manifestanti uccisi, diversi a colpi di arma da fuoco. C’è anche un numero imprecisato di feriti. La polizia ha arrestato centinaia di manifestanti, e il governo ha ordinato l’oscuramento di internet a Nuova Delhi sui due principali gestori di telefonia mobile, cercando di rendere più complesse le comunicazioni tra i contestatori. (Al Jazeera)

Si è aperta ieri ad Atbara, in Sudan, una settimana di eventi per celebrare il primo anno dall’inizio della sollevazione che ha scalzato Omar al–Bashir e che ha portato alla formazione del nuovo governo. Organizzata dal movimento di protesta in coordinazione con il governo di transizione, la festa si tiene ad Atabara, e non a Khartoum, perché la primissima sollevazione avvenne proprio in un mercato della città. (Al–Araby Al–Jadeed / Middle East Eye)

Libano. C’è un nome per la carica di Primo ministro: è quello di Hassan Diab, l’ex ministro dell’Istruzione, supportato da Hezbollah. Diab non ha altre affiliazioni politiche ed è una figura relativamente sconosciuta, ma la sua vicinanza con Hezbollah potrebbe complicare i rapporti del nuovo governo libanese con la comunità internazionale. Il paese ha stretta necessità di ottenere sussidi internazionali, e un governo guidato da quella che gli Stati Uniti considerano un’organizzazione terroristica farà certamente più fatica a guadagnarne la fiducia. (CNN)

Il giorno dopo il voto per l’impeachment si è tenuto un nuovo dibattito — organizzato da PBS Newshour e Politico — tra i candidati alle primarie del Partito democratico statunitense. Era il primo dibattito dopo l’ascesa di Pete Buttigieg, che infatti era nel mirino di tutti gli altri candidati, e non se l’è passata bene. Lucido e brillante, francamente per la prima volta dall’inizio delle primarie, è stato invece Joe Biden, che ha saputo inquadrarsi come il vero antagonista dei repubblicani. (Vox)

Gif di Giphy News

Senza ulteriori indugi, Johnson porterà oggi stesso alla Camera dei comuni il proprio piano per uscire dall’Unione europea. Dopo l’approvazione, i parlamentari avranno ancora tre giorni, dal 7 al 9 gennaio, per dibattere della legge, ma l’obiettivo resta la Brexit il 31 gennaio 2020. Il testo della legge non è cambiato sostanzialmente dal voto dello scorso ottobre, ma ci sono alcune novità rilevanti: la prima è l’introduzione del divieto di estendere il periodo di transizione oltre il 31 dicembre, mettendo di nuovo sul tavolo la possibilità di una uscita senza accordo. (BBC News)

In Francia è stato indetto per il prossimo 9 gennaio un nuovo sciopero contro la riforma delle pensioni. L’annuncio arriva dopo un incontro tra i sindacati e il Primo ministro Philippe, al termine del quale il segretario della CGT Martinez ha commentato che “non è cambiato niente” dalle modifiche alla legge promesse dal governo. (France 24)

Un uomo armato ha aperto il fuoco vicino all’ingresso del quartier generale dell’FSB — i servizi segreti russi — nel centro di Mosca, uccidendo almeno una persona. Ancora non è chiara l’identità dell’attentatore e la dinamica dell’incidente. (the Moscow Times)

Italia

Dagli atti dell’indagine Rinascita Scott — che ha portato all’arresto di 334 persone in Italia e all’estero, e alla “decapitazione” di tutte le cosche di Vibo — emerge un intreccio criminale che univa politici, professionisti, ’ndrangheta e massoneria. Anello di congiunzione di questo schema era Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia. Si trattava, citando l’ordinanza, di “un coacervo di relazioni tra i boss della ’ndrangheta e vertici della massoneria.” (HuffPost)

Gli arresti sono continuati all’alba di questa mattina: sono state fermate altre otto persone, tra cui anche l’assessore regionale piemontese Roberto Rosso, di Fratelli d’Italia. Secondo l’accusa, Rosso avrebbe chiesto voti ai clan per essere eletto in Regione alle elezioni dello scorso maggio, vinte dal centrodestra. Nel contesto dell’indagine sono contestati reati fiscali per 16 milioni di euro. (la Repubblica Torino)

Gennaio dovrebbe essere il mese del grande assalto della Lega al governo. Oltre alla tripletta parere della Consulta (15), voto della giunta sul caso Gregoretti (20), e regionali (26), la Lega starebbe continuando a circuire i senatori grillini: ce ne sarebbero altri sei o sette pronti a disertare il governo e a unirsi ai banchi della Lega, che sostanzialmente promette loro la rielezione negli uninominali. La seconda fase dell’aggressione sarebbe l’apertura a un “governissimo” (?) con cui allontanare lo scenario di nuove elezioni, e fare a pezzi il gruppo 5 Stelle, fino a scavare nei gruppi ora fedeli a Giuseppe Conte. (il Messaggero)

Sull’operazione “governissimo” arriva anche un sì da parte di Berlusconi, che dal proprio habitat naturale — la presentazione di un libro di Bruno Vespa — si è dichiarato a favore di un governo tecnico guidato da Mario Draghi, che “potrebbe essere un premier capace di intervenire sulle emergenze del Paese.” Il nome di Draghi era stato rimesso sul tavolo da Salvini lunedì. Due momenti genuinamente ilari della presentazione: Silvio Berlusconi che ci tranquillizza sul Russiagate italiano — “Putin mi ha assicurato che nessuna azienda russa ha finanziato la Lega, ma può essere che qualche esponente di quel partito aspirasse a ciò, la politica costa,” quindi tutto a posto dài — e che commenta le difficoltà del proprio partito — “gli italiani che sono stati ingrati con me.” (Corriere della Sera)

A proposito di ilarità, su Repubblica c’è una lettera dei quattro fondatori del movimento delle “sardine,” che rivendicano “la libertà di non fare un partito,” perché “dare una cornice è come mettere confini al mare.” Ma dalla ricostruzione degli eventi delle scorse settimane dei quattro ragazzi emerge un’indole vanagloriosa che ci sembra perfetta per la politica italiana: “Avevamo scatenato un maremoto a nostra insaputa,” “Il 15 novembre eravamo quattro trentenni come ce ne sono tanti in Italia,” “Noi ci chiediamo ogni giorno come fare, e ci sentiamo ridicoli, inadatti e impreparati… ma finalmente liberi. L’unica certezza che abbiamo è che siamo stati sdraiati per troppo tempo. E che ora abbiamo bisogno di nuotare.” (la Repubblica)

Gif via Giphy

Abdulras Aki Alimi, padre della neonata di 5 mesi morta a Sondrio e compagno di Helly Mohamed, diventata bersaglio di insulti razzisti all’ospedale, ha presentato una denuncia ai carabinieri per l’aggressione subita dalla donna. (ANSA)

Crisi climatica

Due pompieri volontari sono morti ieri in un incidente stradale vicino alla città di Buxton, in Australia, uno dei centri più colpiti dall’emergenza incendi che si è di nuovo acuita negli scorsi giorni. Altri tre pompieri sono stati ricoverati con gravi ustioni dopo che il loro automezzo si è trovato avvolto dalle fiamme. (the Guardian)

Il primo ministro australiano Scott Morrison ha chiesto scusa per essere andato in vacanza alle Hawaii proprio nel bel mezzo dell’emergenza. “Considerati i tragici eventi più recenti, tornerò a Sydney il prima possibile.” (BBC News)

Cult

Trafugato nel 2000 dal museo del Risorgimento, in tempo per la fine del ventennio è stato ritrovato lo scudo appartenuto a Giuseppe Garibaldi e donato al popolo siciliano nel maggio 1878. I giornali riportano che è stato trovato “a casa di un architetto.” (la Repubblica)

Dimenticate la guerra dei dazi con la Cina — gli Stati Uniti hanno un nuovo partner commerciale: il regno di Wakanda. La nazione, che esiste solo nei fumetti e nei film Marvel, e non nella realtà, era stata inserita nella lista dei partner commerciali del dipartimento statunitense dell’Agricoltura. La versione ufficiale è che si trattasse di un elemento “di test” del sito internet, che non sarebbe mai dovuto diventare pubblico. O così vogliono farci credere. (BBC News)

Internet

Il nostro lungo incubo mondiale è finalmente finito: l’app di Twitter per iPad non è più terribile. (the Verge)

* * *

Gif di RETROFUNK

Se ti piacciono Hello, World e the Submarine, ricorda di recensire la pagina su Facebook. A domani! ?

Related

Resta nel nostro radar.

Segui the Submarine su Instagram e Twitter,
iscriviti al nostro canale Telegram
o alla nostra newsletter settimanale gratuita.

Share via