Dai pianeti genderfluid di Ursula K. Le Guin alla distopia antiabortista di Leni Zumas, passando per the Handmaid’s Tale: perché, per raccontare la condizione della donna, serve la narrazione ucronica.

Il termine Ucronia indica un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.

Negli ultimi anni — grazie anche alla serie statunitense the Handmaid’s Tale, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood — si è parlato sempre più di distopia femministe:  sono stati ripubblicati diversi titoli, caduti nell’oblio, e sempre più scrittrici si sono cimentate nelle narrazioni ucroniche relative ai diritti della donna.

Le speaker di Chiamando Eva ripercorrono le tappe di questo trend, tentando di comprenderne le ragioni e le spinte, e lo fanno insieme ad Arianna Miglio, project manager e traduttrice residente a Sheffield.

Show notes

Titoli citati nella puntata

The Blazing World di Margaret Cavendish
Herland di Charlotte Perkins Gilman
The Left Hand of Darkness di Ursula Le Guin, tradotto in italiano La mano sinistra delle tenebre
The Female Man di Joanna Russ
The Handmaid’s Tale  di Margaret Atwood, tradotto in italiano Il Racconto dell’Ancella
The Power di Naomi Alderman, in Italiano Ragazze Elettriche
VOX di Christina Dalcher
Red Clocks di Leni Zumas, in italiano Orologi Rossi

Altri link utili
Questa riflessione su femminismo, oppressione e distopia
The rise of the feminist dystopias
Donald Trump has made the Feminist Dystopias Great Again

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Chiamando Eva è una conversazione quindicinale su femminismo, donne, e la vita.

Ai microfoni Elena D’Ali, Francesca Motta, Arianna Miglio.
Produzione: Francesca Motta
Redazione a cura di Giulia Pacchiarini

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