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Era un referendum sulla Brexit, e ha vinto la Brexit

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in copertina, Boris Johnson in buona compagnia: il vincitore di una corsa automobilistica a tema  anni Venti, un ragazzo con una maglietta con scritto “Epstien (sì, ndr) non si è suicidato,” e, ovviamente, Elmo.
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Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

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La vittoria di Boris Johnson è incontrastata: i Tories hanno conquistato 364 poltrone, garantendo una maggioranza solidissima al Primo ministro, che dovrebbe essere in grado di approvare la Brexit che vuole, quando vuole. Per il Labour il risultato è catastrofico: il partito di Corbyn si è fermato a 203 seggi, perdendone 42 dai precedenti Comuni. Il Guardian sta seguendo lo spoglio in diretta. (the Guardian)

La mappa del voto, sempre dal Guardian.

È difficile guardare questa mappa e leggere la sconfitta del Labour in un altro modo: il tentennamento di Corbyn sulla Brexit ha fatto perdere al partito quasi tutte le circoscrizioni che erano a favore del Leave. Il partito aveva provato in tutti i modi a spostare il dibattito verso altri temi, più vicini agli argomenti del centrosinistra, ma il voto era, ed è rimasto, un referendum sulla Brexit. (Morning Star)

Nei giorni scorsi si è ripetuta molto spesso, sui giornali ma anche sulla bocca dei politici, l’espressione “le elezioni più importanti di una generazione.” Le erano davvero, e ora ne arriveranno le conseguenze: la vittoria di Johnson non è “soltanto” la vittoria dei Tories, ma garantisce di fatto la Brexit, e avrà ripercussioni irrecuperabili sull’economia e lo stile di vita britannico, scrive Sean O’Grady. (the Independent)

Per Jeremy Corbyn è una sconfitta da cui non ci si rialza: il leader laburista ha annunciato che si dimetterà dopo aver accompagnato il partito lungo un “percorso di riflessione.” (Euronews)

Nel partito i nemici di Corbyn sono praticamente in fila per accoltellarlo. Il più violento è stato il fondamentalista blairiano Alan Johnson, che ha definito Corbyn “un disastro,” e ha detto che vuole i Corbyn e i suoi sostenitori “fuori dal partito. (…) Che tornino a fare politica studentesca o la sinistra minoritaria.” Insomma: il percorso di riflessione non sarà pacifico, anche con l’uscita di Corbyn già garantita. Chi potrebbe sostituirlo alla guida del Labour? Il favorito è Keir Starmer, ma i laburisti potrebbero voler evitare la leadership di un parlamentare di Londra, per evitare un ulteriore isolamento nel resto del paese. (HuffPost)

Se considerate le dinamiche interne di un partito è assolutamente possibile uno spostamento al centro del Labour, ma è difficile che si traduca in un risultato più fortunato alle prossime elezioni. Gli elettori hanno snobbato i Liberaldemocratici, dando a Jo Swinson una sconfitta totale. Il voto, a prescindere dalla Brexit, riflette un paese completamente polarizzato. (Evening Standard)

Le elezioni non garantiscono soltanto la Brexit, ma mettono il Regno Unito anche sui binari della disgregazione. La Scozia ha votato praticamente in blocco il Partito Nazionale Scozzese, precisamente sul programma che prevede di indire un secondo referendum sull’indipendenza. Tecnicamente Johnson ha il potere di non concedere il referendum, ma la vittoria dei nazionalisti dell’SNP è così netta che rifiutare la richiesta sembra già insostenibile. (New Statesman)

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Mondo

Aung San Suu Kyi ha parlato per mezz’ora davanti alla Corte internazionale di giustizia per difendere le azioni genocide dei propri militari contro i Rohingya. Nel corso del proprio discorso — lungo 3400 parole — non ha detto il nome Rohingya nemmeno una volta. (Al Jazeera)

Erdogan starebbe valutando un’operazione militare in Libia, dopo il memorandum firmato con al–Sarraj a inizio mese. Secondo fonti di Ragip Soylu l’accordo già prevede la possibilità per Ankara di schierare le proprie truppe in Libia — un’azione che, però, metterebbe la Turchia di nuovo in contrapposizione con la Russia. I due paesi potrebbero, però, cercare di svolgere la funzione di “broker” di un nuovo accordo di pace. (Middle East Eye)

Il boicottaggio delle elezioni in Algeria ha funzionato: si è recato al voto solo il 20% della popolazione, in un voto che era stato denunciato dagli attivisti come un tentativo da parte dell’establishment di proteggere se stesso. Mentre i seggi erano aperti la polizia ha aggredito i manifestanti che protestavano, non riconoscendo la legittimità del voto. (Al–Araby Al–Jadeed)

L’approvazione dei due titoli dell’impeachment di Trump al Comitato giudiziario della Camera, previsto per ieri, avverrà invece nel corso della giornata di oggi. I democratici sono stati costretti a rimandare il voto dopo che il dibattito con i repubblicani è sfuggito di controllo a entrambe le parti, e si è protratto fino a tarda notte. Una volta approvati i titoli nel Comitato, l’impeachment sarà finalmente votato dall’intera Camera. (the New York Times)

Cina e Stati Uniti sembrano essere (di nuovo) arrivati a una “prima fase” dell’accordo commerciale. L’annuncio arriva insieme alla notizia della sospensione dei nuovi dazi statunitensi, il 15% su 160 miliardi di beni cinesi, che sarebbero dovuti scattare questa domenica. Trump vorrebbe evidentemente chiudere la fase della guerra commerciale — che si è protratta molto più a lungo di quanto inizialmente previsto — prima della campagna elettorale dell’anno prossimo. (South China Morning Post)

Dopo dieci ore di dibattito, i leader dell’Unione europea hanno confermato l’obiettivo del 2050 per raggiungere la neutralità carbonica — con l’eccezione della Polonia, con cui si discuterà di nuovo dell’obiettivo il prossimo giugno. Come scrivevamo ieri, si tratta di un obiettivo non particolarmente ambizioso, ma costituisce comunque una prima vittoria, per lo meno programmatica, per von der Leyen. (France 24)

Italia

Nel pomeriggio, durante un incontro al Mise, il ministro Patuanelli — insieme ai colleghi Catalfo e Provenzano — ha illustrato ai sindacati il piano del governo sull’ex Ilva, che prevede un miliardo di investimenti pubblici. Ma i sindacati non l’hanno giudicato sufficiente — “È stata una riunione inutile, fatta di idee e ipotesi” — e, soprattutto, il governo continua a fare i conti senza l’oste: ArcelorMittal, che insiste a chiedere 4700 esuberi e di portare la produzione al massimo a 6 milioni (e non 8 milioni) di tonnellate all’anno. Lo stallo, insomma, resta totale. (Corriere della Sera / il Secolo XIX / HuffPost)

“Se non si trova una soluzione con Mittal il piano industriale sarà valido comunque,” ha detto Patuanelli, suggerendo la possibilità di “dirottare” su Taranto “altre prospettive di sviluppo,” “a partire da Fincantieri e Snam.” Il piano prevede anche che la cassa integrazione sia applicata soltanto alla fase di transizione, prima di tornare alla piena occupazione con 8 milioni di tonnellate. (Adnkronos)

Intanto, nel mondo reale, dal 14 dicembre — cioè domani — l’Altoforno 2 dell’impianto di Taranto dovrà essere posto sotto sequestro e non più utilizzato. I commissari straordinari hanno ingaggiato una corsa contro il tempo per ribaltare la decisione del Tribunale ricorrendo in Riesame. In seguito alla chiusura dell’Altoforno, ArcelorMittal ha annunciato la cassa integrazione per altri 3500 lavoratori. (il Fatto Quotidiano)

Dopo lo psicodramma sul voto alla risoluzione di maggioranza sul Mes, tre senatori del Movimento 5 Stelle (Grassi, Lucidi e Urraro) hanno lasciato il gruppo e si sono uniti alla Lega. Di Maio ha reagito male: “La Lega ha aperto il mercato delle vacche, tiri fuori anche il listino prezzi e ci dica quanto costa un parlamentare al chilo.” (la Repubblica / Facebook)

Gif di Tony Babel

Un nuovo sub-emendamento alla legge di bilancio, presentato da M5S, Leu e Pd, legalizza la cannabis “leggera” con una soglia di THC entro lo 0,5% e i preparati a base di CBD. Il provvedimento dovrebbe passare, perché inserito in un maxiemendamento che sarà sottoposto al voto di fiducia. Il merito sta nell’aver stabilito finalmente una soglia chiara per determinare cosa è legale e cosa no, in modo da non lasciare spazio a interpretazioni giudiziali. (Fanpage)

13 persone sono state arrestate tra Italia e Grecia in seguito a un’inchiesta contro due cellule criminali specializzate nel traffico di migranti: avrebbero fatto arrivare centinaia di persone in Italia, costringendole a pagare almeno 6mila euro a testa. Ovviamente, resta assente dal dibattito il fatto che, se il traffico di migranti è in mano a cellule para-mafiose, è perché non esistono vie legali per spostarsi. (ANSA)

Milano

Nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale per il 50esimo anniversario di Piazza Fontana, per la prima volta un presidente della Repubblica ha ammesso “l’attività depistatoria di una parte di strutture dello stato,” definita “doppiamente colpevole” per la strage. Sulla scorta di quanto aveva già fatto Napolitano nel 2009, Mattarella ha anche voluto incontrare insieme le vedove Pinelli e Calabresi. Leggi la trascrizione completa del discorso del presidente. (la Repubblica Milano)

Migliaia di persone hanno partecipato ai diversi cortei di commemorazione della strage, quello ufficiale organizzato dall’associazione dei parenti delle vittime e quello delle sigle antifasciste milanesi. (la Repubblica Milano / ANSA)

Natale

Siete a Roma e volete fare un salto ai mercatini di Natale di Piazza Navona per comprare qualche regalo? Non potete, perché le bancarelle sono state poste sotto sequestro, per violazioni al piano di sicurezza. (Roma Today)

Crisi climatica

Oggi si chiude la COP25, la conferenza climatica dell’ONU, tenutasi quest’anno a Madrid, ed è impossibile non valutarla come un fallimento su tutti i fronti. Gli attivisti di Fridays for Future hanno parlato con Euronews, denunciando come l’azione politica proceda troppo lentamente, e la presenza di grandi aziende — i cui interessi sono diametralmente opposti all’ambientalismo — ai tavoli della trattativa. (Euronews)

Genere

La parola dell’anno secondo il dizionario Merriam–Webster è They, usato come pronome personale singolare. Il pronome si è diffuso in maniera esplosiva negli ultimi anni per sopperire alla mancanza di un pronome personale gender-neutral nella lingua inglese, ed è un importante strumento per garantire l’identità di genere a livello linguistico per le persone nonbinarie. L’uso di they e them da parte della comunità LGBTQ fa da sempre innervosire i grammar nazi — molto nazi e poco grammar — statunitensi, che come sottolinea Merriam–Webster hanno anche torto, perché l’uso neutro del pronome è registrato nell’inglese da almeno 600 anni. (Merriam–Webster)

Cult

Avete programmi per il fine settimana? Valutate se cancellarli: la quarta stagione di the Expanse è disponibile in streaming su Amazon Prime Video. (the Verge)

Questa foto, scattata nel 1875, potrebbe essere la prima foto di famiglia mai scattata davanti a Stonehenge. O per lo meno, è la più antica che all’English Heritage sono riusciti a rintracciare per la mostra “Your Stonehenge — 150 years of personal photos.” (CNN)

Foto via English Heritage

Fondo del barile

La cosa peggiore della sconfitta del Labour nel Regno Unito non è il fallimento di un sogno, è dover sopportare i renziani che gongolano rimpiangendo Blair. (Adnkronos)

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Gif via Tumblr

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