fbpx
 

Al–Baghdadi sarebbe stato ucciso dalle forze statunitensi in Siria

https://thesubmarine.it/wp-content/uploads/2019/10/EH3UuyrWwAEQJF8-1-1280x717.jpeg

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Novità: ora potete seguirci anche su Telegram, iscrivendovi al nostro canale. Per non perdervi nemmeno un aggiornamento, potete anche iscrivervi alla nostra nuova newsletter settimanale gratuita: tutte le domeniche, alle 11 in punto, riceverete una mail con tutti gli articoli della settimana.

Nel corso di un’operazione speciale delle forze statunitensi nella provincia di Idlib è morto attivando una cintura esplosiva un leader dello Stato islamico che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe Abu Bakr al-Baghdadi. Trump terrà una conferenza alle nove di domenica mattina — alle nostre 14. Molti analisti, riporta il New York Times, sono scettici che al–Baghdadi fosse nella provincia di Idlib: lo Stato islamico non ha una presenza nella zona da molti anni, cacciati dal movimento ribelle. Le ultime ricostruzioni lo davano nascosto in un punto del nord–est del paese, vicino al confine con l’Iraq. (the New York Times)

Trump ha annunciato l’evento… a modo suo, diciamo così.

Al–Baghdadi non è stato visto in pubblico dal 2014, e non è la prima volta che si rincorrono voci sulla sua morte — ma mai con la certezza di queste ore. Ha guidato le forze dello Stato islamico durante questi cinque anni, e rimaneva uno degli ultimi comandanti delle milizie ancora in libertà, nonostante la generale sconfitta dell’ISIS. (Al Jazeera)

Nick Paton Walsh cerca di ricostruire su CNN la vita di al–Baghdadi, su cui si hanno pochissime informazioni personali — non si è nemmeno certi della sua data e luogo di nascita. Secondo diverse ricostruzioni sarebbe stato arrestato già nel 2004, tra gli insorgenti di Falluja, e sarebbero stati i successivi cinque anni di prigionia a trasformarlo. (CNN)

L’operazione speciale statunitense arriva nel contesto delle preoccupazioni che la ritirata statunitense dalla Siria renda possibile la riorganizzazione delle forze dello Stato islamico nella regione. Negli ultimi due giorni era arrivata anche la notizia di un ritorno di almeno 500 soldati statunitensi per proteggere i giacimenti petroliferi dell’est del paese. (the Wall Street Journal)

Gli esseri umani del paese, invece, possono anche arrangiarsi, secondo gli Stati Uniti. Malgrado gli accordi siglati con Stati Uniti e Russia, Erdogan è tornato a minacciare nuove azioni militari in Siria, usando il linguaggio della pulizia etnica. Malgrado le minacce, Erdogan ha dichiarato che le operazioni per la creazione di una “safe zone” sono a buon punto. (Al–Araby Al–Jadeed)

Poche ore prima, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu aveva rispedito al mittente la proposta della ministra della Difesa tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer, che aveva proposto che la gestione della safe zone dovrebbe essere responsabilità di forze internazionali, e non dell’esercito turco — una posizione che ci sembra, letteralmente, il minimo che la comunità internazionale potrebbe pretendere, se proprio la pretesa turca di una zona cuscinetto dove deportare rifugiati non può essere per qualche motivo rifiutata. Ma anche il collega tedesco di Cavusoglu, il progressista Heiko Maas, ha commentato che “tutte le parti coinvolte ci dicono che non è una soluzione realistica.” (DW)

A Milano, la manifestazione Defend Rojava contro l’invasione turca è stata un successo, raccogliendo diverse migliaia di presenze. Il corteo, partito da corso Venezia, si è concluso con un’ora di assedio al consolato turco di Milano. (Milano InMovimento)

* * *

Vuoi ricevere Hello, World! tutte le mattine direttamente via email? Sostieni the Submarine e abbonati alla newsletter. In cambio, oltre alla tua rassegna stampa preferita direttamente in inbox, riceverai link e contenuti extra, e la nostra eterna gratitudine.

* * *

Mondo

Finbar Anderson e Abbie Cheeseman raccolgono la storia delle attiviste delle proteste in Libano, che svolgono sostanzialmente un ruolo da servizio di sicurezza, ponendosi come barriera fisica tra contestatori e polizia, cercando di mantenere le proteste — ma soprattutto l’azione della polizia — il meno violenta possibile. L’arrivo sulla scena di gruppi di Hezbollah renderà sempre più difficile controllare i casi di violenza. “Non credo le proteste resteranno sicure e pacifiche, ma stiamo cercando di essere all’altezza della situazione e dando del nostro meglio,” ha dichiarato una delle attiviste intervistate, una ragazza di vent’anni. (Middle East Eye)

Continuano le proteste anche in Iraq, nonostante l’oppressione violenta sia semplicemente senza precedenti. Tra i contestatori ci sono anche tantissimi ragazzi giovanissimi — Nabil Salih ha parlato con un bambino di otto anni che si stava recando a protestare. La sensazione diffusa, e confermata dalla risposta ultraviolenta delle forze di sicurezza, che usano non solo gas lacrimogeni ma sparano con proiettili veri, e spesso fanno uso di cecchini, è che il governo sia ormai completamente disconnesso dagli interessi del paese. In tutte le proteste volontari cercano di garantire accesso a cibo e acqua, e offrono bottiglie di Pepsi a chi è stato colpito da gas lacrimogeno — il pH della Pepsi, come la Coca Cola, è sufficientemente acido per combattere gli effetti del gas lacrimogeno. Salih racconta di come i contestatori abbiano aiutato lui e altri giornalisti durante un’aggressione delle forze di sicurezza. (Al–Araby Al–Jadeed)

I repubblicani stanno usando le indagini sull’impeachment per cercare di disseminare teorie del complotto per screditare il whistleblower grazie a cui è stato aperto il caso, e tutti gli altri testimoni chiamati dai democratici. La linea che si deduce dalle domande presentate dal partito è il tentativo di estendere all’Ucraina la teoria che esistesse un complotto internazionale tra democratici e intelligence europea per creare le condizioni per il comitato elettorale di Trump per “compromettersi” con la Russia. (the Washington Post)

Cile. Continuano i tentativi del presidente Piñera di placare le proteste — venerdì sono scese in piazza più di un milione di persone a Santiago. Piñera ha annunciato di aver licenziato il proprio intero gabinetto, per formare un nuovo governo “capace di confrontarsi con le nuove richieste” dei contestatori. Il numero delle persone arrestate dalle forze di sicurezza, intanto, è salito a 7000, però. (BBC News)

Sono di nuovo scesi in piazza anche gli attivisti catalani, in una manifestazione nel centro di Barcellona che ha raccolto almeno 350 mila presenze. Intanto, una seconda manifestazione — più piccola ma comunque rilevante, attorno alle 10 mila persone — si è riunita sotto una centrale della polizia della città. La seconda protesta, organizzata da CDR, si è scontrata con la polizia, che è scesa in strada in tenuta antisommossa. Lo scontro ha causato cinque feriti — nessuno grave — tra cui un fotografo di Reuters, colpito allo stomaco da un proiettile di gomma della polizia. (Reuters)

Regno Unito. La coalizione she si oppone ad elezioni anticipate sta cadendo a pezzi: il Labour continua ad essere opposto al ritorno al voto, soprattutto con ancora l’incognita sul futuro della Brexit, ma il Liberal Democratici hanno steso una legge che permetterebbe a Johnson di indire nuove elezioni con la maggioranza semplice del parlamento, senza dover chiedere il supporto dell’opposizione. In questo caso, le elezioni potrebbero tenersi il 9 dicembre. (the Guardian)

Ma come andrebbero queste elezioni anticipate? Un sondaggio di Opinium conferma le tendenze allarmanti degli ultimi mesi, con il partito Conservatore in costante ascesa, ora dato al 40%. I laburisti si fermano al 24%, mentre i Liberal Democratici perdono un punto e vanno al 15%, e il Brexit Party resta al 10%. (Reuters)

Eventi

Sta per iniziare la terza stagione di Chiamando Eva, il nostro podcast su femminismo e questioni di genere: la prima puntata sarà dal vivo mercoledì prossimo in Santeria Paladini 8 a Milano, ospiti speciali Lumpa e Jonathan Bazzi. Non mancate, e mettetevi in pari con le puntate arretrate. (Facebook / Spotify)

Italia

Ieri la nave Alan Kurdi, della ONG Sea Eye, è stata minacciata con armi da fuoco dalla cosiddetta “Guardia costiera libica,” ostacolando tra l’altro il salvataggio di 92 persone. Per fortuna, nonostante siano stati sparati colpi in aria e in acqua, non ci sono stati feriti. (la Repubblica)

Oggi è il grande giorno del voto in Umbria. Si tratta di un voto che non avrà un vero impatto sulla tenuta del governo, e che non segnerà un’ulteriore avanzata delle destre nel paese. La sconfitta del fronte giallo-rosso è di fatto scontata — ma la performance di M5S e Pd influirà soprattutto sulle dinamiche interne dei due partiti, che in questi due mesi di governo si sono trovati a far fronte a veri e propri sconvolgimenti interni. (il manifesto)

In particolare, una sconfitta sonora darebbe margine a Di Maio per sospendere i lavori per accordi in Calabria e Emilia Romagna. È stata una campagna elettorale durissima per la coalizione, che partiva in forte svantaggio dopo le dimissioni della governatrice Marini e che ha faticato a trovare un candidato. Ma nel M5S i malumori più forti sarebbero contro Conte, che molti speravano si sarebbe speso di più in questa campagna elettorale. (la Repubblica, dietro paywall)

Milano

È stato riaperto ieri l’aeroporto di Linate, dopo un’estate chiusa per lavori e un Jova Beach Party. Il primo volo è arrivato da Roma Fiumicino. (Rai News)

Il lato oscuro dell’industria culturale ed editoriale lombarda: una quantità impressionante di lavoro precario e sfruttamento. (Il Manifesto)

Questioni di genere

Carrefour ha avuto la brillante idea di mettere in vendita in un proprio punto vendita di Roma una maglietta che scherza sulla violenza di genere — pure brutta. Dopo una giusta polemica, la maglietta è stata ritirata. (ANSA)

Culto

In una decisione storica, il Sinodo dei Vescovi ha dato il via libera alla possibilità di avere preti sposati. Fermi, non correte in seminario: la possibilità esiste solo per i diaconi già sposati e in zone dove non ci sono abbastanza sacerdoti — come l’Amazzonia. La proposta a questo punto dev’essere approvata dal Papa. (la Repubblica)

Cult

A inizio mese abbiamo pubblicato una recensione diciamo non entusiasta di Joker, ma non potevamo prevedere che tra gli effetti del film ci fosse una vera e propria invasione di turisti, fan, e cosplayer che vanno a ballottare e farsi selfie sulla scalinata del quartiere Highbridge del Bronx. (MEL Magazine)

Quando sono scoppiate le proteste in Libano stava per iniziare l’evento biennale Home Works, che unisce l’intera scena dell’arte contemporanea del paese. L’evento è stato posticipato a data a destinarsi, ma in tantissimi, artisti e organizzatori, stanno dando il proprio supporto attivo, organizzando eventi e partecipando alle proteste. (Hyperallergic)

* * *

Gif di Ugly Gifs

Se ti piacciono Hello, World e the Submarine, ricorda di recensire la pagina su Facebook. A domani! ?

Related

Resta nel nostro radar.

Segui the Submarine su Instagram e Twitter,
iscriviti al nostro canale Telegram
o alla nostra newsletter settimanale gratuita.

Share via