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Varco Appennino: l’Appennino Meridionale solido e presente nei volti dei suoi abitanti

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Atlas è il nostro spazio dedicato all’immagine e alla fotografia contemporanee. Ogni settimana raccontiamo un nuovo progetto attraverso una selezione di immagini e contributi degli autori, con un occhio di riguardo a editoria indipendente e autoproduzioni

Vado nei paesi per capire come se la passano. Ma prima ancora ci vado per capire dove sono, sopra una montagna o un altopiano, dentro una valle o in pianura. I paesi parlano, come ogni cosa, e parlano innanzitutto con la geografia. Sono terra da leggere anche se hanno perso molte parole, e da scrivere.
— Franco Arminio

Varco Appennino è un’esplorazione delle aree interne dell’Appennino Meridionale, quelle nascoste, remote, lontano dai luoghi comuni e dalle cronache che spesso caratterizzano questa parte del Paese.

Il lavoro di Simone Donati – già tra i fondatori del collettivo di fotografi documentaristi TerraProject Photographers – è un dialogo con il “Vocabolario Appenninico” del poeta e scrittore irpino Franco Arminio, e si sviluppa a partire dalla frase spesso ripetuta e rivolta anche a me molte volte dagli abitanti dei piccoli borghi che visitavo: ma qui non c’è niente!, perché vieni qui?

Durante la ricerca, iniziata nel 2016 e conclusa a marzo 2020, Simone Donati percorre la catena montuosa che dalla Calabria attraversa Basilicata, Campania e Molise, sino al confine con l’Abruzzo. “Ho lavorato sulla complessità e le contraddizioni contenute in questa frase, in questo “niente” spesso ricco e fertile, dal punto di vista storico e attuale. Un niente di paesaggi e storia, di gesti e intimità, di campagne abitate e lentezza, di edifici incompiuti come melanconiche memorie di sogni falliti.” 

Il lavoro è costruito attraverso un’alternanza di fotografie di paesaggi sospesi, fuori dal tempo ma imponenti, e una serie di ritratti di chi quei territori ancora li vive e li popola perché non se n’è mai andato o perché poi vi è tornato: “Loro: solidi e presenti.” Ai paesaggi e ai ritratti si aggiungono gli interni delle abitazioni, intimi e silenziosi, insieme a ulteriori scorci e paesaggi marginali.

“Dopo molti anni dedicati a documentare i riti collettivi e le grandi manifestazioni sacre e profane di devozione contemporanea per il libro Hotel Immagine, avevo la necessità di tornare alla banalità del quotidiano, fatto di apparente semplicità e continuità con la natura.”

Varco Appennino, libro fotografico sul paesaggio e le persone delle aree interne dell’Appennino Meridionale, è stato scattato tra il 2016 e il 2020 percorrendo la dorsale appenninica nelle regioni di Calabria, Basilicata, Campania e Molise. Curato e disegnato da Fiorenza Pinna, edito da Witty Boos, è ora disponibile in prevendita qui.

BIO

Simone Donati (1977) è nato a Firenze dove vive e lavora. Nel 2005 completa il corso triennale di fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Dopo uno stage all’agenzia Magnum Photos di New York dal 2006 si occupa a livello professionale di fotografia documentaria.

Negli anni 2009-2015 la sua attenzione si è concentrata sulla situazione politica e sociale italiana con la pubblicazione di Hotel Immagine, il suo primo libro autoprodotto. Simone è stato selezionato come uno dei tre finalisti nella categoria ritratto del Sony World Photography Awards e ha ricevuto il 3° posto al Premio Ponchielli con “Welcome to Berlusconistan”. Con Valley of Angels è stato finalista all’OjodePez Award. Le sue fotografie sono esibite in mostre sia in Italia che all’estero e sono pubblicate dalle maggiori riviste italiane ed estere tra cui Der Spiegel, D – La Repubblica, Geo, IL, Internazionale, Io Donna, L’Espresso, Le Monde Magazine, Monocle, Newsweek, Newsweek Japan, Panorama, Sette e Vanity Fair. Simone è uno dei fondatori del collettivo TerraProject, che dal 2006 lavora su tematiche sociali, politiche ed ambientali in Italia ed all’estero. Varco Appennino è il suo ultimo libro per Witty Books.

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