a1dsEEpsd-0

Ieri, giovedì 19 gennaio, è stato inaugurato Fish&Chips, festival internazionale del cinema erotico.

La rassegna, che ha sede al Cinema Massimo di Torino, prevede quattro giorni di proiezioni, concorsi per lungometraggi e cortometraggi, incontri e mostre, per aprire una finestra sulla pornografia d’autore e approcciarsi alla sessualità in maniera innovativa, libera e non discriminatoria.

Abbiamo fatto qualche domanda a Chiara Pellegrini, direttrice artistica di Fish&Chips.

Chiara Pellegrini, direttrice di Fish&Chips, con Rino Stefano Tagliafierro autore di Peep Show (foto via Facebook)

Chiara Pellegrini, direttrice di Fish&Chips, con Rino Stefano Tagliafierro autore di Peep Show (foto via Facebook)

Come è nata l’idea di creare un festival del cinema erotico di qualità, e quale vuol essere il significato della rassegna?
L’idea è nata da un interesse mio personale: qualche anno fa, ho iniziato a scoprire la pornografia alternativa, il cosiddetto porno femminista. Mi sono avvicinata al genere con Erika Lust, e in breve ho scoperto che esisteva tutto un mondo al di fuori della pornografia mainstream che possiamo trovare online. Essendo che a Torino mi occupo di cinema, ho deciso di mettermi in gioco. Volevo creare un evento che, in Italia, guardasse anche all’estero, dove già esistono diverse festival e rassegne del cinema erotico.
Fish&Chips è nato così, grazie all’aiuto di un gruppo di amici e colleghi. Partendo dal cinema, che è il settore in cui ci muoviamo abitualmente e lavorativamente, volevamo guardare alla sessualità con uno sguardo diverso, più profondo. Per questo abbiamo deciso di affiancare alle proiezioni un ciclo di incontri e mostre a tema.

15493252_600905623415231_3097648613130350030_oNel programma del festival date molto spazio alle donne del porno.
Esatto, nel nostro palinsesto volevamo dare spazio a quelle registe e a quei registi che in Italia non hanno ancora una grande popolarità — questo è proprio uno degli obiettivi della rassegna, dar spazio ai nomi meno mainstream del porno — e molte donne meritavano indubbiamente di farne parte

Quanto è importante, secondo te, la presenza attiva delle donne nel mondo della pornografia?
Personalmente ritengo che la presenza attiva delle donne nel porno dovrebbe essere vista come qualcosa di naturale, essendo noi la metà della popolazione mondiale, se non di più. Dovrebbe banalmente essere la normalità, e ahimè non è così. Sono contenta che registe attrici e performer si stiano avvicinando sempre di più alla pornografia, dando il proprio contributo a un genere che è da sempre considerato fatto dagli uomini per gli uomini.
Detto questo non bisogna pensare che porno femminile equivalga sempre a porno di qualità, o che debba piacere per forza. Conosco ragazze a cui il porno femminile non piace, è una questione di gusti ed è sbagliato generalizzare. Di certo, però, è un approccio alla pornografia che si avvicina di più allo sguardo femminile.

Siete alla seconda edizione, come è stata la risposta del pubblico alla vostra prima edizione, nel 2016?
La risposta del pubblico alla prima edizione è stata ottima, considerando, oltretutto, che non avevamo grandissimi mezzi e non è stato possibile fare una grandissima campagna pubblicitaria.
Abbiamo avuto tremila presenze, tra proiezioni, incontri e mostre. Un buon numero, considerato l’argomento abbastanza delicato e il fatto che fossimo un gruppo molto giovane, con una potenza di fuoco limitata: l’affluenza è stata un ulteriore motivo per cui abbiamo deciso di organizzare una seconda edizione.


Fish&Chips continuerà fino a domenica 22 gennaio. Il programma completo, con proiezioni e incontri, è scaricabile dal sito dell’evento.

Unisciti a Ogopogo, il nostro gruppo su Facebook, per discutere con la redazione.
No more articles
Share via