Le grandi proteste di Hong Kong tornano pacifiche

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in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Hong Kong. Secondo gli organizzatori, un milione e settecentomila persone hanno preso parte alla manifestazione contro gli abusi della polizia. La protesta, iniziata per fermare la legge sull’estradizione in Cina, è entrata nella sua undicesima settimana e ha attraversato giorni di vera e propria guerriglia urbana. La manifestazione di ieri, ordinata e pacifica, serve al Civil Human Rights Front per ridare credibilità alle richieste fatte al governo. (Hong Kong Free Press)

La protesta si è svolta in numeri giganteschi e senza casi di violenza malgrado la forte pioggia e la decisione della polizia di non autorizzare la marcia. (Asia Times)

Il vicesegretario del governo locale Matthew Cheung Kin–chung era stato incaricato di valutare le richieste della comunità, ma finora non si è espresso a riguardo. L’unica soluzione allo stallo è probabilmente che siano i contestatori a semplificare le proprie richieste, concentrandosi su quelle che sono realizzabili senza pretendere un cambio di guardia nella leadership di Hong Kong. (South China Morning Post)

Dopo settimane di silenzio, i grandi miliardari della città stanno iniziando a dire la loro, e ovviamente si stanno schierando con la Cina e il governo locale. Ma questo allineamento non farà altro che far sentire i contestatori più circondati, e rischia di infiammare di nuovo le proteste. I grandi centri economici della città, se vogliono stabilità per continuare a svolgere i propri affari, dovrebbero pretendere maggiore tassazione per finanziare programmi che combattano le situazioni di profonda povertà e migliorino i servizi — sono gli unici strumenti per creare stabilità sul lungo periodo. (Nikkei Asian Review)

La polizia finora ha respinto le accuse di violenza, sottolineando che anche i contestatori avevano utilizzato metodi violenti 🙄 Ma anche gli ufficiali della polizia, raggiunti da CNN, chiedono che si trovi una soluzione politica alla crisi. (CNN)

Mentre continuano le tensioni a Hong Kong il Consiglio statale cinese ha annunciato una nuova direttiva per rinforzare lo sviluppo economico di Shenzhen e aumentarne l’integrazione con Hong Kong e Macao. La decisione dovrebbe rinforzare la formula di uno stato e due sistemi. (Reuters)

Intanto, la Cina sta utilizzando tutti i propri legami con la produzione di cultura pop per isolare i contestatori. Nei giorni scorsi una vera e propria ondata di idol e star cinesi, di Hong Kong e Taiwan hanno espresso, sicuramente non a causa di pressioni, il proprio supporto per la Cina continentale; il gruppo rap cinese CD Rev ha addirittura pubblicato una traccia in cui sostiene le accuse di ingerenza straniera nelle proteste; su Weibo, una rete di account crea contenuti patriottici per la Cina continentale usando linguaggio e immaginario per teenager. (the Jakarta Post, Bangkok Post, Quartz)

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Mondo

Kashmir. Un magistrato, chiedendo di rimanere anonimo, ha rivelato a AFP che almeno 4000 persone sono state arrestate per ragioni di “pubblica sicurezza” dalla polizia indiana. “La maggior parte sono stati trasportati fuori dal Kashmir perché le prigioni qui sono al completo,” ha dichiarato la fonte. Le autorità indiane continuano a rifiutarsi di confermare i numeri degli arresti svolti nei giorni di completo blackout delle telecomunicazioni, con l’eccezione dell’arresto di un centinaio di politici locali. (France 24)

Contestatori nella provincia indonesiana di Papua hanno appiccato il fuoco a un palazzo utilizzato dal parlamento locale nel contesto delle proteste contro l’arresto di molti studenti. Due giorni fa le forze di sicurezza hanno arrestato 43 studenti per aver piegato un’asta su cui sventolava la bandiera indonesiana in occasione del Giorno dell’indipendenza indonesiana. In Papua da tempo fermentano sentimenti a loro volta separatisti. Le proteste hanno “completamente bloccato la città” di Manokwari, ha dichiarato il vicegovernatore Mohamad Lakotani. (the Straits Times)

IS ha rivendicato l’attentato kamikaze che ha colpito un luogo di nozze a Kabul, uccidendo 63 persone. L’attacco aggiunge pressione alle trattative di pace nel paese: l’accordo prevede che i talebani partecipino alla lotta ai gruppi terroristici, di fronte alle evidenti difficoltà delle forze di sicurezza afghane. (Al–Aradi Al–Jadeed)

La petroliera Grace 1, ribattezzata Adrian Darya 1 e ora battente bandiera iraniana, è ripartita da Gibilterra, malgrado le richieste statunitensi. A bordo trasporta petrolio per almeno 130 milioni di dollari. Il vascello è rimasto bloccato a Gibilterra per più di 40 giorni. (Al Jazeera)

Secondo Trump gli Stati Uniti non stanno vedendo i primi segnali di una recessione: no, è molto più semplice, si tratta di un complotto. La reazione è dal manuale del presidente, secondo cui qualsiasi crisi è colpa di chiunque, ma non sua. Questa volta è colpa, nell’ordine: di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve appuntato dallo stesso Trump, che sta cospirando contro di lui; di stati esteri, alcuni anche alleati, che stanno tramando contro gli interessi economici statunitensi; della stampa, che starebbe cercando di costruire una recessione per non farlo rieleggere. (the New York Times)

Trump ha confermato ai giornalisti che ha preso in considerazione di fare un’offerta per acquistare la Groenlandia dal Regno di Danimarca, costringendo la politica danese a prendere sul serio quella che sembrava una storia da ridere. La prima ministra Mette Frederiksen ha dichiarato al giornale Sermitsiaq che “La Groenlandia non è in vendita. La Groenlandia non è danese, appartiene alla Groenlandia stessa. Spero davvero che non stia parlando seriamente.” (Reuters)

Secondo il governo britannico il problema non è che si sta imbarcando in una Brexit senza accordo quando i propri stessi dossier la dipingono come uno scenario catastrofico, ma che qualcuno all’interno dell’amministrazione abbia mostrato le previsioni del governo alla stampa. Secondo una fonte di Downing Street responsabili del leak sarebbero ministri dell’amministrazione May. (the Guardian)

Italia

Open Arms sta prendendo in considerazione l’offerta spagnola di far sbarcare tutti i migranti in Spagna, dopo averli trasferiti su una nave di quel paese. Sembra assurdo che si debba arrivare a questo, visto che la nave è attraccata davanti a Lampedusa da più di due settimane e sono state già sbarcate diverse persone, ma tant’è. Il ministro Toninelli ha detto che metterà a disposizione “tutte le risorse economiche necessarie” a questa eventualità, un modo molto intelligente di spendere soldi pubblici. (la Repubblica)

Nonostante il dibattito pubblico(?) sia concentrato su Open Arms, è in mare da più di dieci giorni anche la nave di SOS Mediterranée—MSF Ocean Viking, con più di 350 migranti a bordo, attualmente tra Malta e Lampedusa. Sarà probabilmente la prossima nave su cui verrà costruito l’ennesimo ridicolo e criminale teatrino mediatico. (il Post)

Richard Gere, intanto, in un’intervista al Corriere ha dichiarato che vorrebbe incontrare il “Badi Trump” Salvini, sperando di fargli cambiare idea sulla gestione dell’immigrazione. Uno sforzo lodevole, auguri. L’attore americano, da qualche settimana, si sta impegnando molto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gestione inumana delle migrazioni mediterranee da parte dei governi europei e italiano. (Corriere della Sera)

Proseguono le trattative tra Pd e M5S per la fondazione di un eventuale nuovo governo. Un governo che sarebbe una grande vittoria di Renzi e che si baserebbe su 5 punti fondamentali. Secondo voi, tra questi c’è la proposta di un salario minimo credibile? (HuffPost)

Il Movimento avrebbe deciso di chiudere definitivamente ad un nuovo governo con la Lega durante una riunione alla casa al mare di Beppe Grillo. I grillini — il termine ci sembra lecito — sono comunque molto divisi sul da farsi, e tutto può ancora succedere. (Corriere della Sera)

Gif di Ex On the Beach

Milano

Il 31 dicembre scadrà il contratto con Starbucks e il Comune di Milano per l’arredo urbano di piazza del Duomo. Ciò vuol dire che presto potrebbero non esserci più palme e banani :( (il Giorno)

(Se non ricordate le ridicole polemiche montate dalla destra sull’“africanizzazione” di piazza del Duomo, vi rinfreschiamo la memoria noi.)

Distopia

Avete visto anche voi le foto della folla presente al discorso di Donald Trump ai dipendenti della Shell di Beaver County lo scorso giovedì? L’azienda aveva dato ai lavoratori due scelte: partecipare alla manifestazione con il presidente xenofobo, oppure prendere un giorno di assenza non pagata. Ma la distopia non finisce qui: il contratto dei dipendenti Shell prevede 16 ore di straordinario tutte le settimane — per cui chi è andato a sentire delirare Trump il giorno successivo è stato la quota dovuta per gli straordinari (150% della paga standard); chi aveva preso un giorno di assenza è stato pagato come ore di contratto regolare. (the Post-Gazette)

Cult

Dal Libano all’Egitto, ma anche in Giordania, Palestina, Siria: grazie al lavoro di artisti d’avanguardia, la danza contemporanea sta trovando i propri spazi per esprimersi nel Medio Oriente. (Middle East Eye)

Il futuro sono: tatuaggi che si animano ed emettono effetti sonori in realtà aumentata. (Twitter)

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