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Venerdì 26 aprile sono usciti due nuovi brani dei DARRN, il collettivo romano sbarcato a inizio anno sul pianeta Asian Fake composto da due producer, un cantante e un grafico.

“ALLEN” e “F2” compongono il nuovo EP intitolato Musica da camera e arrivano a qualche mese di distanza da “YODEL”, il primo pezzo pubblicato a inizio anno dal collettivo.

I brani dei DARRN mischiano un’elettronica carica di suggestioni a un suono affascinante che ricorda un’altra promessa dell’etichetta milanese, Venerus. Il risultato è un progetto freschissimo che dovreste iniziare ad ascoltare.

A proposito dei brani usciti venerdì i DARRN hanno spiegato:

“‘ALLEN’ parla della voglia di cambiamento e dei rischi che bisogna correre perché questo si verifichi. 
La personalità di Allen Iverson era tale da mostrarsi sempre nella sua interezza, dal movimento d’anche alle treccine per la prima volta portate sul parquet del NBA. Allen Iverson era un rivoluzionario — nel gioco, nell’estetica — e questo comunicava quando scendeva in campo, subendone le conseguenze. 
Innovazione e rischio, tenendo sempre per mano la paura di perdersi nelle proprie ossessioni.

F2 è una pagina di disambiguazione.
Nata come side track del progetto, è stata modificata nel suo scheletro fino a regalarle un nuovo corpo.
F2 è Fun & Frustration, sintesi di quello che abbiamo provato nell’intero corso di creazione.
Questo brano non doveva nemmeno finire qua in mezzo: ci era salito qualcosa in gola durante la stesura del giro di accordi, ma stavamo diventando nevrotici nella fase di post-produzione.
F2 non ha la pretesa di voler significare qualcosa di specifico, come i tasti funzione sulla tua tastiera, a cui puoi attribuire qualsiasi scorciatoia di applicazione.
È uno specchio del viaggio interno che facciamo per superare le angosce che ci ostacolano. Effettivamente nelle sue molteplici rivisitazioni è diventato un vero e proprio meta viaggio del gruppo, come Apocalypse Now è stato per Francis Ford Coppola. Questa nostra prerogativa ad essere autocritici ci aiuta a mantenere il focus sui dettagli, ma in alcuni momenti ci spinge giù fino a farci scartare elementi e interi brani senza troppe domande.”

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