Potrebbe sembrare il nome di una manifestazione razzista, in realtà è esattamente l’opposto, condotta da chi del razzismo è vittima.

Mentre l’amministrazione fa bollire in pentola una versione del Muslim ban che possa avere la meglio sull’onestà dei giudici e l’ICE, l’agenzia responsabile delle frontiere e dell’immigrazione, continua la propria stretta contro gli immigrati senza documenti, le strade di Washington e di tante altre metropoli statunitensi si sono riempite di nuovo contro la destra populista sbraitante di Trump.

***


Cool water, after shave e linea cosmetica
on line e nei flagship store Erbaflor

Scopri di più

***

Sotto il nome ombrello “Day Without Immigrants” — un giorno senza immigrati — scioperi, manifestazioni e eventi hanno continuato a tenere bordone alle operazioni di resistenza liberal da parte di democratici e società civile. Potrebbe sembrare il nome di una manifestazione razzista, in realtà è esattamente l’opposto, condotta da chi del razzismo ne è vittima.

La protesta è stata organizzata su piú fronti: negozi e attività locali di proprietà di immigrati sono state chiuse tutto il giorno; lavoratori dipendenti hanno manifestato su entrambe le coste, usufruendo di permessi pagati da grandi aziende che stanno silenziosamente aiutando la causa anti-Trump; studenti e universitari non si sono presentati a scuola. Gli organizzatori della protesta, inoltre, hanno chiesto a tutti gli immigrati di boicottare ogni forma di consumo e acquisto per 24 ore.

Centinaia di ristoranti, market, e caffetterie a Philadelphia, Los Angeles, San Francisco e New York hanno chiuso per tutta la giornata.

Il motto, cantato in tantissime strade, è familiare: “Yes we can.” Tra i manifestanti, tantissimi studenti: a Chicago la partecipazione è stata marginale ma comunque degna di nota, tra il 6 e il 10 percento dell’intero corpo studentesco.

La situazione dei migranti negli Stati Uniti è dura a prescindere da Trump — si tratta di una fetta importante della forza lavoro del paese, il 16.7%, in netta crescita negli ultimi dieci anni. Ma la stretta sull’immigrazione è davvero difficilmente giustificabile: ogni anno gli immigrati sans papier diminuiscono, anche a causa delle — comunque assolutamente non delicate — politiche di Obama sui migranti messicani.

Il contributo dei lavoratori migranti è colossale: pagano ogni anno piú di 100 miliardi di dollari di tasse secondo uno studio dell’università George Mason sull’anno 2012, ma guadagnano in media l’81,4% rispetto a colleghi nati negli Stati Uniti.

La situazione della donna sul mercato del lavoro, già non brillante, è particolarmente grave per le donne immigrate: le donne statunitensi costituiscono il 47,8% della propria fetta di forza lavoro, la percentuale invece scende al 41,7% per donne immigrate. Nonostante tutto questo, gli immigrati negli Stati Uniti sono responsabili per il 47% dell’espansione della forza lavoro dal 2004 al 2014.

Unisciti a Ogopogo, il nostro gruppo su Facebook, per discutere con la redazione.
Share via

 

Ti piace il nostro lavoro? Sostienici!

Abbonati alla newsletter

di Hello, World!

 

Ogni mattina, una rassegna di link da leggere, vedere e ascoltare, direttamente nella tua inbox.