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Come riparte l’Italia nella fase 2 per superare la crisi

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L’Italia prova a ripartire, nella speranza di aver messo ormai alle spalle il periodo più nero. In base al DPCM del 10 aprile, il lockdown durerà fino al 3 maggio, con qualche deroga per determinati esercizi commerciali.

La maggior parte delle industrie, delle imprese e dei negozi resterà chiusa, ma potranno riaprire i battenti quelle attività dove le condizioni di sicurezza, il distanziamento sociale e la presenza di dispositivi di protezione siano garantiti.

Ogni Regione ripartirà con diverse velocità, in base alle proprie esigenze. Via libera per riaprire le librerie, cartolibrerie, gli studi professionali, i negozi che si occupano della vendita di abbigliamento per neonati e bambini.

I negozi di vendita al dettaglio dovranno essere dotati di prodotti per l’igienizzazione, per permettere ai clienti ed ai dipendenti di lavarsi costantemente le mani e ridurre il rischio contagio.

Ogni Regione sta seguendo una linea diversa per quanto riguarda la riapertura dei negozi e delle industrie. In Veneto è ripartito il 60% delle attività, di cui solo l’80% a Treviso.

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, aveva annunciato addirittura la fine del lockdown e l’arrivo di una nuova ordinanza per gestire la fase due con largo anticipo rispetto alle altre regioni.

Successivamente ha fatto una parziale marcia indietro, mostrandosi più cauto. L’unica deroga concessa potrebbe essere l’attività fisica, purché svolta non oltre i 200 metri dalla propria abitazione.

La Lombardia ed il Piemonte hanno annunciato che la riapertura delle librerie e delle cartolibrerie sarà comunque graduale e con alcuni paletti: i libri e gli articoli di cancelleria potranno essere venduti solo nel circuito della grande distribuzione, oppure consegnati direttamente a domicilio.

Anche la Campania ha seguito questo modello, ed inoltre i negozi di abbigliamento per neonati e bambini saranno aperti solo per due giorni lavorativi e con orari ridotti.

Il Lazio ha invece posticipato la riapertura di questi punti vendita, prevista il 14 aprile, al 21 aprile.

La ripartenza di tutti gli altri negozi sarà comunque graduale e seguirà una logica di attività essenziali, classificate in base a precisi codici Ateco.

Per tutti i commercianti si tratta di una situazione nuova e del tutto inaspettata, quindi la ripartenza sarà sicuramente complessa.

Trovare idee di business in tempi di crisi diventa quindi fondamentale per superare l’emergenza Coronavirus. Contributi PMI si pone come valido alleato e partner per tutti i commercianti, gli imprenditori ed i negozianti alla ricerca di spunti ed idee originali per fronteggiare questo pantano della crisi e ripartire quanto più velocemente possibile.

Il ritorno alla normalità non sarà immediato, ma con i giusti strumenti e strategie è possibile rilanciare il proprio business in modo efficiente ed intelligente.

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