Sono stati registrati livelli particolarmente allarmanti per il particolato 2,5 micrometri, le cosiddette “polveri sottili.”

Non è una novità: l’aria in Lombardia è irrespirabile. È così da decenni: e, vista l’efficacia delle politiche per la pulizia dell’aria che respiriamo, non c’è ragione di sperare in nessun cambiamento positivo.

Oggi il cielo su Milano è limpido, ma negli ultimi giorni la qualità dell’aria è stata sotto ogni possibile standard. ARPA Lombardia, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, ha diffuso alcune mappe che certificano il pessimo stato dell’atmosfera sulla pianura. In queste foto, che si possono trovare anche sul sito dell’agenzia, si può vedere chiaramente come la qualità dell’aria in Lombardia si andata peggiorando rapidamente nonostante il forte vento che ha colpito la zona, compresa la città di Milano, nei giorni scorsi.

Sono stati registrati livelli particolarmente allarmanti per il particolato 2,5 micrometri, le cosiddette “polveri sottili,” che hanno toccato concentrazioni superiori a 25 microgrammi al metro cubo. Questo tipo di inquinamento atmosferico risulta essere il più nocivo per la salute umana, specie nei centri abitati, dove è causato in larga misura da attività antropiche come impianti di riscaldamento di vecchia concezione e traffico urbano. A causa dell’alto livello di queste polveri nell’aria, ieri è scattato il blocco alla circolazione per tutti i diesel Euro IV, colpevoli di essere tra le principali fonti di questo agente.

Lo scorso anno è emerso un dato agghiacciante: la Lombardia — in particolare Milano e la zona a Nord del capoluogo — è la zona d’Europa in cui l’inquinamento fa più vittime: 1500 (millecinquecento) morti all’anno ogni milione di abitanti. Calcolando che l’area metropolitana di Milano, di milioni di abitanti, ne conta più di quattro, è facile capire come la cappa padana che respiriamo sia autenticamente assassina — un problema molto più urgente da risolvere di altri, messi più spesso all’ordine del giorno da determinate forze politiche.

Abbiamo già fatto notare come il Movimento 5 Stelle, che alle elezioni di marzo 2018 è risultato il primo il primo partito d’Italia, sia nato proprio con una forte vocazione ambientalista per poi disattendere sistematicamente le attese e le proposte fatte negli ultimi anni una volta arrivato al governo. Oggi il tema dell’inquinamento dell’aria non compare nemmeno lontanamente nel dibattito politico tra esecutivo e opposizioni.

La maggior parte delle iniziative vengono prese soprattutto a livello locale, come il già citato blocco dei veicoli inquinanti quando la situazione si fa insostenibile. Il comune di Milano, ad esempio, a partire dal 21 gennaio lancerà l’Area B, una zona corrispondente a quasi tutta la città in cui non potranno circolare i veicoli più inquinanti. Il comune è si anche impegnato a favorire la sostituzione delle inquinanti caldaie a gasolio negli edifici di sua proprietà.

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All’inizio del mese la Regione ha imposto anche lo stop definitivo a tutti i veicoli diesel Euro III — nonostante la stessa amministrazione lombarda stia tentando ora di far passare alcune deroghe, rivolte principalmente a chi più vota l’attuale maggioranza di centrodestra: piccoli professionisti e pensionati. La Regione infatti non sembra avere a cuore la salute dei propri cittadini, quanto piuttosto gli interessi economici di determinate categorie a lei fedeli, come anche nel caso dell’inquinamento da radon. I danni alla salute, però, arrivano per tutti.


con il contributo di Tommaso Sansone

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