fbpx
 

È bruciata parte del Wall of dolls di Milano

https://thesubmarine.it/wp-content/uploads/2020/07/1280px-Wall_of_Doll_Mailand-1280x853.jpg

Nella notte un incendio ha danneggiato diverse bambole e ne ha fatte cadere a terra altre. Non è ancora chiaro se si tratti di un rogo doloso — ma in ogni caso le co–fondatrici della Onlus “Il muro delle bambole” promettono che l’installazione sarà restaurata a breve

Questa notte un incendio ha danneggiato il “Wall of Dolls,” l’installazione contro la violenza sulle donne di via De Amicis a Milano, costruito nel 2014. Da allora l’installazione è diventata un punto di riferimento importante per la città e per chi la visita — grazie anche alla sua posizione centrale, vicino a un popolare luogo di aggregazione come le Colonne di san Lorenzo. La combinazione di bambole appese al muro e progressivamente più consumate dagli agenti climatici, insieme a molte foto di donne vittime di violenza di genere e fiori secchi, descrive in modo cupo ma diretto l’orrore della violenza di genere.

Non è ancora chiaro cosa abbia causato l’incendio, e se si tratti di un rogo doloso. L’incendio è stato denunciato dal titolare di uno dei locali delle Colonne, vicino al muro. Le tre co–fondatrici della Onlus Il muro delle bambole, Jo Squillo, Giusy Versace e Francesca Catollo, in un post confidano “non si tratti di un evento doloso,” aggiungendo però che “se così non fosse i responsabili facciano un passo avanti, chiedano scusa e si adoperino per riparare il danno.”

foto di Fred Romero

“È doloroso vedere devastata dalle fiamme una installazione che ricorda donne che hanno subito violenze, talvolta bruciate e uccise,” hanno aggiunto le tre co–fondatrici.

Il restauro dell’installazione è previsto in tempi brevissimi, in modo che l’installazione, hanno concluso le fondatrici, possa “possa continuare a rappresentare un invito alla riflessione e un simbolo della lotta alla violenza sulle donne.”

in copertina, foto di Fred Romero

Resta nel nostro radar.

Segui the Submarine su Instagram e Twitter,
iscriviti al nostro canale Telegram
o alla nostra newsletter settimanale gratuita.

Share via