“Siamo razzisti, ma è solo una provocazione”

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in copertina, foto dalla maratona di Parigi del 2009, CC Josiah Mackenzie

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Dopo le polemiche e le richieste di boicottaggio, gli organizzatori del Trieste Running Festival hanno fatto marcia indietro sulla propria decisione di escludere gli atleti africani. Il patron della manifestazione, Fabio Carini, ha detto ovviamente che si trattava di “una provocazione.” (la Repubblica)

Il motivo ufficiale dell’esclusione — lo “sfruttamento” degli atleti africani da parte di manager senza scrupoli — non ha convinto i molti che ieri hanno protestato per il caso. È partita anche un’iniziativa, sostenuta da diversi esponenti del Pd, per chiedere agli sponsor di ritirare il proprio appoggio alla manifestazione. (il Fatto Quotidiano)

La decisione è stata criticata anche dai due partiti di governo, ma non senza metterne in discussione le motivazioni. Di Maio per esempio ha parlato di “follia,” ma ha riconosciuto che ci sia “un problema da combattere.” (HuffPost)

Il sottosegretario leghista Giorgetti — sicuramente un esperto del mondo dell’atletica leggera — ha parlato addirittura di “scafisti dello sport,” suggerendo un’implicita analogia tra atleti africani e migranti. “È sempre lo stesso meccanismo: gli atleti vengono sfruttati, quindi noi li difendiamo non facendoli lavorare; tanti africani soffrono per la povertà e le guerre, quindi «aiutiamoli a casa loro» e intanto chiudiamo i porti e non facciamoli arrivare,” commenta Alessandro Portelli sul manifesto.

Nell’atletica esiste un problema di sfruttamento, ma i manager disonesti non riguardano certo solo gli atleti “africani.” “Con quali manager hanno trattato gli organizzatori della mezza maratona di Trieste? Di quali atleti stiamo parlando? Non sarebbe stato più utile fare nomi e cognomi? Esiste un albo ufficiale dei manager, quindi basterebbe denunciare quelli disonesti,” fa notare Lia Capizzi su Sky Sport.

Ma soprattutto, qualsiasi situazione di sfruttamento degli atleti non si combatte certo impedendogli di partecipare alle gare. (Pressenza)

Prima del dietrofront definitivo, gli organizzatori — aiutati dai solerti fact checker di Open e Agi — hanno provato a giustificarsi dicendo che non c’era nessun divieto esplicito alla corsa, ma solo la volontà di non pagare l’ingaggio agli atleti africani. Ah beh, allora tutto ok!

Tra quelli che hanno parlato di “strumentalizzazioni” e informazioni distorte c’è anche il vicesindaco di Trieste Paolo Polidori. Sì, quello che si era vantato su Facebook di aver buttato via le coperte di un senzatetto. (Trieste Prima / Rai News)

L’organizzatore Fabio Carini, invece, ritwitta volentieri contenuti anti-immigrazione dal tono esplicitamente razzista. Siamo sicuri che a queste persone stia assolutamente a cuore lo sfruttamento degli atleti. (Twitter)

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Mondo

Un ragazzo di 19 anni ha aperto il fuoco in una sinagoga durante le celebrazioni della Pasqua ebraica, a Poway, in California. Ha colpito quattro persone, di cui una, una donna di sessant’anni, è morta poi in ospedale. Secondo la polizia si tratta di un crimine d’odio. (CNN)

Perfino Donald Trump, in una dichiarazione completamente sconclusionata, l’ha riconosciuto. Ma tra le tantissime dichiarazioni di cordoglio mancano all’appello tutti i repubblicani che avevano montato lo scandalo del presupposto antisemitismo dei democratici. (ABC News)

Il ragazzo, John Earnest, ha aperto il fuoco con un fucile d’assalto e poi si è consegnato alla polizia. Prima di andare nella sinagoga per uccidere anche Earnest ha pubblicato online un proprio “manifesto,” otto pagine in cui si vanta delle proprie “origini europee” e dichiara di odiare gli ebrei. Nel testo Earnest dichiara che non avrà “nessun rimorso” per le proprie azioni, di essersi ispirato alle azioni dell’attentatore di Christchurch, e che aspetta “il giorno delle impiccagioni,” un’espressione usata in circoli neonazisti per descrivere l’omicidio di massa di giornalisti. (HuffPost)

Una gru è crollata su una strada di Seattle ieri pomeriggio, causando quattro morti — due lavoratori che manovravano la gru e due persone nelle auto sottostanti che sono state travolte. Anche l’edificio in costruzione — un nuovo campus di Google — è stato danneggiato dal crollo. (the Seattle Times)

Una settimana dopo continuano in Sri Lanka le ricerche per la rete che ha organizzato gli attentati della scorsa pasqua. Ma finora le indagini hanno rivelato soltanto quanti fossero i segni dei preparativi per l’attentato, che la polizia e l’intelligence hanno ignorato. (CNN)

Salwa Sadek racconta come stia diventando sempre più comune che l’esercito israeliano catturi e imprigioni bambini — anche molto giovani, in un caso un bambino aveva nove anni — per sospetto di “tiro di sassi.” (Vox)

I rappresentanti dei sindacati che hanno guidato le proteste in Sudan hanno incontrato alcuni membri del consiglio militare che ha sostituito al–Bashir. Secondo entrambe le parti il tavolo ha portato avanti i lavori per procedere con la formazione di un governo di transizione. (Al–Araby Al–Jadeed)

I leader delle proteste e l’esercito hanno delineato la forma di un consiglio congiunto tra militari e civili, ma dovranno continuare le consultazioni per definire come dovranno essere spartiti i posti. (DW)

Dalle 9 alle 20 37 milioni di elettori spagnoli sono chiamati oggi al voto per eleggere 350 parlamentari. Le incognite della giornata sono la performance dell’estrema destra neofranchista di Vox e la composizione delle Corti generali, per capire quale coalizione potrà cercare di governare il paese. El Mundo seguirà la giornata in diretta su un liveblog. (El Mundo)

Gli attivisti laburisti a favore di un secondo referendum sulla Brexit stanno minacciando di vendicarsi con la gestione di Corbyn, che non ha mai pienamente appoggiato la proposta, boicottando la campagna elettorale per le imminenti elezioni europee, a cui il partito arriva ovviamente impreparato. (the Guardian)

Le concessioni di Macron non sono bastate ai Gilet gialli, che sono scesi in strada per il 24esimo sabato consecutivo. Secondo Thierry-Paul Valette, tra le voci preponderanti nel movimento, il presidente “in questi cinque mesi di proteste non ha imparato niente — non ci ha dato nessuna risposta politica.” (France24)

Italia

Domani Giuseppe Conte dovrebbe finalmente incontrare il sottosegretario Siri per decidere qualcosa sulle sue dimissioni. Ma ha messo già le mani avanti: “Non sono un giudice.” (ANSA)

Conte è reduce dalla visita in Cina, dove ha partecipato al secondo forum sulla Belt and Road Initiative, la cosiddetta “nuova via della seta.” L’evento è servito a Xi Jinping per rassicurare i partner più scettici — il presidente cinese ha promesso trasparenza e ha parlato di sostenibilità ambientale — ma anche all’Italia per capire esattamente i contorni del memorandum firmato poche settimane fa. (Corriere della Sera / il manifesto)

Tra le altre cose, Conte ha incontrato anche il dittatore egiziano Al Sisi, con cui avrebbe parlato del caso Regeni. Ma le sue dichiarazioni sottolineano tutta l’immobilità delle autorità italiane, al di là di un generico impegno a chiedere verità e giustizia: “Abbiamo tentato varie iniziative, il modo più efficace è continuare a spendere l’influenza del governo nel rapporto con il governo egiziano: io non parlo con la magistratura egiziana ma con il presidente al-Sisi, non posso che continuare su questa strada, non mi fermerò finchè non avrò riscontri.” (Rai News)

Aboliamo le province, anzi no: l’ultima bozza delle linee guida per la riforma degli enti locali, a cui hanno lavorato Lega e M5S, comprende una re-istituzione delle province così com’erano prima della riforma Delrio. Di Maio è subito saltato sull’attenti, ribadendo la volontà di tagliare gli enti locali intermedi, ma al testo della bozza ha lavorato la viceministra dell’Economia Laura Castelli. (il Sole 24 Ore / la Stampa)

In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, che cadeva ieri, l’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro ha analizzato i dati Inail per sottolineare la gravità della situazione italiana: nel 2018 i morti sul lavoro sono aumentati del 10,1% rispetto all’anno precedente, mentre Taranto è la provincia con il maggior numero di tumori correlati all’attività professionale. (Corriere della Sera)

Oggi invece è la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto: secondo il dossier “Liberi dall’amianto?” di Legambiente, in Italia su 265 mila edifici pubblici e privati contenenti amianto solo 7 mila sono stati bonificati. (Linkiesta)

Milano

Due poliziotti di Cinisello Balsamo sono stati rinviati a giudizio con le accuse di lesioni, rapina e sequestro di persona: a ottobre 2017 avevano aggredito con lo spray al peperoncino e picchiato un cittadino marocchino che stava tornando a casa a piedi dopo aver perso l’autobus. (Corriere della Sera Milano)

Cult

Christine Gedeon aveva tre anni quando ha lasciato la Siria con la sua famiglia, nel 1976. Nel 2006 Gedeon è tornata in Siria per una visita, ma prima che potesse tornarci di nuovo era scoppiata la guerra. Ora l’artista racconta la storia della sua famiglia e del suo paese in una serie di opere multimediali che saranno esposte nelle prossime settimane a Berlino. (Middle East Eye)

Vi ricordate la storia delle scuole superiori di North Bergen, in New Jersey, che avevano messo in scena un adattamento teatrale spettacolare di Alien? Le classi hanno avuto l’occasione di mettere in scena lo spettacolo un’altra volta, e questa volta tra il pubblico c’era anche Sigourney Weaver. (Deadline)

A proposito: il copione del sequel di Aliens scritto da William Gibson — il celebrato autore di Neuromantediventerà un radiodramma prodotto da Audible. (the Verge)

Avete visto Endgame? Il film fa il proprio lavoro nel mettere il punto a dieci anni di saga Marvel, ma lascia in sospeso una serie di questioni — più o meno metanarrative — che terranno occupato internet per i prossimi mesi. Tor.com elenca 8 domande sollevate dal film. (Spoiler giganteschi al link, ovviamente.) (Tor.com)

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