Questo è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Il flop in Abruzzo minaccia di scuotere la leadership di Luigi Di Maio all’interno del Movimento 5 Stelle, dopo mesi di governo completamente asserviti alla Lega. Con gli imminenti voti sull’autorizzazione a procedere per Salvini e la Tav, le tensioni all’interno del partito della Casaleggio associati saranno altissime. (il Messaggero)

Secondo fonti di Adnkronos molti parlamentari grillini si starebbero coordinando per chiedere un’assemblea congiunta con Di Maio e gli altri ministri pentastellati del governo, per fare un’analisi della sconfitta. (Adnkronos)

In un’intervista rilasciata a Fanpage, Francesco D’Uva, capogruppo M5S alla Camera, dice che al partito serve “un’attenta riflessione.” Ma il problema, secondo D’Uva, è di comunicazione: “dobbiamo spiegare meglio ai cittadini tutti i provvedimenti che in poco tempo abbiamo approvato.” (Fanpage)

Secondo la candidata del Movimento 5 Stelle in Abruzzo Sara Marcozzi “Non è la sconfitta del M5s ma della democrazia.” (la Repubblica Tv)

L’ha presa bene anche il braccio destro di Di Maio Gianluigi Paragone secondo cui “il voto delle amministrative è marginale e si prendono in considerazione aspetti della quotidianità.” (la Stampa)

I commenti su Facebook della base del Movimento confermano la base quasi fideistica del partito, con utenti lanciati ad augurare il peggio agli elettori abruzzesi. Un utente su Facebook arriva a scrivere “In quella regione devono morire di fame, con tutto quello che i 5 Stelle stanno cercando di fare per loro.” (l’Espresso)

L’alleato padrone Salvini minimizza, spiegando la propria vittoria nella maggiore esperienza amministrativa dei partiti di destra rispetto al tutto sommato giovane partito di Davide Casaleggio. Di fronte a un Di Maio tremebondo, Salvini evidentemente scommette di poter prendere di fatto il controllo totale del governo. (Agi)

Mondo

Si avvicinano le elezioni del 9 aprile in Israele, e Netanyahu è scosso dalla possibilità di una condanna prima del voto per i propri capi d’accusa di corruzione — una situazione che lo costringerebbe a dimettersi, mentre la coalizione che lo supporta dovrebbe valutare se ricandidare un presidente condannato per corruzione. Nel frattempo la nuova estrema destra di Naftali Bennett raccoglie sempre più consensi. (Middle East Eye)

I morti dell’epidemia di morbillo attualmente in corso nelle Filippine sono almeno 70 nell’ultimo mese, con più di 4000 casi registrati nel paese. Il tasso delle vaccinazioni è sceso del 15% rispetto all’anno scorso, con un livello di copertura del 55%, altamente insufficiente. (the Guardian)

Stati Uniti. Di fronte allo spettro di un altro shutdown imminente sembra che i repubblicani si siano finalmente piegati all’offerta democratica: non 5 miliardi per costruire un muro, come voleva Trump, ma 1,3 miliardi per rinforzare le barriere già presenti. (CNN)

Un altro contenzioso riguardo al piano per la “sicurezza” del confine è il numero dei letti per la detenzione dei migranti. L’amministrazione ne voleva più di 50 mila, ma l’accordo con democratici porterebbe il numero attorno ai 40 mila. Trump l’ha presa bene, e ha twittato che i democratici vorrebbero “più criminali” negli Stati Uniti. (the Hill)

La neo-eletta democratica Ilhan Omar si è scusata per alcuni suoi tweet in cui sosteneva che l’appoggio degli Stati Uniti a Israele fosse dovuto ai soldi dei lobbisti pro-Israele. Omar, una delle uniche due donne musulmane elette al Congresso, è stata accusata di antisemitismo sia dai Repubblicani, sia dai Democratici. (the New York Times)

I tweet di Omar avevano la colpa principale di essere facilmente attaccabili, ma il problema dell’influenza della AIPAC sulla politica statunitense è vero — e meriterebbe un dibattito approfondito e non accuse gratuite. (Vox)

Dall’Europa con amore: il 14 febbraio Theresa May aggiornerà la Camera dei comuni sulle novità dell’accordo per la Brexit (spoiler: non ce ne sono), e poi il parlamento voterà i propri emendamenti all’accordo. La scadenza del 29 marzo si avvicina senza nessuna soluzione in vista. (Reuters)

I centristi non ce la fanno proprio a non scivolare a destra: la nuova leader della CDU Annegret Kramp-Karrenbauer ha promesso una linea più dura sull’immigrazione, per recuperare il calo di consensi attribuito alla decisione di Angela Merkel di accogliere nel 2015 centinaia di migliaia di rifugiati siriani. Contemporaneamente, un nuovo studio sostiene che la Germania abbia bisogno di 260 mila lavoratori stranieri in più all’anno fino al 2060, per compensare gli effetti del calo demografico sul mercato del lavoro. (DW)

Comincia oggi di fronte alla Corte Suprema il processo a 12 dei leader indipendentisti catalani, di cui 9 sono tuttora in carcere (tra loro anche l’ex vice primo ministro della municipalità, Oriol Junqueras). Un’eventuale sentenza di condanna rischierebbe di acuire ulteriormente le divisioni in seno alla politica spagnola. (El Paìs)

Domenica i partiti di destra hanno portato in piazza migliaia di persone per chiedere le dimissioni di Pedro Sanchez. Tra le accuse rivolte al governo socialista c’è anche quella di aver ceduto alle concessioni del governo separatista catalano, ma semplicemente non è vero. (El Paìs)

Italia

Guarda lo smontaggio del moncone del ponte Morandi in questo timelapse di Fanpage. (Fanpage / YouTube)

150 migranti alla deriva al largo della Libia sono stati intercettati dalla guardia costiera libica e riportati indietro. L’allarme sulla loro condizione era stato lanciato ieri sera da Alarm Phone, ma le autorità italiane si sono rifiutate di intervenire. È quello che succede continuamente, perlopiù senza che ci sia nessuno a documentarlo. (il manifesto)

Come stanno le finanze italiane? Così bene che la politica si è messa a parlare “dell’oro di Bankitalia.” Ma tranquilli, per ora non vogliono ancora intaccare le riserve auree del paese. (Rai News)

Il presidente dell’assemblea del Partito democratico Orfini, a poche settimane dalle primarie del partito, ha firmato il manifesto di Carlo Calenda, “a nome di tutto il partito.” Siamo sicuri non abbia dato fastidio a nessuno. (la Repubblica)

È attesa per domani la pubblicazione su internet dell’analisi costi–benefici della Tav. Secondo il ministro Toninelli, finalmente “non si creeranno opinioni su giudizi ma su dati scientifici.” Scientifici, capito? (il Messaggero)

Una delegazione di pastori sardi è stata ricevuta a Cagliari da Giuseppe Conte, insieme ai ministri Lezzi e Centinaio. “Il governo ha ascoltato, ma non c’è ancora nessuna soluzione.” Il prezzo del latte continua a calare, e le proteste continuano. (TGCOM)

I governi sloveno e croato hanno protestato formalmente contro l’Italia per le dichiarazioni di Salvini e Tajani sulle foibe. Il ministro dell’Interno ha pensato bene di paragonare le vittime sul confine orientale a quelle di Auschwitz, mentre Tajani si è prodotto in un rigurgito di irredentismo esclamando “viva l’Istria italiana, viva la Dalmazia italiana.” (ANSA)

Cult

Tra la retorica del “popolo” contro le “élite” e la paranoia sull’immigrazione, il polverone che si è sollevato per la vittoria di Mahmood a Sanremo è veramente squallido. (VICE)

Dei ladri hanno rubato 7 alberi — dal valore complessivo di 118 mila dollari — da un giardino preziosissimo fuori Tokyo. Tra le piante rubate c’è anche un raro bonsai vecchio 400 anni — così prezioso che la proprietaria del giardino Fuyumi Iimuri ha rivolto un messaggio pubblico ai ladri con le istruzioni per curarlo adeguatamente. (South China Morning Post)

Questo conduttore di Fox News ha detto che non si lava le mani da dieci anni, perché non crede all’esistenza dei germi. (BBC News)

Da She–Ra a Steven Universe, come l’animazione offre rifugio a storie inclusive di tutte le fluidità di genere. (Tor.com)

Spazio

Vi ricordate della forma “a pupazzo di neve” di Ultima Thule, l’oggetto più lontano dell’universo mai fotografato dagli esseri umani? Nuove foto della sonda New Horizons rivelano che è più piatto del previsto. (the Guardian)

Giornalismi

Il mondo dei media francesi è scosso dallo scandalo della “Lega del LOL,” un gruppo Facebook attivo soprattutto tra il 2009 e il 2012 e utilizzato per organizzare campagne di odio e intimidazione, specialmente nei confronti di donne e membri di minoranze. Sei giornalisti che ne facevano parte (di testate come Libération e Les Inrockuptibles) sono stati licenziati. (le Monde)

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Gif di Sarah Zucker

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