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Cosa si è detto nel surreale dibattito tra Trump e Biden

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Quando gli è stato chiesto di condannare il suprematismo bianco, al contrario Trump ha detto ad un gruppo di estremisti violenti di “prepararsi”

Com’è andato il primo dibattito televisivo fra Trump e Biden? Usando le parole della corrispondente della CNN Dana Bash: uno “shitshow.” Come i retroscena avevano preannunciato, Trump è stato iper–aggressivo, cercando di far inciampare Biden e dimostrare la sua fragilità, ma è risultato a sua volta caotico e a volte confuso. Dall’altra parte, Biden ha retto passivamente alle costanti aggressioni di Trump, che continuava a interromperlo. La spiegazione per il suo modo di fare, a conti fatti, è probabilmente la più semplice: Biden è un politico senza nessuna verve e nessun carisma, al punto da fare fatica a spiegarsi con il pubblico — non per niente ha passato tutta la propria carriera nelle retrovie.

Le costanti interruzioni di Trump, in realtà, hanno regalato a Biden l’unico momento memorabile della serata. Dopo venti minuti di puro caos dibattito, Biden ha sospirato, a mezza voce, all’ennesima interruzione del presidente, “Puoi startene zitto?” Il commento esasperato dell’ex vicepresidente ha fatto sorridere molti commentatori e telespettatori, che hanno provato empatia nei suoi confronti.

Parlando di cose serie, Trump è tornato a seminare dubbi sulla legittimità del voto — citando il caso di presupposti brogli in corso a Philadelphia, di cui ovviamente non ci sono prove e incoraggiando la propria base elettorale a continuare le pratiche di intimidazione — e quando gli è stato chiesto di condannare il suprematismo bianco, e specificamente i Proud Boys, un gruppo di estremisti violenti, Trump ha detto di “fare un passo indietro e prepararsi.” Non esattamente una condanna, tant’è che su Parler, un safe space per razzisti che funziona in modo simile a Twitter, alcuni membri dell’organizzazione festeggiavano quello che hanno interpretato come un endorsement, e poco dopo è iniziata a circolare sul social network una versione del loro stemma, circondato dalla citazione del presidente.

Un momento particolarmente basso del dibattito è stato il segmento sulla “giustizia razziale”, inquadrata dal moderatore stesso, Chris Wallace, come una questione securitaria e non sociale. Trump ovviamente ci è saltato dentro, parlando di chi protesta contro la violenza di polizia e il razzismo istituzionale come di “anarchici” e accusando Biden di voler tagliare i fondi alle forze di polizia — quando in realtà anche Biden si è impegnato ad alzarli.

Durante il dibattito si è parlato ovviamente anche di coronavirus. Il presidente è tornato a ripetere le proprie frequenti falsità: i bambini sarebbero, a suo parere, “immuni,” la risposta dell’amministrazione al virus è stata ottima perché sono stati fermati i voli dalla Cina, eccetera. Per colpa del moderatore, ma francamente anche di Biden, non si è detto quasi niente di vero e sostanziale riguardo all’evento che ha sconvolto la vita di tutti — e gli spunti potevano essere molti, ad esempio l’aumento dei casi in Florida, che ha fatto notizia proprio ieri; oppure il continuo stato confusionale delle linee guida dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. Così Trump è uscito largamente indenne da un argomento su cui avrebbe potuto essere attaccato duramente.

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