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In tutta Europa tornano a vedersi i lockdown

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In Francia e in Germania entrano in vigore oggi nuove strette anti-contagio; nei Paesi Bassi ci sarà un lockdown di cinque settimane, mentre Londra e il sudest inglese tornano a chiudere

Il segretario alla Salute britannico Matt Hancock ha annunciato nuove disposizioni di lockdown per tutta Londra e per gran parte del sudest inglese, comprese parti dell’Essex e dell’Hertfordshire. L’aumento di casi in queste zone è stato altissimo, tra il 30% — Londra — e il 36% per il resto dell’Est inglese, contro una media nazionale del 20%. Le misure entreranno in vigore alla mezzanotte di mercoledì e prevedono la chiusura di tutti i ristoranti con l’eccezione dei servizi d’asporto. Tuttavia, i negozi che vendono beni non essenziali potranno comunque rimanere aperti per garantire lo shopping natalizio. Le scuole rimarranno aperte, come già configurato in precedenza nei livelli di lockdown britannici — nessuno dei quali prevede la chiusura totale delle scuole. Nell’annunciare le nuove disposizioni il segretario Hancock non ha specificato quali misure di sostegno economico ci saranno per le aziende colpite dalla chiusura, e finora il governo non si è espresso in modo unitario in proposito.

Hancock ha spiegato che il contagio sta correndo in modo allarmante nel sud dell’Inghilterra anche a causa della diffusione di un nuovo ceppo di Sars-CoV-2, che non presenta caratteristiche più pericolose di quello originale, ma che — sempre secondo il segretario — si diffonderebbe più facilmente. Le autorità britanniche finora hanno identificato più di mille casi causati dal nuovo ceppo del virus in 60 località, principalmente nel Kent. Secondo Ravi Gupta, professore di microbiologia clinica a Cambridge, “è difficile che farà stare le persone più male, ma potrebbe essere più difficile da tenere sotto controllo.” Il direttore esecutivo del programma emergenze dell’OMS Michael Ryan ha commentato che l’Organizzazione è a conoscenza del nuovo ceppo, e ha sottolineato che è assolutamente normale che i virus subiscano mutazioni. Chris Whitty, la massima carica sanitaria inglese, ha confermato che il virus può essere identificato con lo stesso test che riconosce il Sars-CoV-2 e non ci sono indicazioni che facciano pensare che sia resistente ai vaccini sviluppati nel corso di quest’anno: parlando con l’Independent, Andrew Davidson, professore di Virologia all’università di Bristol, spiega che “il vaccino produce anticorpi contro diverse regioni della proteina spike, ed è molto improbabile che un singolo cambiamento possa rendere un vaccino meno efficace. Questo potrebbe accadere col tempo, se avvengono più mutazioni. Succede tutti gli anni con l’influenza, ad esempio.”

Il contagio continua a correre anche nei Paesi bassi, dove i casi giornalieri stanno rapidamente raggiungendo i numeri del picco di fine ottobre: ieri ne sono stati conteggiati 8.496, per un paese di 17 milioni di abitanti. Il Primo ministro Rutte ha annunciato un lockdown d’emergenza di cinque settimane, che scatterà a partire dalla mezzanotte di oggi. Mentre parlava, Rutte ha sbottato contro chi minimizza gli effetti del virus, perché in lontananza si sentivano i fischietti dei manifestanti contrari alle misure anti–contagio. L’annuncio di un lockdown così immediato, ovviamente, si è tradotto in tantissime persone che si sono riversate nelle strade delle città per fare gli ultimi acquisti nei negozi e nei coffee shop prima della chiusura — chiuderanno infatti le scuole, tutti i negozi di beni non essenziali, i musei e le palestre.

Da oggi scattano in Francia le nuove misure più rigide per cercare di limitare il contagio durante il periodo festivo. Giovedì Castex aveva annunciato una nuova stretta, tra cui un coprifuoco tra le 20 e le 6 di mattina, sottolineando come le misure attive nelle settimane precedenti siano riuscite a ridurre il contagio, ma non a livelli soddisfacenti. Durante le festività i cittadini francesi potranno spostarsi liberamente in tutto il paese, nonostante la media di casi giornalieri della scorsa settimana sia rimasta sopra le 12 mila unità — l’obiettivo che Macron aveva dato pubblicamente per metà dicembre era 5.000. Per cercare di limitare il contagio, la Francia sta spingendo verso campagne di testing massiccio: ieri sono iniziati test di massa a Le Havre e a Charleville–Mézières. Parlando con il Journal de Dimanche, il sindaco di Le Havre ed ex primo ministro Philippe ha detto che tutti i residenti della città — 270 mila persone — sono invitate a prendere parte allo screening, ma che spera a stento se ne presenti la metà.

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