Joe Biden resta il candidato più inadeguato del Partito democratico statunitense

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in copertina, grab via ABC

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Il terzo dibattito tra i candidati alle primarie democratiche — il primo in cui hanno potuto partecipare tutti insieme — era fondamentale per i candidati “di taglia media,” che potevano sperare di ricevere l’attenzione del pubblico sintonizzato per ascoltare nomi più grossi. Non è andata bene a Kamala Harris, ma il momento meme della serata l’ha fornito Andrew Yang, che nei mesi scorsi ha fatto del reddito universale di base il punto centrale della propria campagna. Alla ricerca di maggior copertura mediatica, nel mezzo del dibattito Yang ha annunciato che userà 120 mila dollari di fondi del proprio comitato elettorale per pagare mille dollari al mese per un anno a dieci famiglie scelte tra chi gli scriverà sul suo sito internet. Pensavate di seguire un evento politico, invece era una lotteria! (Politico)

Per fortuna nel corso del dibattito ci sono stati anche interventi seri: Sanders ha sfruttato una domanda sul Venezuela per difendere la propria visione socialista; Warren ha presentato un caso inattaccabile per la sanità pubblica; Castro ha saputo criticare la gestione del confine di Obama; e lo stesso Yang ha saputo inquadrare perfettamente la fatica delle famiglie migranti, raccontando la storia della propria. La lista completa dei migliori interventi, trascritti, su Vox. Noterete un cospicuo assente: Joe Biden. (Vox)

È impossibile prevedere chi vincerà le primarie, ma è evidente chi ha “vinto” la serata, e in generale questa fase della sfida: Elizabeth Warren, la cui pioggia di proposte dettagliate negli ultimi mesi ha interamente dato forma al dibattito politico interno al Partito democratico. Warren, dopo una partenza faticosa, ha assunto una figura centrale nella campagna, “semplicemente” lavorando più di tutti, presentando più piani politici, incontrando più persone in giro per gli stati. (BuzzFeed News)

Il candidato più ambizioso, nonostante l’età oggettivamente avanzata, resta Bernie Sanders. Poche ore prima del dibattito, il suo comitato elettorale ha diffuso la propria adesione alle richieste del movimento Food & Water Action, che chiede la sospensione delle attività di fracking, dell’export di petrolio e della costruzione di nuove infrastrutture per l’estrazione petrolifera. Sanders è il primo dei candidati democratici a schierarsi ufficialmente con il movimento: si tratta di una posizione diametralmente opposta a quella dell’attuale amministrazione, in cui il ministro dell’interno Bernhardt e l’amministratore dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente Wheeler sono evidentemente collusi con l’industria del fracking. (Common Dreams)

Warren e Sanders erano i due candidati nel mirino di Biden, che come in precedenza ha fatto abbondante uso della retorica per cui i socialisti dovrebbero fare paura, per qualche ragione. Sempre lucido, il candidato favorito ha chiamato Sanders “presidente” invece che “senatore.” (USA Today)

Secondo i sostenitori di Biden l’attenzione ai suoi continui errori e confusioni è mal riposta: Biden non è vecchio, è un veterano. OK, però, se possiamo permetterci di dare un consiglio a Ryan Lizza, uno dei suoi consiglieri più importanti, noi non scriveremmo su Politico che il problema non è che Biden è troppo vecchio, ma che i giornalisti sono troppo giovani. (Politico)

Ma il problema non è l’età infatti: il problema è la sua debolezza come candidato. Al dibattito gli è stata ripetuta la stessa identica domanda che gli era stata rivolta il 31 luglio: come si approcciava all’eredità dei rimpatri di massa di Obama, e perché l’elettorato ispanico dovrebbe fidarsi di lui. Biden non era riuscito a rispondere allo scorso dibattito, e non c’è riuscito nemmeno questa volta. (Los Angeles Times)

Poco dopo, Biden ha preso un’altra grave sbandata parlando dell’eredità dello schiavismo nella società statunitense:

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Mondo

Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme per le condizioni in Somalia, dove, a causa della peggiore siccità registrata dal 2011, ci sono circa due milioni di persone a rischio di morte di fame. Altre quattro milioni di persone si troveranno in difficoltà nel trovare cibo. Lo stato somalo, indebolito da decenni di conflitto, è ora uno dei casi più preoccupanti degli effetti del cambiamento climatico: il paese vede quasi esclusivamente alternarsi periodi di siccità estrema con piogge torrenziali che causano allagamenti e distuggono quel poco di raccolto che si era riuscito a far sopravvivere. (Al Jazeera)

Il movimento di protesta del Sudan è tornato a occupare le strade circostanti al palazzo presidenziale di Khartoum. Ora che il governo è stato formato, sostengono, non ci sono più scuse per non avviare una vera indagine sui responsabili della strage del Ramadan. Ma Mohamed Hamdan Daglo, leader dei paramilitari delle Rapid Support Forces, ritenuto il mandante della strage, conserva ancora la propria posizione di potere anche nel nuovo consiglio governativo. (Al–Araby Al–Jadeed)

Sono almeno due i morti causati dalla tempesta che ha travolto la regione di Valencia, in Spagna. L’automobile delle due vittime, un fratello e una sorella di 61 e 51 anni, è stata travolta nell’alluvione, che sta colpendo molte città della zona mediterranea. Secondo l’agenzia meteorologica spagnola si tratta della perturbazione peggiore a interessare il paese degli ultimi 13 anni. (El País)

Lo speaker dei Comuni John Bercow è sul piede di guerra: dopo aver preannunciato le proprie dimissioni dopo il 31 ottobre, ha dichiarato ieri che è pronto a infrangere qualsiasi regola e tradizione parlamentare pur di impedire a Boris Johnson di ignorare la volontà della Camera e uscire dall’Unione europea ignorando la legge. Un buon modo per misurare il livello di crisi di sistema del Regno Unito: lo speaker ha proposto che forse servirebbe avere una costituzione scritta per fermare le “pratiche esecutive illecite.” (the Guardian)

Oggi Parigi sarà ferma, probabilmente bloccata nel traffico. I dipendenti del trasporto pubblico della RATP si sono organizzati nel più grande sciopero della loro categoria dal 2007. La mobilitazione è contro la riforma delle pensioni, un punto tradizionalmente delicato della politica francese. La Francia è il paese del blocco europeo dove è possibile andare in pensione più giovani — con pensioni marcatamente più basse di quelle italiane, ma non da povertà come quelle tedesche. Nel paese ci sono quarantadue sistemi pensionistici paralleli da riformare. Una delle promesse elettorali chiave di Macron, con cui è riuscito a intercettare voto trasversale, era stata quella di non fare proprio questa riforma. Sembra che le proteste stiano funzionando: il Primo ministro Philippe ha annunciato che il governo si prenderà il suo tempo per disegnare la riforma. (France 24 / Reuters)

La Prima ministra neozelandese Jacinda Ardern non si ferma: il governo presenterà oggi in Parlamento una legge per restringere ulteriormente i limiti del porto d’armi, sei mesi dopo la strage di Christchurch. La legge prevede la formazione di un registro di tutte le armi in circolazione e dimezza la durata della licenza d’armi, che dovrebbe essere rinnovata ogni cinque anni invece che dieci. Inoltre, introduce l’obbligo per i medici di segnalare le persone che sono in possesso di armi e sono affetti da problemi di salute mentale. Quante leggi complicate, quando potrebbe essere semplicemente illegale detenere armi da fuoco. (DW)

Italia

Continua la strage delle morti sul lavoro: ad Arena Po, in provincia di Pavia, quattro persone, tutte di origine indiana, sono morte annegando in una vasca per la raccolta di liquami agricoli. Sulla dinamica dell’incidente sta indagando la procura di Pavia. (il Giorno)

Aggiornamenti quotidiani sulla discontinuità del governo rispetto alle politiche di Salvini: ancora niente. La nave Ocean Viking, con 82 naufraghi a bordo, sta ancora navigando tra Lampedusa e Malta in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro. (la Repubblica)

Ieri Conte ha convocato a Palazzo Chigi un vertice con i ministri Lamorgese, Di Maio, Guerini, De Micheli e Franceschini, al termine del quale è stata comunicata la “forte adesione” da parte dell’Unione europea al meccanismo di redistribuzione suggerito dall’Italia (che ancora non è chiaro in cosa si distingua da quello già concordato mesi fa tra Francia e Germania). La Commissione ha ricevuto la richiesta di coordinare direttamente la ripartizione dei naufraghi, e Zingaretti — che due sere fa diceva che la nave doveva sbarcare “senza se e senza ma” — si è accontentato delle buone intenzioni. (il Fatto Quotidiano / TGCOM)

Il governo vuole lavorare soprattutto sugli accordi bilaterali con i paesi membri più “volenterosi,” a partire dalla Germania, per fare in modo che i trasferimenti vengano decisi preventivamente in tempi rapidi, ma per il momento la sostanza resta questa: si continua a trattare con la Ue sulla pelle di migranti tenuti in ostaggio in mezzo al mare. (Corriere della Sera)

Intanto, la chiesa evangelica tedesca ha annunciato che invierà nel Mediterraneo una propria nave per svolgere operazioni di ricerca e soccorso. (Fanpage)

Oggi il nuovo ministro dell’Economia Gualtieri esordisce all’Ecofin a Helsinki, dove dovrà sondare le intenzioni degli alleati europei in vista di una manovra economica da circa 17 miliardi. Intervistato da Repubblica, Gualtieri traccia per sommi capi le differenze con il governo precedente (“loro erano il governo della flat tax e dei minibot, noi degli asili nido”), ribadendo l’intenzione di bloccare l’aumento dell’Iva, lasciare Quota 100 fino a scadenza e mantenere il Reddito di cittadinanza, che però “può migliorare.” (Corriere della Sera / la Repubblica, dietro paywall)

Di certo, gli scenari economici del continente non sono rosei. Anche per questo, prima di consegnare il testimone a Christine Lagarde, il governatore della BCE Mario Draghi ha deciso di tagliare i tassi di interesse e rilanciare il Quantitative Easing per 20 miliardi al mese. (il Fatto Quotidiano)

Dopo una notte di trattative tra Pd e M5S, la partita su viceministri e sottosegretari non è ancora chiusa: alle 9:30 è stata convocata una nuova riunione del Cdm da cui dovrebbe uscire la lista definitiva dei 42 nomi mancanti dalla squadra di governo. (ANSA)

Milano

È stato cancellato, di nuovo, il murale in memoria di Dax realizzato lo scorso marzo in Darsena. È la quinta volta che il murale viene cancellato (altre fonti dicono addirittura 16), ma gli attivisti promettono che sarà rifatto. Il Comune si è giustificato dicendo che la Darsena è sottoposta a vincolo paesaggistico — in seguito alle proteste, il sindaco Sala ha detto che si impegnerà a trovare uno spazio definitivo per ospitare un nuovo murale. (Radio Onda d’Urto / la Repubblica Milano)

Cult

È morto il fotografo Charlie Cole, autore della foto del “rivoltoso sconosciuto” davanti alla colonna di carri armati in piazza Tienanmen, l’immagine più famosa delle proteste del 1989. (BBC News)

I resti di un uomo scomparso nel 1997 sono stati ritrovati in un lago in Florida grazie a Google Earth. (the Guardian)

Scienza

Quanta saliva produce ogni giorno un bambino di cinque anni? La risposta apparentemente è: mezzo litro. Lo ha misurato questo team di ricercatori giapponesi, la cui ricerca ha meritato un “premio” Ig Nobel, il premio–scherzo più ambito dagli scienziati di tutto il mondo. Lo studio risale al 1995, ma ha ricevuto i meritati clamori internazionali solo in queste settimane. (the Japan Times)

Ambiente

Cinque attivisti ambientalisti sono stati arrestati “preventivamente” dalla polizia di Londra: stavano pianificando di bloccare i voli all’aeroporto di Heathrow facendo volare dei droni poco lontano dallo spazio aereo dello scalo, per protesta contro i piani di espansione dell’aeroporto in piena emergenza climatica. (the Independent)

I cinque fanno parte di Heathrow Pause, un gruppo vicino a Extinction Rebellion, che ha intenzione di procedere lo stesso con il piano nonostante gli arresti.

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Joe Biden saluta i giovani giornalisti che lo seguono in campagna elettorale, Gif di KIKA

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