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L’omicidio di Rayshard Brooks ha dato un nuovo impulso alle proteste negli Stati Uniti

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in copertina, foto di Sooraj Saxena, via Twitter

22 giorni dopo dalla morte di George Floyd, le manifestazioni in tutto il paese non si fermano

Le proteste di Black Lives Matter continuano sempre più numerose in tutto il paese: a San Francisco gli attivisti hanno bloccato il Bay Bridge, le manifestazioni a Los Angeles e a New York, tra le altre, sono state catturate in video che mostrano decine di migliaia di persone in strada e in piazza. Protestare continua ad essere molto pericoloso. L’altro ieri sera a Richmond la polizia ha caricato il corteo con un SUV; ieri, in risposta, ancora più persone sono uscite di casa per protestare: la polizia ha effettivamente preso in ostaggio — senza arrestare — una delle organizzatrici della manifestazione, e ha coperto gli attivisti di spray al peperoncino, compresa la giornalista Hannah Eason, che stava riprendendo.

In un thread su Twitter un attivista racconta l’azione a San Francisco, che si è conclusa con l’arresto di almeno una decina di attivisti che stavano protestando pacificamente:

Hannah Eason ha ricostruito la notte di proteste sul Commonwealth Times, il giornale universitario indipendente della Virginia Commonwealth. Dal reportage emergono diversi episodi di abusi di polizia in una sola notte, dall’arresto di una delle organizzatrici “incitamento alla rivolta,” senza cauzione, all’uso di spray al peperoncino in prossimità di minorenni e bambini. La situazione a Richmond è particolarmente volatile dopo l’incidente dell’altro ieri, riguardo al quale la polizia finora ha commentato solo dichiarando che stavano investigando sulla violenza degli attivisti contro il poliziotto a bordo del SUV – e non sulla manovra evidentemente spericolata dell’agente. Il sindaco Levar Stoney ha chiesto che il poliziotto sia sospeso.

Atlanta. L’autopsia di Rayshard Brooks ha confermato che il ventisettenne ucciso due notti fa è morto per due colpi di pistola ricevuti alla schiena, per trauma balistico ed emorragia. La causa della morte indicata dai medici legali è omicidio. Il procuratore della Contea di Fulton ha criticato il comportamento dei due poliziotti, e ha preannunciato che la decisione se avanzare accuse nei loro confronti arriverà mercoledì. Parlando con CNN il procuratore Paul Howard ha commentato l’assassinio con un understatement: “Brooks non sembrava presentare nessuna minaccia, e quindi che la situazione abbia portato alla sua morte sembra irragionevole. Non mi sembra fosse il tipo di conversazione, di incidente, che avrebbe portato alla morte di qualcuno.” La polizia era stata chiamata nel parcheggio del ristorante Wendy’s perché Brooks stava dormendo nella propria macchina nella parte drive–thru. Ieri la polizia ha rilasciato il video girato con la telecamera da divisa di uno dei due agenti, dove è evidente che l’uso della forza da parte degli agenti sia stato completamente fuori luogo. (CW: il video può urtare la vostra sensibilità) Nel corso della notte sarebbero scattati anche i primi arresti per la sollevazione della notte precedente. Considerati gli episodi particolarmente intensi, si tratterà di accuse pesanti: se volete, potete dare una mano contribuendo al fondo di solidarietà per le spese legali.

Ieri era il 74esimo compleanno di Trump, e ovviamente il presidente l’ha passato nel suo golf club in New Jersey. Per concludere bene la propria giornata, Trump si è concesso di attaccare di nuovo la “sinistra radicale” che avrebbe “conquistato” Seattle. Il presidente è tornato ad accusare le amministrazioni democratiche locali di aver reagito con debolezza all’occupazione, che sostiene sia un problema “facilmente risolvibile.” Non è dello stesso parere Carmen Best, la capa della polizia di Seattle, che a Face the Nation ha dichiarato che la polizia sta lavorando in modo “metodico” attorno alla Zona autonoma, e che vuole a tutti i costi evitare di usare la forza contro gli occupanti.

Le proteste continuano anche fuori dagli Stati Uniti: a Berlino migliaia di persone hanno formato una catena umana — a distanza di sicurezza, rimanendo uniti con nastri colorati — che si è estesa per nove chilometri, partendo dalla Porta di Brandeburgo per arrivare fino distretto di Neukölln, dove vivono tantissimi degli immigrati turchi residenti nella città. Sono state registrate proteste più piccole anche in altre città tedesche. In Francia, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, Macron ha parlato alla nazione dall’Eliseo: il presidente francese ha ammesso che “le possibilità di aver successo nella società francese” variano in base all’“indirizzo, il nome, e il colore della pelle delle persone,” e ha promesso di “non accettare compromessi” di fronte a razzismo, antisemitismo e discriminazione. Tuttavia, la disponibilità di Macron si ferma qui, perché il presidente si è detto fermamente opposto alla rimozione di statue che celebrino il passato coloniale del paese, giustificando la propria posizione reazionaria con il falso ragionamento di non voler “cancellare la Storia.”

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