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Un viaggio ipnotico nella distruzione di massa: l’ultimo film di Sergei Loznitsa apre Filmmaker 2022

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“The Natural History of Destruction” affonda nel mondo dei materiali d’archivio per mettere lo spettatore davanti agli interrogativi irrisolti dell’umanità. Venerdì 18 novembre al Cinema Arcobaleno

Al via l’edizione 2022 di Filmmaker, il festival del cinema documentario e di ricerca, a Milano dal 18 al 28 novembre. Ecologia, ambiente, migrazioni, lavoro, conflitti, storie intime, il sentimento del nostro tempo e le nuove frontiere del cinema in undici giorni ricchi di proiezioni, incontri, Q&A con le autrici e con gli autori, masterclass.

Due concorsi, Internazionale e Prospettive; i nuovi lavori di Sylvain George Nuit obscure, João Pedro Rodrigues Fogo Fatuo, Frederick Wiseman Un couple; la Retrospettiva Ruth Beckermann, l’immagine della parola, che presenta per la prima volta in Italia l’opera completa della regista austriaca, con diciassette titoli, l’anteprima di Mutzenbacher (vincitore della Berlinale Encounters 2022) e una masterclass alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti; l’omaggio a Mark Rappaport con Rock Hudson’s Home Movies e i suoi video-saggi sul cinema; la sezione Teatro Sconfinato con Siamo qui per provare di Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri, a cui si aggiungono il premio Gradi di libertà, il primo dedicato alla VR italiana, l’omaggio a Zelemir Zilnik, la masterclass di Béla Tarr, per un totale di 78 titoli provenienti da 20 paesi di cui 25 prime mondiali, 13 internazionali.

Evento speciale di apertura The Natural History of Destruction di Sergei Loznitsa (venerdì 18 novembre alle 21.00 al Cinema Arcobaleno), film di chiusura Una giornata nell’archivio di Piero Bottoni di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti e Il Posto di Mattia Colombo e Gianluca Matarrese (domenica 27 novembre alle 21.30 al Cinema Arcobaleno).

Il film di apertura

Sergei Loznitsa è una delle voci più conosciute apprezzate del nuovo cinema ucraino. The Natural History of Destruction è un film profondamente pacifista, che pone allo spettatore alcuni degli interrogativi mai sciolti dell’umanità. Presentato negli Special Screening del Festival di Cannes, The Natural History of Destruction è il nuovo metodico viaggio del regista ucraino nel vastissimo mondo dei materiali d’archivio – su cui torna dopo Austerlitz (2014).

Seguendo e ispirandosi all’omonimo libro di G.W. Sebald, Loznitsa ripropone le domande che lo scrittore tedesco già riportava all’attenzione del pubblico nel 1999: cosa è bene e cosa è male? È moralmente accettabile colpire la popolazione civile durante una guerra, se fatto in nome di ideali più alti?

La risposta viene lasciata allo spettatore, mentre davanti alle immagini d’archivio non si può non pensare a quelle più recenti, viste in tv o online. I materiali, provenienti, tra gli altri, dall’Imperial War Museum, da Progress.film e da British Pathè, nelle sue mani si trasformano in un oggetto intellettualmente e politicamente provocatorio, esteticamente affascinante ed emotivamente vicinissimo. A tratti anche ipnotico e astratto, dimostrando un controllo assoluto sul montaggio delle riprese d’epoca.

Senza dare appigli cronologici, guide o commenti a chi guarda, Natural History of Destruction si apre su palazzi borghesi, chiese, le strade affollate – istantanee di una società civile e benestante. Squarci di vita quotidiana della popolazione tedesca che potrebbero essere quelli di una qualsiasi nazione, che i posteri non hanno ancora giudicato come innocente o colpevole. Il contesto perde di importanza, e l’interrogativo si fa assoluto, travolgendoci in tutta la sua potenza: la distruzione di massa è in qualche modo giustificabile?

The Submarine sarà media partner di questa edizione del festival: inserendo il codice sconto THESUB l’abbonamento è a prezzo ridotto.


In copertina e nell’articolo: due fotogrammi da The Natural History of Destruction

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