Sulla Libia la posizione ufficiale italiana è: l’ipocrisia

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in copertina, foto via Twitter

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La ministra dell’Interno Lamorgese ha riferito ieri alla Camera sul “memorandum” tra Italia e Libia, annunciando la disponibilità di Tripoli a rivedere i contenuti dell’accordo. Le modifiche dovrebbero riguardare il “miglioramento” di quelli che la ministra, eufemisticamente, chiama “centri di detenzione,” “con l’obiettivo di una loro graduale chiusura per giungere a centri gestiti dalle agenzie dell’Onu.” (ANSA)

Parlando in un freddo burocratese e senza mai staccare gli occhi dal foglio, Lamorgese ha rivendicato gli effetti del memorandum, citando il calo delle partenze dalla Libia e la diminuzione del numero dei morti in mare. È la stessa mistificazione che proponeva il suo predecessore Salvini, basata sull’occultamento di due piccoli dettagli: il prezzo a cui vengono impedite le partenze (detenzioni arbitrarie, torture, deportazioni); il drastico aumento della mortalità sulla rotta mediterranea, dovuto all’assenza di un adeguato sistema di soccorsi. (YouTube / Amnesty)

Dall’esagerazione sull’efficacia dei corridoi umanitari a quella sul reale potere delle agenzie dell’Onu nell’impedire torture e violenze, l’informativa della ministra è stata piena di mezze verità e informazioni fuorvianti. Un thread di Luca Misculin. (Twitter)

L’intervento non è piaciuto a Leu, che chiede la chiusura immediata dei centri di detenzione in Libia, l’evacuazione dei migranti e il ripristino di un piano di salvataggio nel Mar Mediterraneo. Non risulta però che il partito sia disposto a ritirare il proprio appoggio al governo e il proprio ministro (Speranza) qualora queste condizioni non fossero soddisfatte. (il Fatto Quotidiano)

Né risulta che Orfini — che ha parlato di “intervento imbarazzante e ipocrita” — abbia intenzione di lasciare il Pd.

Nel mondo reale, intanto, la situazione dei migranti reclusi nei lager libici è un’emergenza umanitaria di cui tutta l’Europa è responsabile. Le indagini sul bombardamento del centro di detenzione di Tajoura, che ha causato 53 morti lo scorso luglio, indicano la possibile responsabilità di una forza straniera — forse gli Emirati Arabi Uniti — e non, come si pensava inizialmente, delle forze del generale Haftar. (BBC News)

Tre giorni fa, racconta la giornalista Sally Hayden, decine di persone sono state cacciate da un centro di detenzione in seguito a una protesta. Non hanno ricevuto nessun aiuto da parte dell’UNHCR, che anzi avrebbe offerto loro dei soldi per andarsene. I detenuti in un altro centro gestito dall’UNHCR, invece, non avrebbero ricevuto cibo per sei giorni. (Twitter)

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Mondo

Israele ha finalmente liberato due cittadini giordani, Hiba al-Labadi, di 24 anni, e Abdul Rahman Miri, trentaduenne, dopo averli trattenuti in arresto per mesi senza nessuna accusa. Entrambi i giovani sono di origini palestinesi ed erano entrati nel paese per festeggiare due matrimoni. Lo scorso 24 settembre al-Labadi aveva iniziato uno sciopero della fame per denunciare di essere stata vittima di torture; Miri è rimasto in carcere per più di due mesi, nonostante sia malato di cancro. (Al–Araby Al–Jadeed)

Iraq. Sofia Barbarani ci porta dentro il “Turkish Restaurant,” una palazzina che ospitava un ristorante panoramico in centro a Baghdad abbandonata in seguito ai bombardamenti statunitensi del 2003, e che da allora è rimasto inutilizzato — fino a poche settimane fa, quando gruppi di attivisti l’hanno trasformato in uno dei quartieri generali delle proteste contro il governo. Secondo gli attivisti, l’occupazione della struttura è particolarmente vitale, perché a inizio ottobre era stato uno dei punti da cui le forze di sicurezza avevano ucciso con l’uso di cecchini diversi contestatori. (Al Jazeera)

Malgrado il tradimento statunitense del Rojava, il generale Mazlum Kobane ha confermato che le Forze democratiche siriane riprenderanno a collaborare con l’esercito statunitense per proteggere i campi petroliferi del paese. Si tratta di un primo tentativo di avviare nuove operazioni contro le milizie rimaste fedeli allo Stato islamico, dopo la sospensione delle operazioni causate dall’invasione turca — che, per stessa ammissione di un funzionario statunitense che ha parlato con Jack Detsch, è avanzata nel territorio siriano più di quanto avesse previsto il Pentagono. (Al–Monitor)

Burkina Faso. Sono state uccise 37 persone in un’imboscata a un convoglio di una azienda mineraria canadese. Si tratta dell’attacco di matrice jihadista più violento degli ultimi cinque anni nel paese. Oltre ai 37 morti ci sono 60 feriti. Secondo il governo del paese si tratta di un “attacco complesso” — due mezzi militari sono stati colpiti con esplosivi, mentre miliziani aprivano il fuoco sui veicoli civili. (AFP)

L’idea di stato di Donald Trump: un report di Carol D. Leonning, Matt Zapotosky e Josh Dawsey rivela che il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al procuratore generale Barr di indire una conferenza stampa in cui sostenesse che durante la telefonata con Zelensky non aveva infranto nessuna legge. Barr alla fine ha rifiutato. Non è la prima volta che Trump cerca di trasformare il ruolo del procuratore generale in quello dell’avvocato personale della Casa bianca. Nelle scorse settimane, invece, il dipartimento di Giustizia ha preso leggermente le distanze dall’amministrazione. (the Washington Top)

Il governo del “centrista” Macron ha annunciato che saranno introdotte quote massime per i lavoratori extracomunitari. Come se non bastasse, il governo conta di tagliare l’accesso al sistema sanitario per chi non ha un permesso di soggiorno, e si prepara a una lotta contro l’Europa per ridefinire i confini del diritto d’asilo. “Riprendere il controllo delle nostre politiche sulla migrazione significa combattere gli abusi del diritto d’asilo, contro le migrazioni illegali.” Indovinate: questa frase l’ha detta Marine Le Pen o Edouard Philippe, Primo ministro del governo? (BBC News)

Tra oggi e domani non partiranno 1300 voli Lufthansa, la maggioranza in partenza dalla Germania: il sindacato indipendente del personale di bordo Ufo (we stan) ha organizzato 48 ore di sciopero per sbloccare il negoziato con l’azienda, che finora si è rifiutata di discutere aumenti e migliori condizioni di lavoro per i propri dipendenti. (DW)

Italia

Centinaia di persone sono scese in piazza ieri a Centocelle per esprimere solidarietà alla Pecora elettrica, la libreria antifascista distrutta da un nuovo incendio doloso. Avrebbe dovuto riaprire ieri, dopo un primo incendio che l’aveva distrutto lo scorso 25 aprile e una campagna di crowdfunding che ne aveva permesso la ricostruzione. (Fanpage Roma)

“Cari amici, siamo ancora molto scossi e ci prendiamo qualche giorno per pensare,” hanno scritto su Facebook i due proprietari della libreria, ringraziando per il supporto ricevuto.

Ma a chi dà fastidio La Pecora elettrica? La matrice politica dell’attentato non è l’unica pista seguita dagli inquirenti: secondo i commercianti della zona, la responsabilità è da attribuire ai gruppi criminali che gestiscono lo spaccio nel quartiere, e che prendono di mira i presidi di socialità e, in generale, i negozi che restano aperti la sera. Di recente, nella stessa via, è stata incendiata anche una pizzeria. (HuffPost / Corriere della Sera)

Giuseppe Conte è emerso dal Cdm dedicato all’emergenza Ilva dicendo che si tratta di “una vertenza che sta particolarmente a cuore al governo.” Il premier ha dichiarato il governo ha proposto lo scudo legale, ma che Mittal ha rifiutato. All’azienda interessa tagliare 5000 posti di lavoro, perché “con i livelli di produzioni non sono sostenibili gli investimenti.” Conte ha sottolineato: “per noi è inaccettabile.” (la Repubblica)

Conte ha chiesto a Lakshmi Mittal e a suo figlio di aggiornarsi tra massimo due giorni per una nuova proposta: “al momento la via concreta è il richiamo alla loro responsabilità.” La questione per il governo è relativamente semplice: Lakshmi Mittal ArcelorMittal non sta rispettando il contratto aggiudicatosi dopo una gara pubblica. Fonti di ANSA nel governo dicono che “praticamente siamo già in causa.” La situazione è così emergenziale che in molti nel governo si sono già rassegnati che la soluzione non sia che l’azienda resti, cercando “strade alternative.” (ANSA)

Due carabinieri sono stati assegnati alla protezione personale di Liliana Segre: il problema della tutela della senatrice a vita sopravvissuta ai campi di sterminio era discusso da tempo, ma nelle scorse settimane era emerso un aumento drastico delle minacce ricevute — fino a 200 messaggi che incitavano all’odio razziale al giorno. Già lo scorso anno era stato aperto un fascicolo sotto il coordinamento del pool antiterrorismo per le minacce che aveva ricevuto. (Fanpage)

Internet

Tutto a posto a Twitter: il dipartimento di Giustizia statunitense ha accusato due ex dipendenti dell’azienda, entrambi con ruoli di rilievo nella gestione del servizio, di essere funzionari infiltrati dell’Arabia Saudita, inseriti in Twitter per ottenere informazioni su dissidenti sauditi. (the New York Times)

(Lo scorso 30 settembre Ian Cobain di Middle East Eye aveva denunciato la presenza di un agente della divisione alla guerra psicologica dell’esercito britannico tra i manager di Twitter.) (Middle East Eye, 30/09/19)

Cult

Parliamone: la Mona Lisa vale veramente la rissa in cui ci si deve immergere al Louvre? Tutti i giorni passano davanti all’opera di Leonardo 30 mila persone — un crescente problema di sicurezza per il museo, oltre a essere un ostacolo ad altre attività educative che si potrebbero organizzare. Jason Farago sostiene sia giunto il momento di spostarla, in un pezzo di opinione cattivissimo e divertentissimo, in cui il critico descrive l’opera come “la Kim Kardashian della ritrattistica italiana: molto attraente ma solo moderatamente interessante; (…) un’opera la cui celebrità oscura così tanto la sua importanza che nessuno si ricorda perché sia diventata famosa.” (the New York Times)

Quanto è complesso il sistema tributario brasiliano? Un po’: le regole sono lunghe 41266 pagine. Quante sono 41266 pagine? Più o meno equivalgono a 7,5 tonnellate, più di un elefante; un foglio sopra l’altro sono più di 2 metri di carta — più alto di LeBron James. E ora il governo Bolsonaro vuole metterci le mani dentro. (Bloomberg Businessweek)

State per leggere la “notizia” più bella che avete mai letto: Marc Abell, fondatore di Colorado Bigfoot, un’azienda che cerca prove dell’esistenza di Bigfoot, stava filmando delle scie aeree che riteneva fossero scie chimiche quando, sostiene, ha catturato nel video anche un Ufo che inseguiva gli aerei. (Mysterious Universe)

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