Germania e Francia smetteranno di vendere armi alla Turchia. E l’Italia?

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in copertina, foto dalle proteste a Parigi contro l’invasione turca del Rojava, via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

L’esercito della Turchia ha dichiarato di aver preso il controllo di Serê Kaniyê‎ / Ras al-Ayn, una cittadina considerata chiave nella propria invasione del Rojava. Le Forze democratiche siriane tuttavia negano di aver perso il contro della città, sostenendo che le forze turche abbiano ottenuto il controllo di solo un quartiere, nel distretto industriale di Ras al–Ayn. (Al Jazeera)

Dan Lamothe ha nuovi dettagli sul caso dei colpi sentiti da una base statunitense su una collina sopra Kobane. Nel corso della giornata di ieri si era parlato di colpi e di un’esplosione in lontananza, ma secondo una fonte dell’esercito si sarebbe trattato di veri e propri colpi di avvertimento, con cui l’esercito turco fingeva di “prendere le distanze,” dell’obiettivo, sapendo però benissimo che lì fossero stanziate truppe statunitensi. (the Washington Post)

Il segretario generale della Lega araba Ahmed Aboul Gheit ha condannato l’operazione turca in Siria, dichiarando che si tratta di “un’aggressione alla sovranità di uno stato arabo.” Il ministro degli Esteri iracheno Mohamed Ali Alhakim ha sottolineato le conseguenze umanitarie dell’invasione, e insieme al proprio omologo libanese Gebran Bassil ha chiesto la reintegrazione della Siria nella Lega Araba — il paese era stato ostracizzato dalla Lega araba in seguito alla repressione violenta delle proteste contro il governo nel 2011. (Al–Araby Al–Jadeed)

L’operazione militare in Siria per Erdogan è anche l’occasione per ricompattare il partito e alzare ulteriormente i toni della propria propaganda nazionalista, spiega Kadri Gursel. Il clima di guerra aprirebbe anche alla possibilità di utilizzare strumenti da stato di emergenza, permettendo ulteriori limitazioni alla libertà d’opinione e di stampa, e di sopprimere l’opposizione. (Al-Monitor)

In Europa in migliaia sono scesi in piazza per protestare contro l’invasione di Erdogan. Da Parigi a Colonia, passando per Milano, le strade si sono riempite di persone che hanno chiesto ai propri governi di non essere complici della Turchia. (France 24)

E qualcosa si muove: il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha annunciato al Bild am Sonntag che la Germania bloccherà l’export di armi verso la Turchia. La Germania aveva già limitato le esportazioni in Turchia dopo l’aggressione di Afrin nel 2016, ma il paese costituisce ancora un terzo della vendita di armi del paese, con vendite per 243 milioni di euro nel 2018. (DW)

Poche ore dopo, un comunicato congiunto dei ministeri degli Esteri e della Difesa francese ha annunciato che anche la Francia avrebbe sospeso la vendita di armi di armi alla Turchia, e hanno avvisato Ankara che l’operazione “mette a rischio la sicurezza dell’Europa.” A differenza dall’annuncio tedesco, l’effetto della messa al bando francese è immediato. I ministri francesi hanno anche dichiarato che lunedì dovrebbe arrivare da Lussemburgo una posizione coordinata a livello europeo. (Reuters)

In Italia Zingaretti ha chiesto che il blocco alle esportazioni arrivi “subito,” mentre Di Maio ha dichiarato che chiederà che il blocco sia “di tutta l’Europa.” Chissà se si ricordano che al governo ci sono loro. (il Fatto Quotidiano)

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Mondo

L’arrivo del tifone Hagibis in Giappone ha lasciato alle proprie spalle 19 morti confermati, una dozzina di dispersi e circa cento feriti. Sono molte le zone colpite da allagamenti e frane. L’argine del fiume Chikuma è crollato in una porzione lunga 70 metri, causando un allagamento particolarmente grave nella città di Nakano, dove il livello dell’acqua è salito di due metri. A Tokyo sono almeno 70 mila le case rimaste senza corrente elettrica. La tempesta, ora più debole, è tornata sul mare. (the Japan Times)

Il vento ha spinto le fiamme nel sud della California, distruggendo più di 33 chilometri quadrati di terreno, e costringendo centinaia di persone a lasciare le proprie case. Finora sono tre i morti confermati. I pompieri stanno contenendo le fiamme, ed è stato sollevato l’ordine di evacuazione, ma le autorità avvertono: i venti forti e asciutti dell’autunno non sono ancora finiti. (NBC News)

Oggi si vota in Polonia, dove il partito di estrema destra clericale Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PiS) sembra destinato a confermare il proprio controllo del governo. Il PiS si è giocato la campagna elettorale su nuove generose promesse economiche — tra cui uno schema per far aumentare i contributi europei per gli agricoltori — e ignorando bellamente i risultati catastrofici della propria riforma della giustizia. I sondaggi danno il PiS al 40%, il partito di centrodestra Piattaforma Civica al 30%, e la sinistra al 12%. (DW)

Le voci che Johnson potrebbe essere vicino a ottenere un nuovo accordo per la Brexit stanno rinsaldando il consenso attorno alla necessità di un secondo referendum di conferma. In particolare, i parlamentari del DUP temono nell’accordo si sacrifichi la posizione dell’Irlanda del Nord nell’unione doganale con il Regno Unito. Il calendario per la settimana prossima è assurdo: il momento della verità dovrebbe arrivare sabato, in una seduta straordinaria del parlamento al termine di una due giorni a Bruxelles, giovedì e venerdì. (the Guardian)

La polizia di Hong Kong ha di nuovo usato forza eccessiva contro i contestatori, che stavano protestando contro il divieto di indossare maschere fuori dalla centrale di polizia a Mong Kok. Le proteste nella città continuano sparpagliate. Nel corso del pomeriggio e poi della sera in diverse stazioni della metropolitana sono stati registrati casi di vandalismo. (Hong Kong Free Press)

Italia

Grazie al lavoro di Alarm Phone e SOS Mediterranee, sono state salvate altre 74 persone da un’imbarcazione in difficoltà nel Mediterraneo centrale, che come al solito sarebbero state vittime dell’indifferenza dei governi europei. (la Repubblica)

Intanto, cose molto più serie: volete sapere cosa si è detto alla festa napoletana dei 5 stelle per i 10 anni del movimento? A quanto pare, in famiglia ci si è divertiti: l’umore del partito è meno funereo rispetto, ad esempio, a dopo le scorse elezioni europee. (HuffPost)

Il governo è al lavoro sulla manovra finanziaria, che all’inizio di settimana prossima arriverà in Consiglio dei ministri per essere discussa. Ce n’è per tutti i gusti, dalla Digital tax alla tassa su plastica e gasolio,con l’obiettivo principare di scongiurare l’aumento dell’IVA. (Il Sole 24Ore)

La situazione della discriminazione di genere sul lavoro è drammatica in tutto il continente, e ovviamente lo è anche in Italia, dove il 56% delle donne dichiara di aver subito una qualche forma di molestia. Settimana prossima verrà divulgato uno studio della fondazione Jean Jaurès — sarà molto interessante notare alcuni dati, come il differente approccio alle denunce per le varie fasce d’età delle lavoratrici. (HuffPost)

Milano

A Milano si è tenuta una manifestazione contro la riapertura del CPR di via Corelli, uno dei principali hub milanesi e italiani di detenzione di migranti. Minniti crea, Salvini costruisce, Lamorgese inaugura. (Milano in movimento)

Cult

Il premio Nobel a Peter Handke è un errore? Sì, ma perché di preciso? Spoiler: è un aperto sostenitore del regime di Milosevic, ed è una delle — per fortuna — poche persone in Europa occidentale che accarezzano il negazionismo su temi come il massacro di Srebrenica. (Valigia Blu)

Sappiamo tutti che in realtà trovate smorti i dipinti rinascimentali quando andate al museo con amici e morosi. Non è colpa loro, però: alcuni pigmenti utilizzati per quelle opere, in particolare quelli a base di verde, si stanno inesorabilmente stingendo. (Atlas Obscura)

Il mondo è pronto ai graffiti in realtà aumentata? L’idea dell’app Mark AR, che a prima vista sembra assolutamente innocua, dovrà confrontarsi con un mondo reale di razzisti e bulli. Adi Robertson ne ha parlato con i creatori del servizio, che sperano l’app sia usata per creare street art. (the Verge)

Egitto, da scavi nella Valle delle Scimmie sono emersi i resti di una vera e propria “zona industriale,” dove i lavoratori producevano oggetti per le tombe reale. La zona comprendeva circa 30 laboratori. Analisi dei vasi presenti nella zona datano il ritrovamento tra il 1549 e il 1292 avanti Cristo. (Gizmodo)

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