Quando De andrè componeva, faceva una ricerca lessicale particolare, incisiva. A volte cerchiava parole evocative nei libri che stava leggendo quando le incontrava, altre volte traduceva poesie, come ha fatto con George Brassens.

Oggi che lo spessore intellettuale un po’ di tutto il mondo dello spettacolo si è sopito — non è necessario ricordare che ai tempi dei nostri genitori c’era in tv Fernanda Pivano che intervistava Kerouac (ubriaco), poi Calvino e Alda Merini mentre ora abbiamo Malgioglio, — dicevo, oggi le frasi che raccontano quanto sia figo poter finalmente usare Uber dopo essere stati poveri poverissimi, è probabilmente il meglio che ci possiamo aspettare.

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È giusto così non nel senso che ce lo meritiamo, è proprio evoluzionisticamente corretto. E infatti la trap piace a tutti “come il McDonald, come i soldi, le modelle e l’erba buona, come Cristiano Ronaldo o Maradona, come dire che in Italia niente funziona.

Ma forse, sempre evoluzionisticamente parlando, la situazione sarebbe diversa se alcune delle personalità che hanno fatto pregni di significato gli anni passati non fossero spariti, come Mina, o Guccini che si è ritirato in un mulino, o morti come De andrè.

Mi ci ha fatto riflettere un video, anzi più video presi dalla pagina “De Andrè canta la trap” in cui il maestro interpreta le hit che ci hanno fatto compagnia nell’ultimo annetto da “Cono gelato” ad “Habibi”.

Cliccando su play si viene catapultati in un mondo parallelo in cui sì, De andrè è ancora vivo, ha sentito Ghali e, come ha fatto Dolcenera, regala una cover per far ridere il pubblico, per svecchiare la sua pagina facebook ormai colma di repost e per accontentare i nipotini che da un mese non fanno altro che urlare OOEEOO QUANDO IL DOVERE MI CHIAMA.

Una volta entrati in questo mondo parallelo vi renderete conto che era la cosa peggiore che ci potesse succedere.

Se fosse vivo ci saremmo risparmiati il declino intellettuale della nazione? Non lo sapremo mai, e comunque poco importa: ascoltare questa cover è un’esperienza surreale da fare. Ognuno tragga le conclusioni che preferisce.


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— FIN —