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Silvia Romano è libera. Lo ha comunicato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ringraziando “i nostri servizi di intelligence” per l’operazione. “Silvia, ti aspettiamo in Italia!!”

Silvia Romano era stata rapita il 20 novembre 2018 a Chakama, in Kenya, e da allora si erano inseguite molte voci sul suo stato di salute e sulla sua posizione esatta. Per un periodo di tempo si era speculato su un suo trasferimento in Somalia da parte dei rapitori — ma non era arrivata nessuna notizia certa.

Nel corso di quest’anno e mezzo è stato impossibile combattere la sensazione che Romano non fosse una priorità politica per il governo. L’ex parlamentare Giuseppe Civati è stato al contrario sempre estremamente attivo nel chiedere un maggior impegno da parte del governo. Lo scorso novembre Irene Dominioni gli aveva fatto qualche domanda, in particolare sulla necessità di maggiore trasparenza sul progresso delle indagini: “Quando le vicende non vengono raccontate è facile che proliferino versioni quantomeno inaccurate.”

Romano era partita come volontaria per l’associazione Africa Milele, all’epoca finita sotto accusa per avere lasciato la volontaria da sola nel villaggio di Chakama. La presidente dell’associazione, Lilian Sora, aveva parlato per la prima volta con la stampa solo lo scorso novembre, ai microfoni di Rai News, per fornire la propria ricostruzione di quello che era successo la sera del sequestro. Sora aveva chiarito che la Onlus ha mantenuto un profilo basso “perché ce lo hanno chiesto le istituzioni e la famiglia,” che rivendica anche la preparazione di Romano.