Enrico Mentana ha dissato Rolling Stone

La colpa della rivista è stata quella di aver inserito nel nuovo numero alcune dichiarazioni pubbliche di Enrico Mentana senza aver ottenuto il permesso del giornalista.

La copertina arcobaleno del nuovo numero di Rolling Stone, in edicola dal 5 luglio, riporta lo slogan “Noi non stiamo con Salvini”, accompagnato più in basso dalla scritta “Da adesso chi tace è complice”.

All’interno della rivista sono presenti pensieri, riflessioni e commenti di “artisti e protagonisti della vita culturale italiana”, tra i quali evidentemente anche quelli di Enrico Mentana, che però non ha mai dato l’assenso alla pubblicazione delle sue opinioni, anzi aveva detto esplicitamente di non voler partecipare all’iniziativa e oggi ha sbottato così:

La risposta, nei commenti, di Massimo Coppola (direttore editoriale di Rolling Stone Italia):

“Caro Enrico,
non essendo un appello non ci sono firmatari.

Abbiamo deciso di includere i post pubblici sul tema dopo che molti ci hanno detto “ci sto, ma ho già detto quel che penso, non potete pubblicare il mio post?”
I post sono pubblici e quindi mi pare una scelta legittima pubblicarli. Se decido di raccogliere tutte le dichiarazioni pubbliche su questo o quel tema, non devo certo chiedere a tutti coloro che le hanno espresse se posso farlo.

Mi scuso per non averti detto che lo avrei fatto, una dimenticanza, anche se ripeto, abbiamo ripreso una tua dichiarazione pubblica, cosa per la quale non è necessaria un’autorizzazione, a differenza di una conversazione privata su whatsapp – non era fondamentale pubblicarla, credo, per sostenere la tua posizione.

Ad ogni modo, ti chiedo scusa per non averti detto che avremmo pubblicato la tua dichiarazione.

Con immutata stima

Massimo Coppola”

Al botta e risposta è seguito infine il commento e la presa di posizione di Selvaggia Lucarelli. Lo scorso 28 marzo, dopo appena tre mesi di lavoro a Rolling Stone, ha rassegnato le dimissioni da direttrice del sito. Oggi la giornalista ha denunciato pubblicamente le pessime condizioni di lavoro all’interno della redazione.

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