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Chi decide il significato di una fotografia?

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in copertina: “Operazione Mare Nostrum” (EPA/MASSIMO SESTINI/ANSA)

Questo è Click, World!, la nostra rassegna settimanale di cultura fotografica. Ogni settimana, un pugno di link e le mostre da noi consigliate.

Quando una fotografia ha la fortuna (?) di diventare molto famosa diventa un’icona, e in qualche modo, supera il suo stesso autore. È quello che è successo alla fotografia di Massimo Sestini, seconda nella categoria singles, General News, dell’edizione 2015 del World Press Photo. Una fotografia che ha fatto mostra di sé nel momento in cui è nata e anche negli anni successivi, a più riprese, riprodotta e mostrata al pubblico in più occasioni.

L’ultima in ordine di tempo però è stata particolarmente infelice per il suo autore. Sestini ha deciso di querelare il vicesindaco di Trieste Paolo Polidori, dopo che questi ha utilizzato la foto senza autorizzazione, senza indicarne l’autore e, cosa che ha fatto più discutere, l’ha utilizzata in un contesto ideologico di riferimento non conforme allo spirito con cui Sestini ha scattato la fotografia.

Tralasciando le prime due violazioni, più chiare e meglio definite anche dalla legge, Sestini ha però querelato il sindaco anche per violazione del diritto morale dell’autore, chiedendo in totale un rimborso di 30 mila euro. Michele Smargiassi nel suo blog Fotocrazia riporta le parole dell’avvocato Massimo Stefanutti, che segnala un precedente: “la lesione dell’onore e della reputazione dell’autore si ha quando la modificazione o la scorretta comunicazione dell’opera possano indurre il pubblico a formarsi un giudizio sulla personalità dell’autore sensibilmente diverso da quello che deriverebbe dalla corretta percezione o conoscenza dell’opera.”

Le fotografie sono oggetti che, quando funzionano, costringono gli osservatori a porsi delle domande — o che a lasciarsi trasportare dalle emozioni che le immagini possono scatenare. Per funzionare devono avere un margine di interpretazione, di incertezza, che permetta a chi lo le guarda di riversare anche se stesso nell’immagine. Le fotografie, come si dice, non rappresentano mai una soluzione definitiva, non sono affermazioni.

Una fotografia non sarà mai completamente indipendente dal proprio autore — ma ha sì una propria grammatica, e così diventa autonoma. Se pensiamo a quante volte dobbiamo correggere frasi dette in maniera non del tutto chiara, così può succedere alle fotografie. E questo è successo alla fotografia di Massimo Sestini. Lungi dal volerla criticare in qualsivoglia maniera bisogna constatare che il significato che ha voluto attribuire alla sua fotografia non è sempre quello che le persone vedono. Non bisogna sorprendersi molto: per i detrattori dell’immigrazione basta vedere un numero cospicuo di migranti, peraltro su un barcone, e la collera è il primo sentimento che viene.

Nel momento in cui viene resa pubblica una foto, a seconda dei contesti di riferimento, questa foto inizierà a suscitare negli osservatori delle reazioni. Le reazioni, però, essendo di altre persone e non vostre, non sono da voi gestibili direttamente. Non potete ammaestrare i sentimenti o la sensibilità altrui.

La nostra selezione di mostre

L’aria del tempo, Massimo Sestini
WEGIL, Roma. Fino al 10 marzo 2019

Alessandro Imbriaco, un posto dove stare
Parco Archeologico dell’Appia Antica, Roma. Fino al 1° maggio.

André Kertész. Lo stupore della realtà
Centro Culturale di Milano. Fino al 10 marzo

Rassegna stampa

Gli artisti appropriazionisti. Ne parla Il Sole 24 ore, in cui cita alcuni casi famosi in cui alcuni artisti si sono appropriati di immagini altrui per rielaborazioni personali. Ma il limite tra semplice fotografia e fotografia artistica non è semplice definirlo secondo la Legge nostrana.

Samsung avrebbe usato una immagine scattata con una macchina professionale per pubblicizzare un modello di smartphone; ma non è la prima volta.

Sono stati comunicati i vincitori della open call di Fotografia Europea: Pierfrancesco Celada, Jaakko Kahilianiemi e Lucie Khahoutian. I tre autori saranno inseriti nel programma ufficiale dell’edizione 2019 di Fotografia Europea, che si terrà a Reggio Emilia nei mesi di aprile, maggio e giugno.

Nvidia, l’azienda che produce componenti per PC, ha realizzato un sistema di intelligenza artificiale grazie al quale è possibile creare volti umani non esistenti. Il processo avviene per assimiliazione di diverse caratteristiche come età, provenienza, sesso, fino ai dettagli come occhi, naso, bocca, ecc, basandosi su foto di archivio realizzate a persone reali. Lo stesso procedimento può essere utilizzato non solo per i volti ma anche in altre situazioni (macchine, case, ecc…).

Le foto realizzate dall’artista francese Baptiste César rappresentano la quiete prima della tempesta, come scrive Domus. Le immagini ritraggono le vetrine dei negozi di lusso sugli Champs-Elysées la mattina dell’8 dicembre, prima dell’inizio della rivolta dei gilét gialli.

Forza Nuova si è appropriata di una foto di Tano D’Amico per la creazione di una locandina di un corteo, ma il fotografo ha puntualizzato scrivendo sul suo profilo Facebook: “Non ho mai autorizzato Forza nuova ad utilizzare la mia immagine per pubblicizzare le loro iniziative. Io sono totalmente contrario e non condivido le loro idee”. Sempre riguardo Forza Nuova, Paolo Marchetti è stato aggredito da alcuni esponenti del movimento durante un servizio a Roma; proprio Paolo Marchetti ha dedicato un capitolo importante del suo lavoro ai movimenti neofascisti, chiamato fever (al momento non è visibile sul sito del fotografo).

Sono veramente necessarie le grandi mostre, le grandi retrospettive? Leonello Bertolucci si interroga incrociando quantità di fotografie e soglia di attenzione.

Ha aperto LUMEN, nuovo museo di fotografia dedicato alla montagna. Si trova in una stazione sciistica riconvertita a museo e ristorante a 2265m di altezza, a Brunico in provincia di Bolzano

Magnum ha lanciato il suo primo corso on-line di street photography. Alla accessibile cifra di 99 dollari si possono seguire 10 lezioni tenute da Bruce Gilden, Martin Parr, Susan Meiselas, Richard Kalvar, Carolyn Drake, Peter van Agtmael e Mark Power.

Su Esquire una intervista a Vikki Tobak, autrice del libro Contact High: A Visual History of Hip Hop. Un libro sull’identità visiva della scena hip-hop: “Quando ho cominciato a pensare a questo progetto, l’ho fatto perché volevo celebrare l’eredità visiva dell’hip hop. Ora che l’hip hop è diventato una nuova forza globale sentivo la necessità di tracciare la sua identità visiva fino alle origini. Le persone hanno sempre saputo come l’hip hop suonava, ma come appariva?”

A Berlino è in corso la mostra The Last Image. Photography and Death, una mostra sul tema della morte e sull’atto di uccidere. Si tratta di una raccolta di circa 400 fotografie e non solo, che come riporta Il Magazine, “nessuna rassegna precedente ha affrontato la questione come hanno fatto loro, con questa ampiezza e anche questo senso di sfida all’appiattita estetica contemporanea”.

Mandy Barker realizza, letteralmente, mari di plastica, delle opere d’arte, così da sensibilizzare il mondo su questo fenomeno attualissimo: “Lo scopo del mio lavoro è coinvolgere e stimolare una risposta emotiva nello spettatore. Inizialmente lo attraggo esteticamente e poi spero che arrivi il messaggio di consapevolezza”.

A Roma sono stati coinvolti studenti di storia dell’arte della Sapienza, nell’ambito del workshop Maxxi art work, in cui i ragazzi hanno ripreso diversi musei, stanze, palazzi, opere d’arte di Roma. Un esperimento nella storia che ricorda la recente campagna promossa dalla Chiesa Cattolica, e confluita nella mostra In piena luce.

Alla prossima! 👋📷

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