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L’inchiesta sulla fondazione Open mette in imbarazzo Renzi e la maggioranza

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Ieri mattina la Guardia di Finanza ha perquisito la sede della Fondazione Open, il soggetto giuridico che fungeva da “cassaforte” del Pd renziano e organizzava la Leopolda. Nel corso della giornata l’inchiesta si è allargata, con perquisizioni e sequestri in tutta Italia. Tra i reati contestati dalla procura di Firenze ci sono, a vario titolo, riciclaggio, traffico di influenze, autoriciclaggio e finanziamento illecito ai partiti. (Rai News)

Secondo i pm, Open avrebbe agito come “articolazione di un partito politico” e finanziato l’ascesa politica di Matteo Renzi, pagando, tra il 2012 e il 2018, le spese per le Leopolda, le due campagne per le primarie del Pd che poi hanno portato alla sua elezione a segretario, e la campagna elettorale per il referendum costituzionale del 2016. Nelle maglie dell’inchiesta è finito anche l’avvocato fedelissimo renziano Marco Carrai, consigliere della fondazione. Le altre perquisizioni sono avvenute nelle sedi di diversi imprenditori che hanno finanziato Open, alla ricerca di “irregolarità.” (la Repubblica)

L’inchiesta è un piccolo terremoto per la maggioranza: Di Maio ne ha approfittato per rilanciare l’idea di una commissione parlamentare sui finanziamenti ai partiti. Italia Viva, sulla difensiva, ha ribattuto che bisognerebbe indagare anche sulla Casaleggio Associati. (HuffPost)

Interpellato sulla vicenda, il presidente del Consiglio non ha voluto esprimersi apertamente (“non voglio intervenire nell’ambito specifico di un’inchiesta che non conosco, siamo agli inizi e non mi permetto”), specificando però che, nel caso di una commissione d’inchiesta, il “parlamento è sovrano.” (il Fatto Quotidiano)

L’imbarazzo maggiore però è dalle parti del Pd: oggi Renzi è un alleato di governo, ma è anche l’avversario politico più insidioso da cui guardarsi, e non è possibile attaccarlo sull’inchiesta che coinvolge Open perché, all’epoca dei fatti, era ancora nel Pd. Orfini se la cava rimettendo sul tavolo l’idea probabilmente più impopolare che potesse trovare: ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti.

Il diretto interessato, invece, sembra furioso — anche se dice che aspetta l’esito delle indagini “con un sorriso.” Con un lungo post su Facebook, Renzi rivendica la correttezza dei finanziamenti ricevuti tramite Open, ed evoca l’ombra berlusconiana della persecuzione giudiziaria, specificando che i titolari dell’indagine sono gli stessi che hanno indagato sui suoi genitori. (Facebook)

Ma come funziona, oggi, il finanziamento ai partiti? La graduale abolizione del finanziamento pubblico avrebbe dovuto prevenire fenomeni di corruzione e malversazione, ma le regole attuali non garantiscono adeguatamente la trasparenza: manca un sistema centralizzato di raccolta e pubblicazione delle informazioni, rendendo spesso difficile ricostruire la provenienza dei fondi che finiscono nelle casse dei partiti. (Open Polis)

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Mondo

Sono ancora in corso le operazioni di soccorso in Albania, dopo che un terremoto di magnitudo 6,4 ha scosso il paese la scorsa mattina. Il conto delle vittime si è molto aggravato nel corso della giornata di ieri: si parla ora di almeno 24 persone morte e più di 600 ferite. Il ministro della Difesa Olta Xhaçka ha dichiarato che il governo non sta ancora valutando l’impatto dei danni, perché è completamente assorbito nel coordinare la risposta all’emergenza. (Euronews)

Germania e Francia hanno messo da parte le tensioni recenti sull’ingresso nell’Unione della Macedonia del Nord e dell’Albania per rilasciare una dichiarazione congiunta in cui auspicano si organizzi una “Conferenza per il futuro dell’Europa” subito dopo la Brexit, che aiuti a capire che forma possa prendere l’Unione europea nei prossimi anni, per aumentare l’integrazione e combattere i sentimenti nazionalisti. (Reuters)

Secondo Quentin Peel, esperto di politica inglese di Chatham House, se Johnson dovesse vincere le elezioni ci sono solo due futuri possibili per il paese: una crisi di governo immediata causata da un accordo con l’Unione europea, o la Brexit senza accordo. (France 24)

Per la terza sera consecutiva in Libano i sostenitori dei partiti di governo si sono scontrati violentemente con i contestatori. Gli scontri minacciano di cambiare drasticamente il clima delle manifestazioni, che finora sono state sempre pacifiche, quando non addirittura gioviali. Tra gli scontri, dal valore particolarmente simbolico sono stati quelli a Ain al–Remmaneh, il comune dove iniziarono gli scontri della guerra civile che ha sconvolto il paese dal 1975 al 1990. (Al Jazeera)

Tre quartieri sciiti di Baghdad sono stati colpiti con ordigni esplosivi — due dei quali arrivati attraverso motociclette bomba — che sono esplosi nel mezzo delle proteste contro il governo che da settimane agitano il paese. Secondo i dati ufficiali sono rimaste uccise almeno sei persone. L’azione non è stata rivendicata, ma segna un cambiamento rispetto alla relativa calma, almeno su questo fronte, delle settimane precedenti. L’attacco ricorda gli ulteriori pericoli a cui vanno incontro gli attivisti, nel contesto di una repressione già ultraviolenta, che ha ucciso più di 350 persone e ferite circa 15 mila. (Al–Araby Al–Jadeed)

Un funzionario del governo indiano, Sandeep Chakravorty, ha spiegato nel corso di un evento tenutosi a New York che il piano di Nuova Delhi per gestire la crisi in Kashmir dovrebbe essere basato sul “modello israeliano,” costruendo nella zona sempre più residenze coloniali, in modo da indebolire le pretese di indipendenza della regione. Secondo Mona Bhan, docente di studi sudasiatici all’Università di Syracuse, il governo sta strumentalizzando il ritorno dei Pandit in Kashmir per giustificare un progetto coloniale. (Middle East Eye)

Un retroscena del New York Times rivela che Trump era a conoscenza del reclamo esposto dal whistleblower quando ha sbloccato gli aiuti economici per l’Ucraina a settembre, anche se non aveva ricevuto garanzie sulle indagini sui Biden. Questa decisione era stata usata da Trump come prova fondamentale che le comunicazioni con l’Ucraina non costituissero un azione ricattatoria. (the New York Times)

Il presidente cileno Sebastián Piñera ha chiesto che l’esercito occupi di nuovo le strade di Santiago per “proteggere le strutture pubbliche.” La richiesta arriva nonostante le molte denunce da parte di gruppi per i diritti umani, che avevano segnalato gravi abusi da parte dei militari nelle scorse cinque settimane di protesta. (Reuters)

Nel giro di poche ore si sono dimessi tre ministri del governo di Malta, mettendo a rischio il futuro del Primo ministro Muscat. Si sono dimessi il capo del gabinetto Keith Schembri, il ministro del Turismo Konrad Mizzi, e il ministro dell’Economia Chris Cardona. Tutte e tre le dimissioni sono legate alla serie di arresti che sono in corso per l’omicidio di Caruana Galizia, la giornalista investigativa uccisa nell’ottobre 2017. Le dimissioni sono arrivate dopo una riunione di gabinetto di cinque ore, in cui il partito laburista di Muscat ha fatto grosse pressioni perché il governo si liberasse delle persone coinvolte anche tangenzialmente nelle indagini. Il vice primo ministro Christ Fearne ha dichiarato che i danni all’immagine dei partito e del governo sono “quasi irreparabili.” (the Guardian)

Italia

Dopo il caso Ilva, un’altra vertenza industriale di difficile risoluzione è esplosa nelle mani del governo: non sembra esserci una soluzione per la crisi di Alitalia. Conte resta possibilista, dichiarando che si valuteranno alternative, ma il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli è tranchant: “Al momento una soluzione di mercato non c’è.” Anche il ministro ha dichiarato che il governo sta esaminando diverse opzioni, ma ha sottolineato che “è dieci anni che si tenta di privatizzare.” (la Repubblica)

Una delle opzioni sul tavolo del governo potrebbe essere quella di dividere l’azienda in tre parti, separando la parte “aviation” — che interessa in particolare a Lfthansa — da quelle per assistenza a terra e per la manutenzione. In questo momento Alitalia occupa 11500 lavoratori, e anche questo scenario comunque si tradurrebbe nell’esubero di quasi metà delle persone, mandando 5000 persone in cassa integrazione. (Corriere della Sera)

Intanto la crisi dell’Ilva non si ferma, ma dopo nove giorni di protesta gli imprenditori e i lavoratori dell’indotto sono riusciti a ottenere i pagamenti arretrati fatturati a ArcelorMittal. I conti da pagare ammontavano complessivamente a 60 milioni. L’ad Lucia Morselli ha confermato il pagamento di tutte le fatture scadute al 31 ottobre. (la Repubblica Bari)

La situazione sulla A26 è di “grave stato di degrado.” Per rendere l’idea, il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha fatto questo paragone: “era come se in un balcone la soletta sottostante fosse completamente sgretolata e la parte sana solo quella piastrellata.” Lo scopo delle indagini è di verificare se i controlli omessi siano stati episodi singoli o una “filosofia generale.” (ANSA)

La piena del Po resta emergenziale, e il ritorno della pioggia forte — dopo un solo giorno di tregua — preoccupa la protezione civile. Intanto, continua la conta dei danni causati dalle frane e dagli allagamenti dei giorni scorsi. Un breve riepilogo della situazione. (TgCom 24)

Milano

Il consiglio regionale ha approvato un emendamento della Lega per “ridistribuire” le quote di controllo dell’Agenzia di Bacino del trasporto pubblico locale di Milano. Nella nuova organizzazione le quote di Comune e Città Metropolitana non superano il 50%, un grosso ridimensionamento rispetto al precedente 62%. La Lega parla di “vittoria dei territori,” ma non è chiaro in cosa costituisca la vittoria nel dare più spazio di manovra ai responsabili della gestione di Trenord. Secondo l’assessore Maran “Il rischio e la volontà è di ridurre la distanza tra treni e metropolitana non migliorando i treni ma imbrigliando Atm.” (MilanoToday)

Cult

Il museo d’arte di Baltimora ha annunciato che tutte le nuove acquisizioni in programma per l’anno 2020 saranno opere di artiste che si identificano donne. Tutte e 22 le esibizioni in calendario interessano solo artiste. (Colossal)

Giovedì inizia su Apple TV+ Servant, una serie horror di M. Night Shyamalan che racconta di una famiglia che perde il proprio figlio neonato e lo sostituisce con una bambolotto realistico, che progressivamente prende vita. Malgrado si poteva benissimo non farla, purtroppo la serie esiste, ma se volete sapere perché esiste Mike Ryan ha intervistato Shyamalan. (UPROXX)

Spazio

Secondo questo studio dei pianeti potrebbero formarsi e orbitare attorno a un buco nero, esattamente come fanno con le stelle — solo, molto, molto più lontano: almeno 10 anni luce, in uno dei modelli presentati dai ricercatori. (Inverse)

Gif di Team Tumult

Giornalismi

Su Valigia Blu, Andrea Romano ricostruisce l’origine della notizia relativa al supposto omicidio di Daniela Carrasco, detta “Mimo,” l’artista di strada cilena trovata morta e diventata — soprattutto in Italia, dopo la diffusione di notizie non adeguatamente verificate — un simbolo delle proteste cilene.

Animali

Ellenborough Lewis, il koala diventato famoso in tutto il mondo dopo essere stato salvato la settimana scorsa dai devastanti incendi in Australia, è morto :( (CNN)

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Gif di Rodrigo Tello

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