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Jacob Blake, paralizzato dai colpi di pistola, è ammanettato al proprio letto

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Secondo le dichiarazioni di familiari di Jacob Blake, il giovane padre americano, paralizzato dai colpi di pistola di un agente di polizia, è cosciente, ma è ammanettato al proprio letto d’ospedale

Uno zio di Jacob Blake ha dichiarato CNN che, quando il padre di Blake è andato a trovarlo nell’ospedale dove è in cura, ha trovato il proprio figlio — che è paralizzato, dopo che uno dei colpi di pistola che ha subito gli ha causato gravi lesioni al midollo spinale — ammanettato al letto d’ospedale.

“È aggiungere una beffa al danno,” ha commentato Justin Blake alla tv statunitense. “È paralizzato, non può camminare… e l’hanno ammanettato al letto. Perché?”

La vicenda è stata confermata — sempre attraverso la testimonianza del padre — anche da Andrew Yang, l’ex candidato alle primarie democratiche che ora collabora con il network. “Suo padre ha usato la parola ’incatenato,’“ ha raccontato Yang.

La tensione negli Stati Uniti non potrebbe essere piú alta dopo l’aggressione a Blake, e dopo tre mesi di proteste di Black Lives Matter: durante una conferenza stampa, il capo della polizia di Kenosha ha “spiegato” che non sarebbe morto nessuno se i manifestanti non fossero stati in strada durante il coprifuoco. Insomma, è colpa di chi è stato ammazzato, se si è fatto ammazzare.

Intanto, la convention nazionale repubblicana si è conclusa: Trump ha accettato la nomina a candidato presidente con un discorso delirante lungo 70 minuti — così lungo da essere criticato anche da Fox News — pienissimo di inesattezze e pure menzogne — qui trovate la trascrizione e il fact checking di NPR. La convention si è conclusa confermando il tema centrale dei giorni precedenti: la sfocatura dei confini tra partito repubblicano e stato, tra partito e amministrazione. Trump ha tenuto il proprio discorso su un palco sfarzoso dietro la Casa bianca, e alla fine è stato organizzato uno spettacolo di fuochi d’artificio, compresi dei fuochi che hanno composto le scritte “TRUMP” e “2020.”

Di per sé, il discorso e la strategia di Trump non potrebbero essere più banali: l’obiettivo è inquadrare Joe Biden come un estremista, un volto presentabile abitato dai propri compagni di partito “socialisti.” Trump accusa Biden, ad esempio, di voler tagliare i fondi alla polizia, e di voler approvare una riforma per garantire al paese assistenza sanitaria universale. Entrambe le cose, purtroppo, non sono vere. Fuori dalla Casa Bianca, in Black Lives Matter Plaza, centinaia di persone si sono riunite con fischietti e vuvuzela in una protesta giocosa che sperava di coprire la celebrazione di Trump. Nonostante la protesta fosse più che pacifica — anche perché non aveva i numeri per essere una manifestazione “seria” — la polizia di Washington ha pensato fosse una buona occasione per passare di lì e arrestare qualcuno. Per la giornata di oggi è prevista un’altra manifestazione a Washington, che dovrebbe essere di tutt’altre dimensioni: la protesta — la Get Your Knee Off Our Necks Commitment March— spera di catalizzare i tre mesi di azioni scatenate dall’omicidio di George Floyd, e si tiene in occasione del 57esimo anniversario dello storico discorso di Martin Luther King Jr “I Have a Dream.”

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