in copertina, foto dallo Scrap Drones Project di Yaw P

Singoli nella tua area tutte le settimane cerca musica che non state ascoltando tra le vie di una metropoli dove non vivete e vi mette in diretto contatto auricolare con loro.

Da hiplife e afropop fino alla house piú aliena, il Ghana è un paese chiave per definire la cultura pop di tutto il continente.

Dopo il tuffo nella musica di Lagos della settimana scorsa, ci spostiamo oggi a Accra, in Ghana. Tra i paesi usciti meno peggio dalla stretta soffocante del colonialismo, nel caso della Costa d’oro quello britannico, il Ghana è diventato una delle potenze economiche del continente.

Il paese ha una storia musicale importante: è patria dell’highlife, il genere africano per antonomasia, contaminato attraverso gli anni del colonialismo e poi nella sua espansione europea con il jazz, il blues e poi il funk.

La highlife di fine anni ’60 aveva una funzione precisa: raccontare la storia del nuovo Ghana al mondo. Si trattava di un’esplosione culturale programmata e anche sentita, necessaria. Dalla highlife fino alla sua erede anni ’90, la hiplife, fino all’afropop e afrobeats contemporaneo, il Ghana è un paese chiave per definire la cultura pop — nel senso piú bello e strettamente contemporaneo — di tutto il continente.

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Darkovibes
Come la settimana scorsa, ascolteremo tanti esperimenti che vogliono inquadrare le sonorità etniche locali nel contesto della musica contemporanea. Sono tanti a riuscire bene nei tentativi di commistione, ma forse il piú efficace è Andrew Paul Nii Amu Darko, in arte Darkovibes. Darko canta in twi, ga, e in inglese, ma il risultato suona assolutamente uniforme, costante, fluido.

Adina
Adina Thembi Ndamse viene scoperta al talent Stars of the Future 2008 e inizia un percorso musicale tormentato, rimbalzando da una agenzia di management all’altra, cambiando drasticamente stile, sia lei che la propria musica. Solo anni dopo, diventando il volto di New African Movement, Adina trova la propria identità. “Makoma,” il suo singolo dello scorso anno featuring Sarkodie, non è stato il successo che l’agenzia sperava, ma è uno dei pezzi piú interessanti dell’anno.

MzVee
Dalla sua vittoria come Nuova artista ai Ghana Music Awards del 2015, Vera Hamenoo–Kpeda si è ricavata il proprio spazio come una delle nuove voci piú interessanti dell’industria, con un sound piú internazionale e influenzato dall’R&B. Quando non è in tour MzVee studia amministrazione aziendale alla Ghana Technology University.

The Weeds

In tutti questi pezzi è impossibile ignorare l’eredità di Wulomei, supergruppo highlife fondato nel 1973 da Nii Tei Ashitey e forse l’unica tra le operazioni di quegli anni a raggiungere vera e propria fama internazionale. I Wulomei suonano solo con strumenti indigeni — con l’eccezione di qualche chitarra amplificata — ma univano ai suoni marittimi della musica Ga ispirazioni internazionali. Negli anni sono diventati una parte così fondamentale della cultura musicale locale che quando Nii Ashitey si è ritirato il gruppo si è ricomposto in una vera e propria seconda generazione, guidata dalla figlia Naa e il figlio Nii Tei.

The Club

Lasciamo alle spalle MTV e le music chart. Da dieci anni la musica di Accra, la vera musica di Accra, è la house. L’esplosione del genere è stata tutta ad opera di due artisti, STELOO e YAW P, con la loro densissima produzione da solisti e in collaborazione.

Nel 2010, quando hanno iniziato a trovare spazio nei club della capitale, la loro musica era una novità totale sulla scena, che era legatissima — ancora oggi — a produzioni largamente melodiche. I due DJ, invece, proponevano questo:

YAW P
YAW P fa house impegnata, schierata, fantascientifica. Oltre a musica da mal di testa si è fatto recentemente notare presentando lo Scrap Drone Program 2054, un piano utopico / fantascientifico che prevede il riutilizzo di parti di droni militari e per la sorveglianza per produrre un’armata che protegga le vite degli abitanti da incursioni come quella statunitense avvenuta in Somalia nel 2016. Lo Scrap Drone Program di YAW P in realtà è solo un servizio fotografico realizzato da Francis Okoroko, ma ci regala uno sguardo nel futuro di una nuova Africa cyberpunk. In “So I Dey,” il suo singolo forse piú famoso, del 2016, torniamo nel presente, in uno scorcio di vita quotidiana ad Accra naturale e non filtrato come raramente riusciamo a vedere.

STELOO
Steloo e Yaw P collaborano da sempre e non per caso — i due artisti sono uniti da idee politiche, affinità stilistiche e musicali. Steloo ha fatto del look steampunk quella che definisce lui stesso “una divisa.” Un modo di concepire la moda che rivela anche un modo di pensare al proprio lavoro, fatto di release incessanti e appuntamenti live mensili, puntuali tutto l’anno.

DJ Katapila
Katapila fa musica Ga tradizionale, teoricamente. Ma la fa senza utilizzare nessuna percussione “live,” ma solo suoni elettronici. Il risultato sono sonorità genuinamente etniche, ma dell’Africa del futuro. Il suo ultimo lavoro, Aroo EPè una cavalcata house iconoclastica, chiassosa, matta.

Ata Kak
Ata Kak produce negli anni Novanta sette canzoni di dance rap sporchissime piú che low fi, e le mette su un po’ di musicassette. Anni dopo, nel 2002, Brian Shimkovitz trova la cassetta in un mercatino di Cape Ghost, si innamora del sound dell’artista, e parte per una ricerca che sarebbe durata dodici anni. Oggi, altri sei anni dopo, Ata Kak è uno dei nomi di punta della scena di Accra, con soli venticinque anni di ritardo.


Singoli nella tua area torna la settimana prossima: nel frattempo, mettetevi la musica del Ghana in tasca:

 

— FIN —