in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

I piani manettari di Salvini e Di Maio erano completamente infondati: il procuratore di Siracusa Scavone ha confermato che “non ha commesso alcun reato il comandante della Sea Watch e non è stata neppure presa in considerazione al momento l’ipotesi di un eventuale sequestro.” (HuffPost)

Intanto il governo continua a ripetere che l’unica soluzione per accogliere queste 47 persone — quarantasette — sia spedirle in Olanda, annunciando addirittura l’intenzione di appellarsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo — chissà se si rendono conto del paradosso. (Rai News)

La nota pubblicata sul sito del Governo si conclude con la gravissima insinuazione che Sea Watch abbia voluto portare i naufraghi in Italia e non in Tunisia apposta per creare un caso internazionale.

Ma la Ong ha già spiegato più volte che la Tunisia non ha mai risposto alle richieste di assegnazione di un porto sicuro. (TPI)

Ci sarebbe stato un fraintendimento (?) tra procura di Siracusa e Partito democratico, e ora Orfini e Martina sarebbero indagati per essere saliti a bordo della Sea Watch 3. Ma entrambi sostengono di aver agito nell’ambito delle proprie prerogative da parlamentari — anzi, sarebbe il governo che starebbe “commettendo alcuni reati.” Il Partito presenterà un esposto contro il governo in materia. (Fanpage)

Martina si è speso nuovamente per chiedere che le persone a bordo di Sea Watch siano fatte scendere: “Sono persone che hanno bisogno di avere una risposta chiara rispetto alla grande traversata che hanno affrontato. Arrivano da condizioni drammatiche.” (LiveSicilia)

Intanto, il garante per l’infanzia di Siracusa Trombino ha presentato un ricorso al Tribunale dei minorenni di Catania perché i 13 minori a bordo della Sea Watch siano immediatamente sbarcati e sia assegnato loro un centro specializzato. La richiesta è motivata con “i maltrattamenti e le torture” subite in Libia. (ANSA)

Sempre mosso dalla propria massima compassione, il ministro dell’Interno Salvini è tornato a ripetere che a bordo della Sea Watch non ci sarebbero “donne e bambini.” Il ministro poi è tornato su una delle proprie teorie del complotto preferite, quella dei migranti che portano malattie, sibilando che con le visite all’imbarcazione i parlamentari e il sindaco di Siracusa “non hanno rispettato le norme igienico-sanitarie, possono portare a terra di tutto e di più.” (la Stampa)

Al momento attorno alla Sea Watch 3 c’è di fatto un blocco navale: la Capitaneria di porto di Siracusa ha interdetto la navigazione e l’ancoraggio di qualsiasi mezzo non autorizzato in un raggio di mezzo miglio dalla nave. (Rai News)

“La miglior difesa è l’attracco:” in tanti ieri hanno manifestato a Roma contro le politiche razziste del governo, nella mobilitazione lanciata da Luigi Manconi. (il manifesto)

Il governo sembra comunque sempre ben disposto all’autocritica, come fa capire Igor Lezzi, capogruppo della Lega nella Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni alla Camera, che su Facebook commenta: “Pd e scafisti, qualcuno ha capito se ci sono e quali sono le differenze?” (la Repubblica)

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Mondo

Un nuovo tassello si aggiunge alla guerra degli Stati Uniti contro Huawei: il Dipartimento di giustizia ha incriminato il colosso tecnologico cinese di vari crimini federali, tra cui truffa — per aggirare le sanzioni all’Iran — e furto di proprietà intellettuale. (the Verge)

Huawei ha rigettato tutte le accuse, mentre secondo Pechino si tratta di una decisione motivata politicamente, per danneggiare le imprese cinesi. (SCMP)

Agnes Callamard, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni sommarie e stragiudiziali, si è recata in Turchia per confrontarsi con i funzionari locali nel contesto delle proprie indagini sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. (Middle East Eye)

Nel frattempo il presidente turco Erdogan ha minacciato di deportare i rifugiati siriani stanziati nel paese nella “safe zone” che vorrebbe realizzare in Siria dopo la ritirata degli Stati Uniti per isolare i curdi. (Al Jazeera)

I dati confidenziali di 14 mila persone affette da HIV sono stati rubati da un registro sanitario di Singapore e pubblicati online. I dati coprono un periodo fino al 2013, e includono più di 8 mila visitatori stranieri — chiunque voglia fermarsi più di 90 giorni a Singapore deve sottoporsi obbligatoriamente a un test dell’HIV. (BBC News)

Solo in questa Casa bianca: John Bolton è stato inquadrato con in mano un blocco per gli appunti giallo con scritto sopra solo, letteralmente solo: 5000 soldati in Colombia. Interrogato sulla situazione, un portavoce della Casa bianca ha risposto confermando che “Tutte le opzioni sono sul tavolo.” (CNN)

Nel frattempo Nancy Pelosi ha ceduto e ha invitato Trump alla Camera per tenere il proprio Stato dell’Unione il prossimo 5 febbraio. Chissà se nel frattempo fa in tempo a invadere il Venezuela, Trump. (NPR)

Secondo il procuratore generale nominato Matthew Whitaker le indagini sul Russiagate sarebbero quasi alla fine. Whitaker, che molti sospettavano fosse stato nominato da Trump per bloccare l’indagine, ha più volte ripetuto che non intende chiudere anzitempo l’operazione. (CNBC)

Il negoziatore statunitense Zalmay Khalilzad ha dichiarato che Stati Uniti e Talebani sarebbero riusciti a trovare un punto di accordo per aprire un tavolo per le trattative di pace in Afghanistan. (the New York Times)

In base all’accordo, che metterebbe fine a una guerra che va avanti da 17 anni — la più lunga della storia degli Stati Uniti — le truppe americane si ritirerebbero entro 18 mesi, mentre i Talebani si impegnerebbero a cessare le attività terroristiche. Ma la strada verso una soluzione pacifica presenta ancora numerosi ostacoli, non ultimo lo scetticismo del governo di Kabul, che negli ultimi anni ha pagato un prezzo altissimo nella guerriglia portata avanti dai Taliban. (the Guardian)

Raggiungere un accordo con i Talebani comunque non è facile, anche perché al momento hanno il coltello dalla parte del manico e controllano circa la metà del paese. Ma gli Stati Uniti non vedono l’ora di ritirarsi da una guerra in cui si trovano impantanati e che, di fatto, hanno perso. (Vox)

Oggi la Camera dei comuni voterà gli emendamenti all’accordo sulla Brexit di Theresa May — ma qualsiasi modifica andrà poi nuovamente vagliata dall’Unione Europea, per cui i tentativi di sostituire il “backstop” sul confine irlandese in questa sede sono quasi certamente inutili. A meno di due mesi dalla data di scadenza, secondo la funzionaria comunitaria Sabine Weyand il rischio di una Brexit senza accordo è altissimo. (BBC News)

Per contrastare le attività criminali e il riciclaggio di denaro, quasi tutte le banche centrali europee smetteranno di emettere banconote da 500€. Fanno eccezione solo Germania e Austria, che continueranno a emetterle fino ad aprile. (euronews)

Internet

In vista delle elezioni europee, Facebook ha presentato il proprio piano per impedire condizionamenti e manipolazioni. Il social network intende rendere più trasparenti le campagne pubblicitarie a fini politici — ma non vietarle — e rinnova il proprio impegno nel contrasto alle fake news. (Newsroom.fb)

Tra le novità c’è anche la creazione di un “centro operativo” a Dublino, dedicato interamente alla sicurezza delle elezioni. Ne ha parlato ufficialmente a Bruxelles l’ex politico lib-dem britannico Nick Clegg, da qualche mese assunto come nuovo capo della comunicazione. (the Guardian)

Italia

L’annuncio del probabile accordo di pace tra Stati Uniti e Talebani in Afghanistan ha aperto un piccolo caso politico-diplomatico in Italia: fonti del ministero della Difesa hanno annunciato infatti il ritiro delle truppe italiane entro 12 mesi, ma a quanto pare senza avvisare il ministro degli Esteri o chiunque altro nel governo. Soltanto da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che la richiesta avviata dalla ministra Trenta è “condivisa con la presidenza del consiglio.” (il Fatto Quotidiano)

Ma il ministro Salvini quanta paura ha di farsi processare per il caso Diciotti? Talmente tanta che stamattina sul Corriere della Sera c’è una sua lettera, tutta intrisa di vittimismi, falsità apologetiche (quando ripete che grazie a lui ci sono “meno morti” nel Mediterraneo) e contraddizioni: a distanza di due paragrafi riesce a scrivere “non intendo sottrarmi al giudizio” e “ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata.” Chapeau!

Cult

Usare il laser per sussurrare un messaggio a distanza direttamente all’orecchio di qualcuno? si può. (MIT Technology Review)

Milo Manara, con un comunicato su Facebook, ha chiarito la propria posizione riguardo alla realizzazione di Adrian, la controversa (ehm!) serie animata di Adriano Celentano. I suoi disegni sarebbero serviti soltanto come bozzetti di riferimento per le animazioni: “Purtroppo la decisione di usarli non è stata mia, e a suo tempo non ho potuto che far presente la mia forte perplessità in merito.” (Fumettologica)

Era solo questione di tempo: qualcuno ha realizzato un deepfake di Salvador Dalí — cosa? Più o meno: la simulazione, interattiva, sarà esposta al Museo Dalí in Florida. (Dazed)

Animali

La Danimarca ha iniziato a costruire una recinzione al confine con la Germania — ma per impedire lo sconfinamento dei cinghiali. La recinzione sarà lunga 70 chilometri e pone parecchi problemi anche dal punto di vista ambientale. (DW)

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Gif di David Firth

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