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Il periodo blu di Sevdaliza

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Come tutte le settimane arriva Sonar, la playlist collaborativa di the Submarine, tantissima musica nuovissima, uscita oggi o al limite un paio di giorni fa.

Sonar si aggiorna ogni settimana quindi salvatevi le canzoni sul vostro Spotify, e seguite la playlist per ricevere per primi gli aggiornamenti tutti i venerdì.

Toy – Young Fathers

Il nuovo album è quasi pronto, il trio britannico costituito da Alloysious Massaquoi, Kayus Bankole e Graham ‘G’ Hastings inizia ora a stuzzicarci con qualche singolo: prima era stato In My View, ora è il turno di Toy.

I suoni che hanno caratterizzato i loro primi mixtape – Tape One e Tape Two – ci sono, ancora più raffinati e puliti. L’esperienza come gruppo di apertura per il tour dei Massive Attack nel 2016 ha dato i suoi frutti e ora gli Young Fathers sono pronti per presentare un album che abbracci lo studio del ritmo (così importante nelle loro canzoni) senza dimenticare il timbro britannico radicato profondamente nella loro musica. L’album uscirà per Ninja Tune, l’etichetta di Bonobo, Kamasi Washington, ODESZA, Run The Jewels e Thundercat, solo per citarne alcuni.

Human Nature – Sevdaliza

Sevdaliza ha deciso di passare dai toni rossi di Ison, il suo album di debutto del 2017, a toni più blu. In questo periodo la cantante parte iraniana parte olandese ci sta dimostrando il passaggio con due singoli: prima Soul Syncable e questa settimana Human Nature, entrambi molto spinti verso quello stile essenziale che faceva da guida nel primo album.

Sevdaliza dimostra di essere un artista giovane ma già proiettata verso il cambiamento — la grande sfida sarà per lei capire qual è l’obiettivo che vuole raggiungere, ma soprattutto con che approccio è disposta a farlo.

Above the Bodega (Local Business) — Titus Andronicus

I Titus Andronicus sono una band statunitense che prende il suo nome dalla tragedia Shakesperiana ononima. Debuttano nel 2008 ma il lavoro che li rappresenta di più è probabilmente il concept album con ben ventinove tracce in cinque atti, The Most Lamentable Tragedy, del 2015. Adesso pubblicano A Productive Cough, decisamente più corto (solo sette tracce); Above the Bodega è un folk frizzante e leggero, con una linea vocale alla Bruce Springsteen e cori alla Disney.

I Can’t Stand It — Blossoms

Capelli alla Alex Turner dei tempi di Humbug, stile inglese e provenienza mancunian: i Blossoms avevano tutte le carte in regola per sfondare. Così hanno fatto oltremanica, ma nel nostro paese sono passati abbastanza inosservati. Sono giovani e probabilmente cresciuti con le stesse band di cui sentiamo l’influenza nelle loro canzoni, così che Oasis, The Kooks, Arctic Monkeys e Rooneys sono uniti ad una più spicciola vena pop danzereccia.

Steppin’ Razor — The Kills

List of Demands (Reparations) è il nuovo, doppio singolo dei The Kills. Entrambe le tracce in esso contenute sono cover, ma mentre la title-track, originariamente attribuita a Saul Williams, si avvicina di più allo stile del duo, Steppin’ Razor nasce come un reggae del giamaicano Peter Tosh, eppure sembra cucita addosso alla Mosshart e a Hince, che hanno saputo reinterpretarla egregiamente. Che i tempi di Midnight Boom stiano finalmente tornando?

Tornano anche Zen Circus, Baustelle e Coma_Cose!

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