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La Ocean Viking ha un porto di sbarco, ma la linea del governo resta sempre la stessa

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in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Dopo 6 giorni di stallo, l’Italia ha assegnato questa mattina un porto di sbarco alla Ocean Viking, con 82 naufraghi a bordo. La nave potrà dirigersi verso Lampedusa — ma non è ancora chiaro se entrerà direttamente in porto o se i migranti saranno trasbordati sui mezzi della Guardia costiera. (la Repubblica)

Ieri il governo italiano ha incassato una nuova apertura da parte degli altri paesi europei: Francia e Germania si sono dette disponibili ad accogliere ciascuna “il 25%” dei migranti che arrivano in Italia via mare, ma questo non è bastato a evitare di tenere in mezzo al mare un’altra notte i naufraghi. (il Messaggero)

La crisi è stata risolta relativamente in fretta — rispetto ad altre precedenti — ma il modus operandi resta lo stesso di quando al Viminale c’era Salvini: si conducono le trattative con l’Unione europea per la redistribuzione di persone, come se fossero pacchi postali indesiderati, mentre queste stesse persone restano bloccate al largo. L’unica differenza è che in questo caso, per la prima volta, non sono stati firmati i decreti di divieto di ingresso previsti dai decreti sicurezza.

Ieri il presidente del Consiglio Conte, interrogato dai cronisti sui tempi di sbarco della nave, ha risposto: “A me non interessa la propaganda ma non transigo sulla politica di rigore nel contrasto del traffico illecito. Per il resto i problemi cercheremo di risolverli in poco poco tempo anziché in 20 o 30 giorni.” Le operazioni di salvataggio delle Ong sono insomma “traffico illecito” e il sistema per la soluzione delle crisi sarà lo stesso dell’era Salvini, solo “un po’ più in fretta.” Dev’essere questo che intendeva quando ha parlato di “nuovo umanesimo.” (La7 / video)

La situazione stava cominciando ad agitare qualche malumore nel Pd, soprattutto da parte di chi, come Matteo Orfini, si è esposto maggiormente a difesa dell’operato delle Ong sotto il precedente governo. Orfini ha scritto che quanto sta accadendo è “una vergogna,” ma le voci critiche restano isolate e annacquate dalle tiepide affermazioni di “soddisfazione” nel resto del partito. (Today)

Da Roma a Bruxelles, cambiano i governi e le commissioni, ma nella gestione dell’immigrazione resta una sostanziale continuità, scrive Fulvio Vassallo Paleologo. “Le materie dell’immigrazione e dell’asilo rimangono strettamente incardinate al tema della sicurezza, e alla ’difesa dei confini’, senza alcuna effettiva garanzia dei diritti fondamentali delle persone migranti.” (Melting Pot)

Intanto, un nuovo rapporto dell’Onu testimonierebbe i crimini commessi dalla Guardia costiera libica — finanziata, armata e addestrata dall’Italia: si parla di migranti portati in centri di detenzione non ufficiali e venduti ai trafficanti, oltre al solito campionario di stupri e torture. (Avvenire)

“Andremo in Europa, o moriremo.” A bordo della Ocean Viking, i migranti soccorsi portano le cicatrici delle violenze subite in Libia, e raccontano ai giornalisti la propria determinazione a mettersi in salvo, cercare un futuro migliore, a costo della vita. (Associated Press)

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Mondo

Il Pentagono ha annunciato i dettagli di un’operazione militare della settimana scorsa: aerei dell’aviazione militare statunitense hanno gettato 40 tonnellate di bombe su un’isola irachena nel Tigri, a nord di Baghdad. Il portavoce del Pentagono che ha descritto l’operazione, il colonnello Myles B. Caggins III, ha definito l’isola come “infestata da Daesh,” ma a parte i fuochi d’artificio, i bombardamenti si sono finora rivelati poco efficaci nel combattere l’ISIS. (the Daily Beast)

Migliaia di persone sono scese in strada a Johannesburg, vestite di scuro e cantando inni dell’epoca dell’apartheid, per protestare contro il femminicidio. La violenza di genere è un crimine drammaticamente diffuso in Sudafrica: secondo dati del governo, ogni 100 mila donne, 15 vengono assassinate, un numero che è in costante aumento da almeno cinque anni. Nell’anno fiscale 2018–2019 i casi di violenza sessuale denunciati sono stati 41583, e non ci sono proiezioni su quanti potrebbero essere i casi non documentati. I contestatori accusano il governo di Cyril Ramaphosa di non prendere sul serio l’emergenza, ma le proteste stanno funzionando: la settimana scorsa sono state annunciate nuove misure contro i responsabili di violenze sessuali, e la settimana prossima Ramaphosa non parteciperà all’assemblea generale delle Nazioni Unite per concentrarsi sulla situazione. (Africa Check / Al Jazeera)

Sembra che Netanyahu abbia deciso di giocarsi l’intera campagna elettorale sul proprio ruolo da falco di guerra. Il Primo ministro israeliano, stretto in un contesto politico che naviga sempre più a vista, è arrivato a minacciare di scatenare una guerra sulla Striscia di Gaza. In un’intervista radiofonica con Reseht Bet Radio, il premier ha dichiarato che la guerra è “l’ultima opzione,” ma che il governo potrebbe vedersi “costretto” a un’azione militare contro Hamas. Poteva fermarsi qui, invece poi ha detto anche che non esclude comunque “altre misure militari” prima della guerra — a cui, deduciamo, non si sentirebbe costretto ma ordinerebbe con nonchalance — e che Israele sta lavorando con gli Stati Uniti per “limitare” l’Iran, indicando chiaramente la propria opposizione a un accordo tra i due governi. (Haaretz)

Dopo il fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Talebani, alcuni emissari del gruppo si sono recati ieri a Mosca dove, insieme ai funzionari russi, sono arrivati alla conclusione comune che fosse necessario riaprire il tavolo della trattativa con gli Stati Uniti. (Al–Araby Al–Jadeed)

In un’intervista al Times in occasione della pubblicazione della propria autobiografia (lol), David Cameron ha dichiarato che il risultato del referendum del 2016 l’ha lasciato “profondamente depresso,” e che trova le azioni del leader del proprio partito — e Primo ministro del paese — “spaventose.” Bastava pensarci prima, David. (the Times, dietro paywall / riassunto su BBC News)

Philip Rycroft, ex segretario del Dipartimento per l’uscita dall’Unione europea, accusa il governo britannico di essere perso nelle proprie fantasie: “La nozione che l’uscita senza accordo costituisca una rottura ’pulita’ con l’Unione Europea è senza senso.” Al contrario, spiega Rycroft, una Brexit no–deal aprirebbe una lunga stagione di negoziati complicatissimi. (the Guardian)

Nel corso della giornata di venerdì sono continuate le piogge torrenziali sulla Spagna mediterranea, causando la morte di altre due persone. Forti tempeste e un calo drastico di temperature sono tipiche della stagione nella regione, ma l’intensità di questa gota fría ha rari precedenti — il più recente sarebbe del 1987. (El País)

Italia

La Guardia di Finanza di Genova sta eseguendo nove misure cautelari nei confronti di persone di Autostrade e Sprea, oltre a un consulente esterno che ha lavorato con il gruppo Atlantia. Il fascicolo è descritto come “parallelo” a quello sulle cause del crollo del ponte Morandi, e riguarda l’“ammorbidimento” dei controlli sui viadotti della rete di Autostrade, in particolare il viadotto Pecetti sulla A26 e il viadotto Paolillo, sulla Napoli–Canosa. Oltre a tre arresti sono state emesse sei misure interdittive nei confronti di tecnici e funzionari. Secondo l’accusa del pm Cotugno malgrado la tragedia di Genova Autostrade e Spea hanno continuato a “ammorbidire” i risultati delle misurazioni sullo stato di salute dei viadotti. (la Repubblica Genova)

Autostrade ha immediatamente risposto con un comunicato che conferma e garantisce la sicurezza dei viadotti, ricordando che “interventi di manutenzione sono stati conclusi diversi mesi fa,” e che non era stato comunque riscontrato nessun problema riguardante la loro sicurezza. (il Messaggero)

La trattativa per i sottosegretari si è chiusa, in qualche modo. Alla conta alla fine hanno risposto 21 sottosegretari 5S, 18 democratici, 2 Leu, e uno per il movimento degli italiani all’estero. Di Maio si è detto molto contento — il proprio partito ha anche la maggioranza dei viceministri, 6 rispetto ai 4 democratici — “per noi questo significa: tanto lavoro da fare e maggiori responsabilità,” ha aggiunto il ministro, per chiarire subito che non stava celebrando per delle poltrone. (ANSA)

Meno contenta sembra essere Maria Elena Boschi, che ha commentato dicendo che spera “che l’assenza di toscani nel governo non sia una punizione per Renzi.” Ma Boschi e Renzi non volevano assolutamente stare fuori da questo governo? Noi ricordiamo così. Secondo Zingaretti si tratta di un dibattito “basato sul nulla.” (la Repubblica)

Dopo sei ore è stato domato l’incendio scoppiato ad Avellino in una fabbrica che produce contenitori in plastica. Restano le preoccupazioni per i danni ambientali provocati dal rogo. (ANSA)

Un’altra morte sul lavoro, ieri: un operaio di 38 anni è rimasto schiacciato da un macchinario mentre stava pressando alcune pelli in un allevamento di conigli, a Rogoredo di Casatenovo, in Brianza. (Corriere della Sera Milano)

Salute

La famiglia Sackler, proprietaria del gigante farmaceutico Purdue Pharma, sta muovendo capitale in modo sospetto, sostengono le autorità. I Sackler avrebbero spostato circa un miliardo di dollari via bonifico bancario a diverse istituzioni finanziarie, probabilmente con l’obiettivo di spostarli offshore. I Sackler e la loro azienda hanno recentemente firmato un accordo per evitare il processo sul proprio ruolo nella diffusione della dipendenza da oppioidi, per cui dovrebbero pagare miliardi di dollari agli stati in cui la situazione è più grave. Ora il sospetto di molti è che stiano muovendo capitale per poter dichiarare di non avere tutti i soldi che servirebbero per completare il pagamento. (CNN)

Internet

In vista della pubblicazione della propria autobiografia, Permanent Record, Edward Snowden ha incontrato Ewen MacAskill del Guardian. Nell’intervista Snowden si descrive preoccupato per le nuove forma di sorveglianza di massa — su tutte, le telecamere a circuito chiuso capaci di riconoscimento facciale — ma racconta anche, per la prima volta, dettagli della propria vita personale, prima e dopo la propria fuga a Hong Kong. (the Guardian)

Dopo aver copiato metà della propria app da Snapchat, ora sembra che Instagram si stia preparando a fare la stessa cosa con TikTok. (Dazed)

Cult

California. Questa famiglia era rimasta bloccata in un punto difficile da attraversare della propria escursione, per cui ha mandato una richiesta di aiuto mettendo un messaggio in una bottiglia e facendo scendere la bottiglia lungo il torrente che stavano costeggiando. Il messaggio è stato trovato e sono stati salvati. (CNN)

Spazio

Tutti gli anni il telescopio Hubble scatta una foto di Saturno quando è nel punto più vicino alla Terra. Quest’anno ha scattato una foto particolarmente bella. (Gizmodo)

Fondo del barile

Durante il G7 Trump stava aspettando al–Sisi per un meeting bilaterale, ma il leader egiziano non si era ancora fatto vedere. Scherzando, il presidente avrebbe detto ai propri funzionari, “ma dov’è il mio dittatore preferito?” Lo racconta uno dei suddetti funzionari, rimasto anonimo, al Wall Street Journal. Non è chiaro se al–Sisi abbia sentito o meno il presidente degli Stati Uniti mentre stava arrivando. (Business Insider / the Wall Street Journal, dietro paywall)

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