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Due stragi di migranti nel giro di 24 ore

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in copertina un salvataggio di Open Arms, foto di @campsoscar, 10 gennaio 2020, via Twitter

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Almeno 11 migranti sono morti in seguito a un naufragio nel mare Egeo, al largo delle coste turche occidentali. Otto di loro erano bambini. È la seconda strage nel giro di un solo giorno: sempre ieri, un’imbarcazione con 50 persone a bordo è affondata nel mar Ionio, al largo di Paxos, causando la morte di 12 persone. Erano probabilmente dirette in Italia. (DW)

Nel Mediterraneo centrale la situazione non va tanto meglio: ieri Alarm Phone ha denunciato, citando la testimonianza di un migrante in pericolo su una barca nel porto di Tripoli, che la “Guardia costiera libica” avrebbe sparato a un uomo e gettato il suo corpo in acqua:

La notizia non è confermata, ma non sarebbe la prima volta: a settembre un uomo proveniente dal Sudan è stato ucciso a Tripoli poco dopo lo sbarco, quando i miliziani hanno aperto il fuoco per impedire che i migranti deportati fuggissero. Anche in questo caso, l’omicidio sarebbe avvenuto perché i migranti si rifiutavano di sbarcare in Libia. (Euronews, 20/09/2019 / Twitter)

Anche l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha denunciato la difficile situazione nel porto di Tripoli, salvo poi annunciare, laconicamente, che tutti i migranti “sono stati fatti sbarcare e portati in un centro di detenzione”. (Twitter)

Sea-Watch invece ha denunciato i ritardi nei soccorsi da parte delle autorità maltesi: venerdì la nave ha raggiunto un’imbarcazione in difficoltà, in mezzo al mare da giorni, senza che nessuno intervenisse — nonostante Malta si fosse impegnata a trasbordare i migranti sui propri mezzi. A bordo della nave della Ong tedesca ci sono 119 persone, salvate tra giovedì e venerdì. (Twitter / il Fatto Quotidiano)

Quasi lo stesso numero di persone (118) è a bordo della nave spagnola Open Arms. Entro breve, entrambe le navi dovranno cercare di ottenere dalle autorità italiane o maltesi un porto di sbarco. (Twitter)

Ma la guerra del governo italiano contro le Ong non si è mai davvero fermata: mentre le modifiche promesse ai decreti sicurezza tardano ad arrivare, continuano a fioccare le multe contro i comandanti delle navi che hanno infranto il divieto di ingresso in acque territoriali: l’ultima è stata comminata a Claus-Peter Reisch, comandante della Marie Eleanor di Lifeline, sequestrata dal 1° settembre nel porto di Pozzallo. (la Repubblica)

Intanto, sul campo della guerra civile libica qualcosa si muove: le forze del generale Haftar hanno annunciato ieri un “cessate il fuoco condizionato,” che include anche la capitale Tripoli, a partire dalla mezzanotte di oggi. I portavoce della Libyan National Army hanno fatto sapere che la tregua — che di fatto rappresenta il frutto dell’accordo tra Erdogan e Putin — sarà rispettata solo se anche la controparte la rispetta. (Al Jazeera)

Il cessate il fuoco avvantaggia soprattutto il governo di al-Serraj, che quindi probabilmente ne rispetterà volentieri i termini, ma è ancora presto per giudicare gli esiti dell’accordo. Oggi lo stesso Serraj dovrebbe incontrare Erdogan a Istanbul.

Anche Conte, finalmente, dopo il pasticcio diplomatico di due giorni fa, è riuscito a incontrare il capo del governo di Tripoli. In tre ore di colloquio a Palazzo Chigi, Sarraj ha detto che apprezza i tentativi di mediazione da parte di Russia e Turchia, ma che la sua condizione è il ritiro immediato delle forze di Haftar. (la Repubblica)

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Mondo

Centinaia di persone sono scese in strada a Teheran per protestare contro Khamenei e i responsabili del tentativo di insabbiamento dell’abbattimento del volo PS752. Nel corso della giornata è stato arrestato per un breve periodo l’ambasciatore britannico in Iran Rob Macaire, con l’accusa di “incitare” i manifestanti fuori dall’università Amir Kabir. (Al Jazeera)

Trump ha twittato in supporto alle proteste, complimentandosi per il “coraggio” dei contestatori e lanciando un monito contro il governo iraniano, per evitare “un altro massacro di contestatori pacifici.” (Twitter)

La famiglia reale dell’Oman ha annunciato di aver rispettato le volontà di Qabus per la sua successione. Il nuovo sultano è il cugino Haitham bin Tariq, già ministro della Cultura e presidente della federazione calcistica del paese, e non Asad bin Tariq, altro cugino e ministro degli Affari esteri, il cui nome era stato rimbalzato sui media nel corso della giornata di ieri. (Middle East Eye)

Il partito laburista maltese ha eletto come proprio leader Robert Abela, dopo il ritiro di Joseph Muscat, coinvolto nelle indagini sull’ømicidio di Daphne Caruana Galizia. Abela ha sconfitto il proprio avversario, Chris Fearne, vice primo ministro e ministro della Salute, che era stato dato come vincitore assicurato — ma non per questo rappresenterà una fase di discontinuità. Abela sarà nominato Primo ministro nei prossimi giorni. Fearne, invece, si è dato alla macchia, probabilmente profondamente deluso dalla sconfitta. (Times of Malta)

I terremoti a Porto Rico non si fermano. Ieri la terra è tornata a tremare in una scossa di magnitudo 5,9. Le scosse continuano initerrotte da 15 giorni, e nell’ultimo mese ci sono stati 1441 terremoti. L’accesso alla corrente elettrica resta completamente incostante e alcune parti dell’isola non hanno più avuto corrente da martedì scorso. Dall’amministrazione statunitense, ovviamente, nessun aiuto, nessuna assistenza, nemmeno un tweet. (the New York Times / Twitter)

(Gli Stati Uniti devono a Porto Rico ancora 18 miliardi di dollari di sostegno per gli uragani del 2017, senza parlare delle necessità contemporanee.) (the Washington Post)

Dopo cinque settimane di protesta, si apre uno spiraglio di vittoria per i lavoratori francesi: il primo ministro Edouard Philippe ha scritto una lettera ai sindacati in cui si dichiara pronto a ritirare l’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni per tutte le categorie. Le concessioni del governo sono arrivate nel corso di una nuova mobilitazione nazionale e generale. A Parigi si sono registrati di nuovo numerosi casi di violenza di polizia, con cariche e uso di gas lacrimogeno. (France 24)

Con il 57% dei voti, Tsai Ing–wen è stata confermata presidente di Taiwan. La sua vittoria garantisce che le tensioni tra Cina e Stati Uniti sullo status dell’isola continueranno come negli scorsi anni. È difficile immaginare che Pechino si lanci in operazioni sconsiderate che potrebbero complicare ulteriormente le proprie relazioni con Washington, ma gli osservatori attendono nuove pressioni sui paesi che riconoscono la legittimità di Taiwan. (South China Morning Post)

Crisi climatica

Un altro vigile del fuoco è morto nello stato del Victoria, ucciso da un albero caduto mentre cercava di contenere un incendio presso Omeo. A livello nazionale, il bilancio delle vittime degli incendi del bush sale così a 27. (the Guardian)

Intanto, il primo ministro Scott Morrison ha proposto una commissione di inchiesta nazionale sulla gestione dell’emergenza. (Reuters)

Italia

Vittoria o sconfitta in Emilia, nel Partito democratico di Zingaretti sono iniziati i lavori per la fase successiva: un congresso a tesi — da tenere quest’estate, o al più tardi in autunno — per ricostruire i ponti con società civile, sincadati e mondo ambientalista, che negli ultimi anni si erano profondamente logorati. Sul tavolo c’è un cambio di nome ma non è quello il problema del partito. (HuffPost)

Tra le carte del processo di Torino a Salvini, per vilipendio all’ordine giudiziario, c’è anche una condanna per aver violato la legge Mancino che l’ex ministro dell’Interno aveva ricevuto come decreto penale per i cori razzisti antinapoletani alla festa di Pontida del 2009. La scena era stata ripresa in video con un cellulare ed era finita su internet, ma non era mai emersa la notizia del decreto penale di condanna. (Cronaca Qui)

A proposito: Liliana Segre ha rifiutato l’invito di Matteo Salvini per partecipare al congresso “le nuove forme dell’antisemitismo” organizzato dalla Lega per il prossimo 16 gennaio a Roma. La risposta della senatrice a vita è stata tranchant: “Ritengo che non si debba mai disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla più generale ripulsa del razzismo e del pregiudizio che cataloga le persone in base alle origini, alle caratteristiche fisiche, sessuali, culturali o religiose.” (Fanpage)

Continuano a rincorrersi le voci di un passo indietro di Di Maio dalla guida del Movimento 5 Stelle, diffuse ieri anche dal Fatto Quotidiano. Forse per par condicio, sul Fatto trovate anche una lettera di Alessandro Di Battista in cui il deuteragonista del Movimento rinnova il proprio sostegno a Di Maio, ribadendo il proprio scetticismo verso il governo col Pd, ma definendo “vili e scomposti” gli “attacchi” subiti dal capo politico per il proprio lavoro alla Farnesina. (il Fatto Quotidiano)

Milano

Studenti e pensionati provano a unirsi contro il caro affitti, con un programma di coabitazione contro povertà e solitudine, “Prendi in casa uno studente.” (la Repubblica Milano)

Cult

Guarda la demolizione controllata di uno dei due grattacieli del complesso di appartamenti di lusso di Maradu, nello stato indiano del Kerala. La Corte suprema indiana aveva ordinato la demolizione quattro mesi fa, per il mancato rispetto di alcune regolamentazioni edilizie. (video su Twitter / Hindustan Times)

Quante volte vi capita di pensare che la realtà ha superato anche la più grottesca finzione? Pensate quanto se la deve passar male William Gibson, che ha dovuto riscrivere buona parte del suo ultimo libro — Agency, in uscita — dopo l’elezione di Donald Trump. (the Guardian)

Sì, siamo nel 2020 ma c’è ancora un sacco di gente che gioca a Pokémon Go — e anzi, per il videogioco il 2019 è stato l’anno più redditizio di sempre. (Gizmodo)

Gif di LookHUMAN.

Culto

Contro tutti gli sgomberi: le quattro suore rimaste nel monastero della Santissima Annunziata delle domenicane di clausura di Marradi (Firenze) non hanno nessuna intenzione di lasciare il proprio convento, da cui, per volontà dell’ordine, dovrebbero essere “sfrattate.” (ANSA)

Gif di Chavesfelipe

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