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Prima gli sfruttati

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in copertina, foto di Luca Migliore

S/Confini torna con un’intervista ad Aboubakar Soumahoro, dirigente dell’Unione Sindacale di Base. Insieme al giornalista Angelo Boccato discutiamo di sfruttamento, precarietà e oppressione.

Le leggi sull’immigrazione condizionano negativamente i migranti all’interno del mercato del lavoro, esponendoli alla precarietà socio-lavorativa e alla vulnerabilità economico-esistenziale. Tuttavia, la precarietà e lo sfruttamento non sono condizioni esclusivamente riservate ai migranti, ma colpiscono instintamente tutti i lavoratori, indipendentemente dalla provienza geografica. Per questa ragione, il nostro impegno deve estendersi alla difesa dei diritti di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.”*

Queste sono le parole di Aboubakar Soumahoro, dirigente dell’Unione Sindacale di Base e autore di Umanità in Rivolta. La nostra lotta per il lavoro e il diritto alla felicità (2019), edito da Feltrinelli. 

Il 3 novembre lo abbiamo incontrato al Festival della Letteratura Italiana a Londra e con lui abbiamo parlato di diritti dei lavoratori e delle condizioni politiche e sociali che fanno sì che sfruttamento, precarietà e oppressione siano la regola e non l’eccezione nella vita di chi deve lavorare per vivere.

Ospite di questa puntata è anche il giornalista Angelo Boccato, che proprio al FILL ha moderato l’incontro a cui ha partecipato Soumahoro assieme a Daniel Trilling, autore di Lights in the Distance: Exile and Refuge at the Borders of Europe (2018). Con Boccato abbiamo approfondito alcuni dei temi toccati durante la nostra conversazione con Soumahoro, tra i quali: la generale precarizzazione e la svendita dei nostri diritti a favore di pochi gruppi imprenditoriali, nonché dell’oppressione interiorizzata di chi è sfruttato, dell’economia affettiva e del bracciantato digitale e metropolitano impiegato nella gig economy.

Nell’ultima parte della puntata, la giornalista Nadeesha Uyangoda condivide con noi le sue riflessioni sulle attività gestite da immigrati o stranieri naturalizzati italiani. Attività economiche che sono parte del nostro orizzonte quotidiano e di cui lo stato italiano beneficia lautamente, senza che la politica sia in grado di riconoscerlo.

*La citazione si trova a pagina 73 di Umanità in rivolta

Ai microfoni: Maria Mancuso, Natasha Fernando,  Aboubakar Soumahoro, Angelo Boccato e Nadeesha Uyangoda
Redazione: Maria e Natasha
Editing e post-produzione: Maria e Natasha
Musica: Francesco Fusaro

Note dell’episodio

Lavoro, sono i migranti che in Italia conducono le lotte più dure. Dai sikh dell’Agro Pontino ai commercianti di Ballarò
Akala: ‘People get more upset by being called a racist than by racist things happening’
Why I’m no longer talking to white people about race 
“Sindrome Italia” e donne rumene, il fenomeno depressivo che colpisce le donne dell’est nel Bel Paese

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