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L’esclusione della Russia dal sistema Swift, mentre l‘invasione continua

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I riservisti dell’esercito ucraino abbattono il ponte che collega Buča e Irpin, per rallentare l’avanzata delle truppe russe nell’oblast di Kyiv.
Foto via Twitter @sentdefender

In Ucraina l’invasione russa si è concentrata su Charkiv, la seconda città piú grande del paese. Le truppe russe stanno incontrando una forte resistenza, e sembrano scontare anche una pianificazione dell’offensiva che non sembra impeccabile da parte dei loro comandi

Dopo giorni di tensioni, Stati Uniti, Canada e diversi paesi europei si sono coordinati per bloccare l’accesso di diverse banche russe al sistema di pagamento internazionale Swift. Von der Leyen ha annunciato la misura, dicendo che dovrebbe “fermare le operazioni globali” della Russia e “effettivamente bloccare l’export e l’import.” Tuttavia, al momento non è chiaro quante banche saranno colpite — von der Leyen si è limitata a specificare che l’azione sarà contro “un certo numero” di banche. Swift, acronimo per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, è una società che svolge il ruolo di intermediario finanziario, di esecutore delle transazioni, attraverso quasi tutte le banche del mondo. È stata una decisione sofferta: l’Italia ha confermato la propria disponibilità solo ieri, dopo giorni di aperta opposizione di Salvini e di tentennamenti di Draghi, e anche la Germania ha dovuto superare il proprio iniziale rifiuto. La decisione arriva nel contesto di un nuovo round di sanzioni, che comprende il lancio di una task force per verificare l’effettiva implementazione delle sanzioni. Nonostante ciò l’associazione che riunisce aziende e commercianti ucraini le ha bocciate, definendole “inadeguate.” Secondo l’associazione, in Ucraina c’è la percezione che l’Unione europea abbia “dato la priorità ai soldi” rispetto alle vite umane.

In Ucraina, intanto, l’invasione russa continua ininterrotta: durante la giornata di ieri diverse operazioni si sono concentrate sulla città di Charkiv, la seconda più grande del paese. Il governo ha consigliato ai civili di cercare riparo nella metropolitana, mentre le truppe russe percorrevano le strade e all’orizzonte si vedevano le fiamme del gasdotto che scorre fuori dalla città, fatto esplodere dai militari russi. Tra gli obiettivi dell’esercito, secondo una ricostruzione di Bellingcat, c‘è la base aerea locale. Le truppe russe però stanno incontrando una forte resistenza, e sembrano scontare anche una pianificazione dell’offensiva che non sembra impeccabile da parte dei loro comandi.

Finora il paese sta reggendo, con sacrifici ingenti: ieri la pagina Facebook dell’esercito ha pubblicato un messaggio video del sindaco di Černihiv, in cui si chiedeva a tutte le persone adulte che potevano di raggiungerlo per assistere le operazioni dell’esercito. La decisione di far spostare una parte ingente delle truppe su strada si sta traducendo per l’esercito russo in perdite rilevanti — e ieri Ukravtodor, l’agenzia del governo responsabile delle strade, ha annunciato la rimozione dei cartelli dalle strade, per impedire ai militari di orientarsi facilmente sul territorio. L’annuncio è arrivato a sua volta su Facebook, accompagnato con un meme di un cartello stradale che indicava tre direzioni in cui i militari russi potevano “andare a farsi fottere.”

Nel corso della notte si sono svolti combattimenti anche a Kyiv, che continua ad essere sede del governo ucraino. Nella tarda serata di ieri erano circolate voci di un possibile raid aereo su vasta scala dell’esercito russo, che però sembra non avere avuto luogo. Alcuni messaggi sui canali non ufficiali dell’esercito russo sostengono che il comando generale russo avrebbe stabilito l’obiettivo di conquistare la capitale entro lunedì, scavalcando le osservazioni dell’aviazione, secondo cui un risultato del genere può essere ottenuto solo pagando un alto costo in vite umane. Durante la notte è stato comunque colpito un deposito di carburante in una raffineria nelle vicinanze della città, causando un incendio visibile anche a grande distanza.

Cosa succederà nei prossimi giorni? È difficile dirlo: le forze russe sembrano aver iniziato la giornata di oggi con diverse offensive, ma l’agenzia di stampa russa RIA Novosti sostiene che una delegazione russa è arrivata in Bielorussia per un tavolo di trattative con il governo ucraino.  Putin intanto è tornato a farsi vedere in tv, stavolta con un discorso meno surreale dei precedenti, in cui ha definito l’invasione “un’operazione speciale per fornire assistenza alle repubbliche popolari del Donbas” e ha reso i suoi omaggi a “coloro che stanno eroicamente adempiendo ai loro doveri militari.”

Nel frattempo proseguono le manifestazioni di solidarietà all’Ucraina e contro l’invasione: al corteo di Milano, organizzato da Rete antifascista e antirazzista, erano presenti decine di migliaia di persone e numerose sigle sindacali, politiche e della società civile. A Roma la manifestazione indetta dai sindacati confederali ha visto la partecipazione anche di esponenti della politica nazionale come il segretario della Cgil Landini e i ministri Orlando e Speranza.


Nota: da oggi utilizzeremo, nel riferirci alla capitale ucraina, la translitterazione Kyiv invece che Kiev. Kyiv è la translitterazione latina del nome in ucraino, mentre Kiev riflette la pronuncia russa. Finora avevamo preferito usare translitterazione dall’ucraino per altri toponimi — ad esempio Donbas invece che Donbass — ma ci eravamo fermati all’esonimo per la capitale del paese. L’uso della translitterazione da pronuncia russa è collegato, da parte di molti ucraini contemporanei, alla “russificazione” imposta dall’Impero russo come forma di assimilazione culturale.


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