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Il primo giorno dei vaccini in tutta Europa (o quasi)

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Da Roma a Milano, sono iniziate stamattina le prime somministrazioni del vaccino sviluppato da Pfizer e BioNTech. Alcuni stati europei, come Germania e Ungheria, hanno preferito giocare d’anticipo

Ieri il vaccino di Pfizer/BioNTech è arrivato negli stati europei per quello che era stato designato come il primo giorno della campagna vaccinale. In realtà alcuni stati membri hanno bruciato le tappe: Ungheria, Slovacchia e Germania hanno iniziato infatti a somministrare i vaccini con un giorno d’anticipo. In Ungheria, il ministro per le Risorse umane Miklos Kasler ha pubblicato una dichiarazione annunciando che le vaccinazioni erano iniziate a Budapest. In Slovacchia, il ministero della Salute ha pubblicato un post su Facebook annunciando che l’inizio delle vaccinazioni nel capoluogo di regione di Nitra. In Germania, le vaccinazioni sono iniziate in una casa di riposo di Halberstadt, in Sassonia–Anhalt, dove la prima vaccinata è stata una donna di 101 anni. Parlando con la stampa, il ministro della Salute tedesco Spahn ha ammesso che nelle prime settimane della distribuzione ci potrebbe essere qualche problema logistico, ma che si tratta di una cosa normale considerate le complessità da affrontare.

La quantità di dosi ricevute per questa prima tornata di vaccinazioni è stata definita “simbolica,” ma non è la stessa per tutti gli stati membri: ad esempio, la Germania inizia già con 150 mila dosi, mentre l’Italia parte con 9.750. Già a partire da domani, e poi nelle prossime settimane, arriveranno regolarmente altri carichi da diverse centinaia di migliaia di dosi: entro settembre 2021 il nostro paese dovrebbe ricevere da Pfizer poco meno di 27 milioni di dosi, una parte importante, anche se non maggioritaria, del piano che prevede in totale 202 milioni di dosi dei vari vaccini ancora in corso di approvazione.

All’arrivo del vaccino in Italia è stata data molta enfasi mediatica, non senza qualche polemica. Le prime dosi sono arrivate ieri all’Istituto Spallanzani di Roma, direttamente dalla fabbrica Pfizer in Belgio, a bordo di un furgoncino refrigerato scortato dai carabinieri dai carabinieri per evitare furti. Da lì, una parte delle dosi è stata trasportata via terra nei punti di distribuzione a 300 km da Roma, mentre per le aree più lontane — ad esempio la Lombardia — si è provveduto con un trasporto aereo dall’aeroporto militare di Pratica di Mare. Le fasi successive del trasporto e dello stoccaggio saranno meno spettacolari, ma altrettanto delicate, visto che — come è noto — il vaccino di Pfizer ha bisogno di temperature di conservazione intorno ai 70 gradi sotto zero. Tra le principali aziende produttrici di confezioni salvagelo italiane c’è la Gio’Style di Urgnano, in provincia di Bergamo, che ha dovuto fare qualche modifica ai normali contenitori per materiali sanitari, come racconta il Post: “Per trasportare un vaccino normale bastano normali contenitori riempiti di acqua e congelati, come quelli che usiamo da sempre in questo prodotto. Nel caso del vaccino di Pfizer, invece, deve essere utilizzato il ghiaccio secco in pellets.” Ieri l’Aifa ha pubblicato sul proprio sito le linee guida complete per la gestione e la somministrazione del vaccino, incluse le risposte ad alcune delle domande più frequenti.

Le prime somministrazioni sono iniziate questa mattina allo Spallanzani, intorno alle 7.20. “Mi sento benissimo, sono emozionata, ma ancora più che emozionata sono inorgoglita,” ha detto ai giornalisti Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del Laboratorio di virologia e prima in assoluto a ricevere il vaccino. “Spero che questo privilegio sia esteso presto a tutti,” ha aggiunto. A Milano le prime vaccinazioni cominceranno a partire dalle 10.30: i primi sette destinatari sono lavoratori di Niguarda e figure note della sanità milanese, come il virologo e direttore dell’IRCCS Galeazzi Fabrizio Pregliasco. Sempre in mattinata inizieranno le vaccinazioni anche negli altri capoluoghi di regione, come Napoli e Torino. Le prima 9.750 dosi sono state suddivise tra le varie regioni in base alla popolazione: 1.620 dosi in Lombardia, 975 all’Emilia Romagna, 955 al Lazio, 910 al Piemonte, 875 al Veneto.

Il vaccino di Pfizer ha bisogno di un richiamo a distanza di tre settimane: alcune realtà locali hanno ipotizzato di usare solo la metà dei vaccini a disposizione ogni settimana, per tenere da parte quelli necessari ai richiami senza rischiare sorprese. L’ufficio di Arcuri, il commissario deputato alla distribuzione, ha invitato a usare subito tutte le dosi consegnate. I nuovi invii settimanali dovrebbero arrivare ogni lunedì nei 300 punti di distribuzione indicati dalle regioni: circa 450 mila o 470 mila (i dati riportati dai giornali non sono del tutto coincidenti) sono attese già per domani.

E gli altri vaccini?

Le speranze europee per una diffusione efficace del vaccino hanno ricevuto un forte incoraggiamento dall’intervista all’amministratore di AstraZeneca Pascal Soriot, rilasciata al Sunday Times. Soriot ha anticipato i risultati dei nuovi test sul vaccino di Oxford, prodotto dall’azienda, che dovrebbe arrivare a proteggere il 95% dei pazienti e sarebbe “efficace al 100%” nel prevenire i casi più gravi di Covid–19. La notizia, se confermata una volta che saranno disponibili i nuovi dati, cambierebbe drasticamente i prossimi mesi il quadro della campagna vaccinale — la Commissione europea ne aveva pre–ordinato 400 milioni di dosi. Nell’intervista Soriot si è anche detto ottimista riguardo all’efficacia del proprio vaccino contro la variante emersa nel Regno Unito nelle scorse settimane. L’altro vaccino in dirittura d’arrivo è quello di Moderna: già approvato dalla FDA statunitense, sarà esaminato dall’EMA il 6 gennaio.

L’inizio della campagna vaccinale per il resto della popolazione resta ancora abbastanza lontana: difficilmente l’Italia e gli altri stati europei potranno distribuire i vaccini al di fuori delle categorie più a rischio prima della metà 2021. Tre sondaggi pubblicati ieri da Gallup, Pew e dalla fondazione della famiglia Kaiser mostrano segnali molto positivi: una crescita sostanziale delle persone che si dichiarano disposte a vaccinarsi — dal 50% di quest’estate a più del 60. Sono dati relativi al pubblico statunitense, ma che misurano l’efficacia della comunicazione del successo dei test dei mesi scorsi e, più recentemente, la potenza delle immagini delle prime persone che venivano vaccinate.


In copertina: le prime vaccinazioni allo Spallanzani, nelle foto pubblicate su Facebook dal ministro Speranza

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