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Si può costruire l’Europa a suon di prestiti?

Stretta tra il rigore liberista dei cosiddetti stati frugali e una crisi economica insostenibile, durante il semestre di presidenza tedesco l’Europa deve scegliere se continuare a essere una macchina contabile o diventare una vera comunità

Stretta tra il rigore liberista dei cosiddetti stati frugali e una crisi economica insostenibile, durante il semestre di presidenza tedesco l’Europa deve scegliere se continuare a essere una macchina contabile o diventare una vera comunità

Tra Mes e Recovery Fund, l’Europa è spaccata su quali meccanismi mettere in atto per uscire da quella che si prospetta essere — anzi: che già è — la peggiore crisi economica della storia recente. Il PIL Italiano, secondo le ultime previsioni della Commissione europea, si contrarrà nel 2020 di più dell’11%: la peggiore flessione, anche se di margine, di tutti i paesi dell’Unione.

Ieri Conte si è recato in visita a Madrid, prima destinazione di un tour europeo che lo porterà a incontrare anche Rutte, Merkel e Macron. Il premier spagnolo Sanchez è tra gli alleati più stretti dell’Italia nella richiesta dell’attuazione di un recovery fund — che però resta una montagna ardua da scalare. L’UE, infatti, non riesce a liberarsi dall’influenza tossica dei governi ultraliberisti — definiti “frugali” — del Nord, in particolare di quello olandese e austriaco, contrari a ogni forma di condivisione del debito per raccogliere risorse con cui affrontare la crisi economica.

Il Recovery Fund prevederebbe la condivisione del debito necessario per il rilancio dell’economia, a differenza di come funziona il Mes, che anche nella sua molto vantaggiosa formula per gli investimenti sanitari grava comunque sulle casse dei singoli stati. L’Europa si trova di fronte allo stesso bivio dove è ferma da anni, ma ora non può più aspettare: è possibile pensare di essere una vera e propria comunità se nel momento del bisogno tutto quello che è possibile fare è ricevere dei prestiti — o si potrebbe fare un passo oltre?

È quello che forse si sta chiedendo anche Angela Merkel. Merkel — che resta comunque alla testa di un governo di centrodestra — dovrà cercare di tenere insieme il proprio paese e il continente, in un momento estremamente delicato per l’economia e il futuro politico della comunità europea.

Show Notes

In questa puntata sono con voi: Stefano Colombo @stefthesub e Alessandro Massone @amassone. Per non perderti nemmeno un episodio di TRAPPIST, abbonati su Spotify e Apple Podcasts.

in copertina, grab via YouTube

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