in copertina, Trump con il principe saudita Mohammed bin Salman

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

In risposta all’abbattimento del drone spia statunitense che ieri mattina gli Stati Uniti sostenevano non esistesse, Trump ha approvato un attacco militare su “punti strategici” dell’Iran. Ma mentre le navi si stavano preparando a puntare i propri missili contro il paese il presidente ci ha ripensato, e ha annullato l’operazione all’ultimo minuto. (the New York Times)

Peter Bergen sottolinea come Trump si trovi in una situazione disastrosa con l’Iran e che sia solo colpa sua: da quando l’amministrazione statunitense ha sospeso l’accordo sul nucleare non è mai stato chiaro che cosa volesse al suo posto, se non genericamente un accordo più duro. Più volte Trump ha dichiarato di voler discutere con l’Iran, ma è difficile discutere con un paese a cui si minaccia di “porre fine,” di tanto in tanto. (CNN)

È difficile visualizzare la confusione in cui versa l’amministrazione sull’Iran, ma gli eventi di ieri ci aiutano a farci un’idea. In ventiquattro ore:

Guarda Trump, la persona che deve decidere se lanciare una guerra che farebbe sprofondare il mondo nel caos, che cerca di tranquillizzare la stampa, spiegando che quel drone, pilotato da remoto come tutti i droni, non aveva un pilota al suo interno. (Rawstory)

Non sono chiare le dinamiche interne all’amministrazione e come si sia arrivati a predisporre un attacco missilistico solo per cancellarlo all’ultimo momento. Ma anche nel Congresso statunitense, anche tra i conservatori, cresce la mancanza di fiducia nei confronti del consigliere alla Sicurezza Nazionale John Bolton. Come si fa a fidarsi dell’intelligence statunitense quando Bolton era proprio tra i funzionari che produssero i report riguardo la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq — che oggi sappiamo semplicemente che non esistevano? (Middle East Eye)

Gli Stati Uniti e l’Iran sono in una sorta di guerra fredda dal 1979, ma negli ultimi dodici anni, da quando nel 2007 Bush tentò di espandere lo scontro in Iraq verso l’Iran, il conflitto sembra sempre più vicino. All’epoca, era stato proprio Bolton, che aveva lasciato l’amministrazione l’anno prima, a sostenere che l’“aggressione difensiva” delle Guardie della rivoluzione da parte degli Stati Uniti sarebbe stata assolutamente “giustificata.” (the Atlantic)

Anche senza arrivare a una guerra con l’Iran, il risultato della politica estera sconsiderata di Trump sta causando conseguenze profondissime in tutta la regione. I ribelli Houthi hanno lanciato ieri un nuovo attacco contro l’Arabia Saudita, colpendo una stazione di dissalazione vicino alla città di al–Shuqaiq. Secondo l’Arabia Saudita l’Iran sarebbe direttamente responsabile degli attacchi Houthi, fornendo strumenti e armi ai ribelli. L’attacco garantisce un ulteriore inasprimento dello scontro in Yemen, dove è in corso l’emergenza umanitaria più grave del mondo. (Al–Araby Al–Jadeed)

Mentre Trump gioca a Risiko sull’Iran, il Senato ha trovato una maggioranza bipartisan per approvare tre risoluzioni per impedire all’amministrazione di continuare la vendita di armi all’Arabia Saudita. Tuttavia, nessuna delle tre risoluzioni ha raccolto abbastanza voti per annullare il veto che Trump aveva posto qualche settimana fa. (NPR)

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Mondo

Un reportage di Associated Press rivela le condizioni emergenziali di 250 bambini, intrappolati dalla polizia della Border Protection in una stazione vicino a El Paso, in Texas. Ai bambini non è dato cibo, acqua, e cure mediche sufficienti — e alcuni di loro sono incarcerati da quasi un mese. (Associated Press)

Lo scontro finale per la leadership Tory, e per il posto da Primo ministro, è tra Boris Johnson e Jeremy Hunt, ma è successo qualcosa di strano durante l’ultima votazione: i conti non tornano. Sembra che almeno due parlamentari che sostenevano Javid e avevano annunciato il proprio supporto per Johnson abbiano votato Hunt con il preciso intento di eliminare Michael Gove prima dello scontro finale presso gli iscritti al partito. (BBC News)

Leela Jacinto ha parlato con una attivista dei diritti delle donne in Sudan, che sta partecipando alle proteste contro la giunta militare e sta lavorando per raccogliere quante più testimonianze possibili degli abusi sessuali di massa compiuti dalle forze paramilitari durante il massacro del Ramadan. Gli attivisti chiedono giustizia per i crimini di guerra delle RSF. (France 24)

L’intervento di un parlamentare russo al Parlamento georgiano ha scatenato violente proteste a Tbilisi: i manifestanti hanno provato a entrare nel palazzo, scontrandosi con la polizia, che dopo una notte di scontri è riuscita a riportare la calma. Ma i contestatori hanno annunciato una nuova manifestazione per stasera. (Radio Free Europe)

Un uomo si è dato fuoco nel centro di detenzione per migranti gestito dal governo australiano sull’isola di Manus. L’uomo — fortunatamente sopravvissuto — aveva seri problemi di salute, ma gli erano state negate le cure. (the Guardian)

Continuano a Hong Kong le proteste contro la governatrice Carrie Lam, nonostante il rinvio a data da destinarsi della legge sull’estradizione. I manifestanti, soprattutto studenti, hanno occupato le strade attorno al quartier generale della polizia. (Hong Kong Free Press)

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Antifood è il nostro primo numero di carta: lo presentiamo giovedì 27 giugno al Rob de Matt, a Milano. Clicca sull’immagine per l’evento!

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Italia

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalle Regioni Calabria, Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria contro il decreto sicurezza, visto come lesivo delle prerogative regionali. In compenso, la Consulta ha stabilito che la legge viola l’autonomia costituzionale di Comuni e Province, assegnando poteri eccessivi ai prefetti. (il Messaggero / ANSA)

Lo striscione “Verità per Giulio Regeni” è stato rimosso dal palazzo della regione Friuli-Venezia Giulia, dove era esposto dal 2016. Secondo il governatore leghista Fedriga, lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione. Il motivo? Fare spazio agli addobbi per gli europei di calcio Under 21. (la Repubblica)

Il tempismo di Fedriga è particolarmente infelice: solo tre giorni fa i genitori di Giulio Regeni hanno chiesto al governo di ritirare l’ambasciatore al Cairo, a causa dei continui sabotaggi delle indagini da parte del governo egiziano. I servizi segreti di Al Sisi continuano a fare pressioni — con intimidazioni e arresti ingiustificati — sull’ERCF, la commissione egiziana per i diritti e le libertà a cui la famiglia Regeni si è rivolta per la propria difesa al Cairo. (la Repubblica)

Ieri era la Giornata mondiale del rifugiato, ma la nave Sea Watch 3 è ancora bloccata al limite delle acque territoriali italiane, a più di una settimana dal soccorso. Con un comunicato pubblicato ieri, l’UNHCR ha chiesto agli stati europei di trovare una soluzione per permettere lo sbarco. (UNHCR)

Intanto i migranti continuano a partire, e il Mediterraneo centrale è drammaticamente sguarnito di imbarcazioni di soccorso: l’aereo di ricognizione Colibrì di Sea Watch ha individuato almeno 3 gommoni in difficoltà, mentre Alarm Phone è stata contattata da un’imbarcazione in avaria con 120 persone a bordo al largo della Libia. La “Guardia costiera libica,” contattata dopo ore di silenzio, non ha effettuato nessun salvataggio. (Twitter)

In compenso, è tornata in zona Sar libica la Ong tedesca Lifeline, stavolta con due barche a vela chiamate provocatoriamente “Matteo S.” e “Sebastian Kurz.” Si tratta di un’azione dimostrativa, ma gli attivisti si sono detti pronti a intervenire se dovessero imbattersi in imbarcazioni in difficoltà. (la Repubblica)

Il presidente del Consiglio Conte sta cominciando a capire che fermare la procedura d’infrazione è un’impresa praticamente impossibile. Nella lettera inviata agli altri 27 paesi membri e ai vertici di Bruxelles — il testo completo è su Facebook — Conte cerca di far passare il messaggio che “i nostri conti sono messi meglio del previsto,” ma l’Italia è più isolata che mai. (Quotidiano.net)

Le trattative per le nomine, intanto, sono decisamente in alto mare: gli incontri bilaterali di ieri e la successiva cena tra i capi di stato non hanno portato a nulla di risolutivo. (Corriere della Sera)

Non solo nomine: i leader europei non sono riusciti ad accordarsi nemmeno sullo stop alle emissioni nel 2050, che dopo ore di trattative è stato stralciato dalle conclusioni del vertice. A opporsi sono stati Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca ed Estonia. (ANSA)

La condanna a 7 anni dell’ex amministratore delegato di FS e RFI Mauro Moretti per la strage di Viareggio è stata confermata in appello. Insieme a lui sono stati condannati anche altri due vertici di Ferrovie e Trenitalia, mentre sono stati assolti alcuni dipendenti di RFI condannati in primo grado. (Rai News)

Milano

“Abbiamo davanti dieci anni di crescita. Sono pronti 12 o 13 miliardi di investimenti nel real estate, ma della crescita senza la solidarietà non me ne frega niente. La politica ha il dovere di indirizzare gli investimenti dove servono: per gli anziani e per i giovani che hanno scelto Milano e fanno fatica perché le case sono troppo care.” ha detto il sindaco Sala, intervenendo alla prima giornata di Fuoricinema dell’Anteo. (Corriere della Sera Milano)

Cult

Lo sbarco in borsa di Slack — la popolare app di messaggistica pensata per il lavoro in team — è stato un successo. (Quartz)

Volete vedere il sole che sorge tra i massi di Stonehenge? Da oggi potrete farlo anche da casa, grazie a una diretta streaming. (the Guardian)

Quasi tutte le vacche da latte negli Stati Uniti discendono da due tori nati negli anni Sessanta. Questa omogeneità genetica è tutt’altro che positiva: in caso di malattie o variazioni repentine delle condizioni ambientali l’intera popolazione sarebbe a rischio. (Scientific American)

Culto

Attenzione: la guerra commerciale con la Cina potrebbe causare un’impennata del prezzo delle bibbie negli Stati Uniti. (Quartz)

Più di 20 mila cristiani hanno firmato una petizione chiedendo la cancellazione di Good Omens, la serie di Amazon Prime ispirata al romanzo di Terry Pratchett e Neil Gaiman, perché “normalizzerebbe il satanismo.” Peccato l’abbiano inviata a Netflix invece che, appunto, a Amazon. (the Guardian)

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