Va beh ma non facciamolo cadere il governo dài

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in copertina, Matteo Salvini impara a mangiare un gelato, via Facebook

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

In quella che sarà ricordata come una delle mosse politiche più goffe di sempre, a una settimana dall’apertura della crisi, Matteo Salvini sembra essersi fatto passare un po’ la voglia del voto. Ieri, ai microfoni di Sky Tg24, ha aperto alla possibilità di un rimpasto di governo al posto di nuove elezioni.

Poche ore dopo l’ancora ministro è tornato ad agitare lo spettro di Renzi e Boschi — che non hanno esattamente nemmeno una possibilità di essere in un possibile governo “istituzionale.” Secondo Alessandro d’Amato, si tratterebbe di un’apertura per preparare il terreno a un ritorno all’ovile del governo gialloverde, inquadrato come “sacrificio” per non far nascere un governo M5S-Pd. (Next Quotidiano)

I toni tra alleati restano ancora altissimi, e qualsiasi normalizzazione della crisi passerà per forza attraverso i toni del comico. Dato che ancora letteralmente ieri il presidente del Consiglio Conte ha scritto una lettera incendiaria al proprio ministro, parlando di “ossessiva concentrazione” sul tema dei migranti e di “sleale collaborazione” con il governo. (HuffPost)

A proposito di comicità, non si può non menzionare l’intervento di ieri di Di Battista, secondo cui “Il Movimento 5 Stelle dovesse avere ancora un qualsiasi rapporto istituzionale con la Lega Nord pretenda interlocutori più seri e preparati del Ministro del Tradimento. Al netto delle critiche che ho sempre mosso alla Lega posso dire che al suo interno ci sono persone molto più credibili di Salvini.” (Adnkronos)

In risposta alla lettera Salvini ha dichiarato di “non aver mai detto di voler staccare la spina al governo.” Ha ragione, il suo partito ha solo presentato la sfiducia al Governo del presidente del consiglio. (Corriere della Sera / Rai News, 09/08/19)

Le tensioni tra M5S e Salvini si manifestano ovviamente su letteralmente l’unica cosa che il ministro ha fatto al governo: bloccare navi in mezzo al mare per settimane, per poi essere sempre costretto a cedere. La ministra alla Difesa Trenta si è rifiutata di firmare il secondo decreto con cui Salvini voleva bloccare l’accesso della Open Arms in acque italiane. Trenta ha dichiarato che “La politica non può perdere l’umanità, per questo non ho firmato.” Ma è un po’ difficile credere che non sia puro interesse politico, dato che due settimane fa aveva firmato un divieto d’ingresso uguale, per la stessa nave, con a bordo le stesse persone. (Linkiesta)

(Anche Toninelli non ha firmato il divieto di ingresso, per quello che può valere) (Fanpage)

Open Arms intanto è ancora alla fonda a Cala francese, a poche centinaia di metri dal porto. Nel corso della giornata di ieri sono stati autorizzati altri due sbarchi straordinari, prima di cinque persone, insieme a quattro loro familiari, e poi altre tre più uno, nel corso di questa notte. A bordo sono finiti gli antibiotici, e molte persone soffrono per infezioni da ferite malcurate, ma lo stillicidio continua. (la Repubblica / Twitter)

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Mondo

Ieri pomeriggio gli Stati Uniti hanno provato a estendere la propria autorità sul sequestro della petroliera iraniana ancorata sulle coste di Gibilterra, fermata lo scorso 4 luglio perché il governo locale sospettava dovesse portare petrolio in Siria, non rispettando così le sanzioni europee contro Assad. Ma poche ore dopo la richiesta degli Stati Uniti, la corte suprema di Gibilterra ha sancito che la nave deve essere liberata. L’Iran aveva descritto il sequestro come “un atto di pirateria.” (Al Jazeera)

Fallito il tentativo di trattenere il vascello, un portavoce del dipartimento di Stato ha annunciato che i membri dello staff a bordo della petroliera potrebbero non essere più ammessi negli Stati Uniti in quanto “collaboratori” dei Guardiani della rivoluzione, che Washington indica come un’organizzazione terroristica. (France 24)

Israele ha rifiutato l’ingresso nel paese delle parlamentari statunitensi Ilhan Omar e Rashida Tlaib, che si erano recate nel paese per guidare una delegazione che attraversasse la West Bank. Omar e Tlaib sono note sostenitrici del movimento pacifista BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), che chiede agli stati di esercitare pressione economica per costringere Israele a interrompere l’oppressione dei palestinesi. Il divieto d’ingresso, un gesto gravissimo ed evidentemente anti-democratico, è stato accolto con tripudio dalla presidenza statunitense. (Al–Araby Al–Jadeed)

In un comizio politico a Manchester, in New Hampshire, Trump ha dichiarato che gli elettori “non hanno altra scelta se non votare per me,” minacciando che l’incombente recessione potrebbe esplodere da un momento all’altro, se dovessero vincere i democratici. Nel discorso, Trump è tornato a collegare il problema della violenza da armi da fuoco negli Stati Uniti con le malattie mentali. Già che c’era, ha promesso che nei prossimi cinque anni curerà l’AIDS. (Politico)

Intanto, dietro le quinte, Trump insiste con un’idea a dir poco bizzarra: e se gli Stati Uniti comprassero la Groenlandia dalla Danimarca? Secondo due fonti della CNN alla Casa bianca, Trump ne ha parlato più di una volta in incontri e cene di stato. (CNN)

Sorprendentemente le istituzioni in qualche modo continuano a reggere negli Stati Uniti. La Corte d’appello per il nono circuito ha respinto la posizione dell’amministrazione Trump, che sosteneva che la legge per il trattamento dei migranti minorenni in custodia dello stato non fosse abbastanza dettagliata, e che quindi le agenzie potessero implementarla come ritenevano — un modo per giustificare come ai bambini incarcerati nei campi di concentramento statunitensi non siano dati prodotti igienici fondamentali come sapone e dentifricio, e nessun posto dove dormire. (CBS News)

Dal 2003, la Cina gestisce un network di intelligence e ricerca “labirintico” per tenere il polso dell’opinione pubblica a Hong Kong e Macao. Ma allora perché non ha saputo prevedere — e non sa ora come gestire — l’evidente malcontento che ribolliva sotterraneo a Hong Kong? Nectar Gan e Chow Chung-yan provano a spiegarlo. (South China Morning Post)

Le discussioni sul cambiamento climatico all’ultima riunione del Forum delle isole del Pacifico si sono fermate due volte a causa dell’ostruzionismo del primo ministro australiano Scott Morrison, da anni colluso con l’industria del carbone. La delegazione australiana chiedeva che il documento non nominasse mai direttamente il carbone, e pretendeva non fosse inserito linguaggio per raggiungere emissioni zero entro il 2050. (the Guardian)

Italia

Notizie di Ocean Viking? Tra il ferragosto e la crisi di governo la vicenda, che coinvolge quasi 400 naufraghi, è in stallo e pressoché ignorata dalla stampa italiana.

Internet

Youtube starebbe cercando di limitare i casi di video tirati giù per problemi minori di copyright. Nel frattempo, però i video bloccati potrebbero aumentare. Ok. (The Verge)

Milano

Se siete dei fanatici del monopattino elettrico, dovrete aspettare ancora qualche tempo prima di vederne in giro per Milano — ma non troppo, probabilmente. (ANSA)

Cult

Il ritorno dello Jedi: si inseguono voci che Ewan McGregor potrebbe tornare nei panni di Obi-Wan Kenobi — non in un film, ma in una nuova serie tv esclusiva per il servizio di streaming Disney+. (Polygon)

La versione completa del dialogo tra Bernie Sanders e Cardi B è finalmente online. Se non seguite Cardi B online potrebbe sembrarvi una cosa strana — ma non lo è, la rapper è costantemente attiva su temi di attualità ed è genuinamente ben preparata politicamente. (YouTube / Vox)

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Gif di Rooster Teeth

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