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Neanche la variante Omicron sta sbloccando la crisi dei brevetti

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L’emergere di una nuova variante ha fatto scattare una serie di misure internazionali di limitata efficacia — come il blocco dei voli — ma sui brevetti invece è ancora tutto fermo, mentre il divario causato dall’apartheid vaccinale si fa sempre più largo

La variante B.1.1.529 è stata categorizzata come “di preoccupazione” da parte dell’OMS e ribattezzata Omicron. Non è ancora chiara la sua eventuale capacità di evadere i vaccini attuali — per sicurezza molti paesi hanno bloccato i voli dal Sudafrica, dove è stata individuata.

Ma questa chiusura dei confini ha senso? Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ovviamente pensa di no, dicendo che la limitazione ai viaggi non è sostenuta dalla scienza. “L’unica cosa che la limitazione ai viaggi otterrà è di fare ulteriori danni alle economie dei paesi colpiti, e danneggiare la loro capacità di rispondere alla pandemia e riprendersi,” ha commentato. L’Africa ha già ricevuto molte meno dosi del resto del mondo, a causa della tutela a oltranza dei brevetti sui vaccini e del fallimento del programma Covax.

In realtà, anche l’OMS la pensa come lui: in un documento pubblicato per esprimere solidarietà all’Africa e chiedere la riapertura dei confini, il direttore regionale dell’OMS Matshidiso Moeti ha dichiarato seccamente che “i divieti ai viaggi che colpiscono l’Africa attaccano la solidarietà globale.” L’organizzazione sottolinea che il Sudafrica ha rispettato le regolamentazioni internazionali annunciando la variante con puntualità, e chiede che anche la comunità internazionale lo faccia, valutando politiche e restrizioni che siano “basate sulla scienza.”

Con la difesa a oltranza dei brevetti, l’Europa è comunque corresponsabile della nuova mutazione del virus. Nel corso del 2021, la Germania e il Regno Unito sono emersi come i più accaniti difensori della proprietà intellettuale delle formule delle case farmaceutiche, creando un collo di bottiglia che ha reso molto più difficile la vaccinazione su scala globale, rendendo possibile lo sviluppo di nuove forme del virus.

L’unica alternativa proposta dai difensori dei brevetti sono i programmi di donazione, nei quali l’Unione europea — interessata a proteggere Pfizer — rivendica un ruolo di leadership. Tuttavia, la realtà è un po’ diversa: finora, solo un terzo delle dosi di cui è stato annunciata la donazione sono state effettivamente consegnate. Secondo un retroscena di DW, la causa del ritardo sarebbe l’ennesimo contenzioso tra politica e aziende farmaceutiche, che si rifiutano di spedire i vaccini direttamente nei paesi destinatari delle donazioni, pretendendo che siano gli stati donatori a gestire la logistica. 

Il mese scorso il segretario di stato alla Salute tedesco Thomas Steffen se ne era lamentato con la Commissione europea in una lettera filtrata ai media: “I produttori sembrano approfittarsi degli obblighi contrattuali degli stati membri per ottenere il loro permesso scritto, in modo da ostacolare i trasferimenti di vaccini, che ritengono potenzialmente dannose per i loro interessi commerciali.” Ieri, di fronte all’allarme per Omicron, le borse di tutto il mondo hanno tremato — mentre le azioni di Pfizer e Moderna sono salite alle stelle.

Cercando di tranquillizzare il paese, ieri Joe Biden ha tenuto un breve discorso sulla variante Omicron, definendola “causa di preoccupazione, e non di panico.” Biden ha ammesso che il blocco dei voli dall’Africa — una decisione osteggiata dall’Oms — potrà rallentare, ma non impedire, la diffusione della nuova variante, ha detto che in questo momento non è necessario un nuovo lockdown, e ha chiesto a chi deve ancora vaccinarsi di farlo al più presto. Il presidente statunitense ha poi sottolineato che “le varianti Delta, così come ora questa variante Omicron, sono emerse in altri posti del mondo, per cui non possiamo cedere finché tutto il mondo non è vaccinato.” Ma la Casa bianca sta facendo qualcosa perché il resto del mondo venga vaccinato? A dire la verità, no: Biden ha più volte sostenuto pubblicamente l’idea di sospendere i brevetti per i vaccini, ma la sua amministrazione non ha mai esplicitamente dato il sostegno alla proposta concreta avanzata in questo senso ormai più di un anno fa da Sudafrica e India. Alcuni documenti confermano che la sua amministrazione Biden non sta facendo niente per il superamento dei brevetti.

Eppure la pressione degli Stati Uniti sarebbe l’unico modo per sbloccare la situazione: Washington ha un potere sproporzionato nel Wto, e solo il suo esplicito allineamento al Sudafrica potrebbe costringere Unione europea, Regno Unito e Svizzera a smuoversi dalla propria posizione estremista in difesa dei ricavi delle grandi aziende farmaceutiche. Le illazioni delle autorità europee, che sostengono che la sospensione dei brevetti non serva perché sarebbe necessario costruire stabilimenti da zero, sono false: in molti paesi del sud globale esistono già infrastrutture locali che potrebbero produrre vaccini a mRNA — ad esempio in India, Brasile, Thailandia, Sudafrica, Argentina e Indonesia.

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In copertina, elaborazione foto CC BY 2.0 Marco Verch

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